Le interrogative indirette
È una proposizione subordinata, retta da un verbo come “chiedere/domandare/sapere/pensare”.
In latino il suo modo è il congiuntivo, secondo le leggi della consecutio temporum, mentre in italiano possono avere anche l’indicativo.
Possono essere semplici o disgiuntive.
Le interrogative dirette semplici
Sono introdotte da:
- Pronomi, aggettivi, avverbi interrogativi.
In mancanza di questi sono introdotte da alcune particelle:
- Ne enclitico / num > se, quando si aspetta risposta incerta o negativa.
- Nonne > se non, quando si propende per il sì, specialmente con il verbo “quaero”.
Le interrogative dirette disgiuntive
Hanno le stesse particelle delle dirette, a cui si aggiunge il solo “ne” enclitico nel secondo membro.
Sono introdotte da:
- Utrum … an;
- Ne … an;
- … an;
- … ne.
Il primo membro si traduce con “se”, il secondo membro con “o”.
Quando il secondo membro è introdotto da “o no”, si rende perlopiù con “necne”.
Es. (1): Ti chiedo se sei schiavo o libero > ex te quaero utrum servus an liber sis
Le interrogative indirette
Si tratta di proposizioni subordinate, rette da un verbo come “chiedere/domandare/sapere/pensare”.
In latino presentano il modo congiuntivo secondo le leggi della consecutio temporum, mentre in italiano possono avere anche l’indicativo.
Possono essere semplici o disgiuntive.
Le interrogative indirette semplici
Sono introdotte da:
- Pronomi, aggettivi, avverbi interrogativi.
In mancanza di questi sono introdotte da alcune particelle:
- “ne” enclitico / “num” > “se”, quando si aspetta risposta incerta o negativa;
- “nonne” > “se non”, quando si propende per il sì, specialmente con il verbo “quaero”.
Esempio: dubito an hoc verum sit = sono in dubbio se ciò non sia vero (= forse è vero)
dubito an non hoc verum sit = sono in dubbio se ciò sia vero (= forse non è vero)
dubito num hoc verum sit = sono in dubbio se ciò sia vero (= non lo so proprio).
Le interrogative disgiuntive
Hanno le stesse particelle delle dirette, a cui si aggiunge il solo “ne” enclitico nel secondo membro.
Sono introdotte da:
- Utrum … an;
- Ne … an;
- … an;
- … ne.
Il primo membro si traduce con “se”, il secondo membro con “o”.
Quando il secondo membro è introdotto da “o no” si rende perlopiù con “necne”.
Es. (1): Ti chiedo se sei schiavo o libero > ex te quaero utrum servus an liber sis