Concetti Chiave
- La Terra è composta da diverse strati: crosta, mantello e nucleo, separati da discontinuità sismiche come MOHO, Gutenberg e Lehmann.
- Il calore interno della Terra deriva dal decadimento di isotopi radioattivi, causando moti convettivi nel mantello che influenzano il movimento delle rocce.
- Il campo magnetico terrestre è generato da una dinamo ad autoeccitazione, legata al movimento del materiale ferroso fuso nel nucleo esterno.
- Il principio di isostasia descrive come la crosta terrestre galleggi nel mantello, cercando equilibrio attraverso movimenti verticali che formano catene montuose.
- L'orogenesi è il processo di formazione delle montagne e i cratoni sono suddivisi in scudi e tavolati, rappresentando diverse fasi geologiche.
Struttura della Terra
• Struttura: in base ai dati raccolti sulle diverse velocità di propagazione delle onde sismiche all’interno della Terra, si possono distinguere: Crosta: graniti e basalti, superficie fino a 10-35km, solida – Discontinuità di MOHO – Mantello, peridotiti fino a circa 2900km di profondità, solido tranne per un breve tratto plastico (astenosfera) – Discontinuità di Gutenberg – Nucleo esterno ferro-nichel da 2900 a 5170km, liquido – Discontinuità di Lehmann – Nucleo interno fino al centro, solido.
Calore interno e moti convettivi
• Calore interno: il flusso termico è prodotto dal decadimento di isotopi radioattivi, le sue disomogeneità testimoniano moti convettivi nel mantello che portano le rocce profonde (scaldate da elevate condizioni di attriti e pressioni durate milioni di anni) a risalire e quelle superficiali a ridiscendere
Campo magnetico terrestre
• Campo magnetico: dinamo ad autoeccitazione, legato al moto convettivo del materiale ferroso fuso presente nel nucleo esterno.
Molte rocce possono essere magnetizzate al momento della loro formazione per cui è possibile ricostruire l’apparente posizione del Polo nord magnetico nel passato. Si è scoperto che i due poli si invertono periodicamente.
Principio di isostasia
• Principio di isostasia: la crosta affonda più o meno nel mantello a seconda del suo spessore, come se vi galleggiasse sopra. La tendenza della crosta a raggiungere una posizione di equilibrio con il galleggiamento è detto principio di ISOSTASIA, e aggiustamenti isostatici sono detti i movimenti verticali con cui la crosta reagisce ad ogni modifica di tale equilibrio. Per le deformazioni subite un settore di crosta può aumentare di spessore e diventare più pesante quindi sprofondare maggiormente; in superficie a quel settore ispessito corrisponde una catena montuosa che può restare sollevata rispetto alla quota media proprio perché sostenuta da un grosso spessore di radici cioè materiale crostale leggero. Con l’erosione la catena si alleggerisce e le radici si riducono di volume risalendo verso l’alto continuando a tener sollevati rilievi sempre meno imponenti (Scandinavia), fino a che la catena sarà spianata del tutto e la crosta avrà assunto la profondità media sotto i tavolati e gli scudi dei 35km.
Orogenesi e cratoni
• Orogenesi: formazione delle montagne nel corso dei cicli geologici di deformazione della crosta. CRATONI: si distinguono in SCUDI, sono le parti più antiche pianeggianti e lievemente bombate verso l’alto(rocce ignee e metamorfiche), TAVOLATI: circondano gli scudi e sono ampie pianure su cui affiorano rocce sedimentarie che testimoniano lunga sommersione marina. OROGENI: sono aree in cui l’orogenesi si è verificata in tempi meno antichi o è ancora in corso
Domande da interrogazione
- Quali sono le principali componenti della struttura interna della Terra?
- Come si genera il calore interno della Terra e quali effetti ha?
- In che modo il campo magnetico terrestre è legato alla struttura interna della Terra?
- Cosa implica il principio di isostasia nella formazione delle catene montuose?
La struttura interna della Terra è composta da quattro principali strati: la crosta (fino a 10-35 km, solida), il mantello (fino a circa 2900 km, solido con una parte plastica), il nucleo esterno (liquido, da 2900 a 5170 km) e il nucleo interno (solido fino al centro).
Il calore interno è prodotto dal decadimento di isotopi radioattivi e provoca moti convettivi nel mantello, portando le rocce profonde a risalire e quelle superficiali a ridiscendere, influenzando così la dinamica della crosta terrestre.
Il campo magnetico terrestre è generato da una dinamo ad autoeccitazione, legata al moto convettivo del materiale ferroso fuso nel nucleo esterno, e permette di ricostruire la posizione del Polo nord magnetico nel passato.
Il principio di isostasia implica che la crosta affonda nel mantello a seconda del suo spessore, e le catene montuose possono rimanere sollevate grazie a un grosso spessore di radici crostali, che si riducono con l'erosione, portando a movimenti verticali della crosta.