Concetti Chiave
- I problemi del sistema elettorale inglese si concentrano nelle difficoltà di accesso al voto e nelle modalità adottate per votare, con un elettorato in calo dal Seicento al 1831.
- Il Parlamento è diviso in curie, con contee e boroughs che presentano una rappresentanza sproporzionata, favorendo aree poco popolate rispetto a quelle più densamente abitate.
- La Camera dei comuni rispecchia poco gli interessi della popolazione, risultando un collegio di privilegiati, dove il voto è visto più come privilegio che come diritto.
- Nel 1801, su 658 deputati, la maggior parte proveniva da boroughs, con seggi decisi da una ristretta percentuale di elettori, evidenziando una grave disparità nella rappresentanza.
- La concentrazione dei deputati nel sud del Paese e il fenomeno del voto di scambio hanno ulteriormente penalizzato l'equità del sistema elettorale, limitando le opportunità di rappresentanza per le aree industrializzate in crescita.
Problemi del sistema elettorale
I problemi del sistema elettorale stanno proprio nelle condizioni di accesso al voto e nel modo stesso in cui si vota. La prima grande riforma sarà solo nel 1832, ma fino a quel momento ci si basa su decisioni prese secoli prima e rimaste immutate nel tempo. Prima di tutto l’elettorato, anziché aumentare, era andato nel tempo diminuendo, proprio per via delle regole alla base del sistema elettorale: nel Seicento votava il 4,6% della popolazione, nel 1831 si è al 2,6%.
Divisione del Parlamento inglese
Il Parlamento inglese è diviso in “curie”, cioè gruppi che dovevano/potevano eleggere un determinato numero di parlamentari:
1. Contee (circa 40), cioè circoscrizioni in cui è diviso il territorio, spesso di origine molto antica, ognuna delle quali poteva eleggere 2 deputati, indipendentemente dalla sua grandezza e popolazione. Si nota quindi già una grandissima sproporzione, tra contee più piccole con 800 abitanti e altre più grandi con 20mila.
2. Boroughs (circa 220), cioè i borghi, di solito intesi come città, considerando tutti gli agglomerati a cui il sovrano aveva concesso il privilegio di mandare dei rappresentanti, massimo 1. Ma soltanto 43 borghi hanno più di 1000 abitanti e ben 113 ne hanno meno di 300.
3. Università (5), curia più tarda, che esprimono ciascuna 1 deputato. Non sono quindi determinanti.
Disparità nella rappresentanza
La Camera dei comuni è quindi un Parlamento che riflette ben poco gli interessi, il territorio, la popolazione. Era un collegio di privilegiati, con il voto che non è tanto un diritto da rivendicare, quanto un privilegio che distingue, penalizzando talvolta. Naturale che fosse molto diffuso il voto di scambio: è facile cedere un privilegio per qualcosa d’altro, molto meno lo è cedere un diritto politico.
Nel 1801, su 658 deputati (contando i 100 nuovi dell’Irlanda), 186 sono dalle contee, 467 dai borghi.. Mettendo insieme questi dati, si comprende che tra gli aventi diritto al voto, la metà dei seggi parlamentari era decisa dal 5% degli elettori. Una grande massa di deputati proveniva di borghi, in alcuni dei quali c’erano anche soltanto 250 aventi diritto, o meno. Inoltre erano quasi tutti concentrati nel sud del Paese (Cornovaglia) Mentre fenomeni come l’industrializzazione avevano fatto espandere enormemente altre città, che magari nemmeno avevano la possibilità di rappresentanza. Nei borghi minuscoli alla fine a decidere i candidati erano le persone più in vista, eminenti, prestigiose, ricche.
Domande da interrogazione
- Quali sono le principali problematiche del sistema elettorale inglese prima della riforma del 1832?
- Come è strutturato il Parlamento inglese in termini di rappresentanza?
- Qual è l'impatto della disparità nella rappresentanza sulla Camera dei comuni?
Le problematiche principali riguardano le condizioni di accesso al voto e il metodo di votazione, con un elettorato in diminuzione: dal 4,6% nel Seicento al 2,6% nel 1831, a causa di regole obsolete e sproporzionate.
Il Parlamento è diviso in contee, boroughs e università, con una rappresentanza sproporzionata: le contee eleggono 2 deputati indipendentemente dalla popolazione, mentre molti boroughs hanno meno di 300 abitanti, creando una rappresentanza che non riflette gli interessi della popolazione.
La Camera dei comuni riflette poco gli interessi della popolazione, essendo dominata da un collegio di privilegiati. Il voto è visto come un privilegio piuttosto che un diritto, portando a pratiche come il voto di scambio e a una concentrazione di deputati provenienti da borghi piccoli e privilegiati.