Concetti Chiave
- Il diritto di voto variava a seconda del territorio, con maggiore omogeneità nelle contee e differenze significative nei borghi, influenzato dal censo e dall'imposta comunale.
- Il sistema elettorale era caratterizzato da seggi "uncontested", dove i risultati erano già noti in anticipo, riducendo la vera competizione.
- Il voto era pubblico fino al 1882, il che favoriva pratiche come il voto di scambio, vietato solo nel 1809, contribuendo a un clima di assoggettamento.
- La Rivoluzione francese del 1789 ha introdotto il principio di "un uomo, un voto", sfidando il sistema basato su privilegi e influenzando anche il pensiero politico in Inghilterra.
- Il periodo di stabilità politica in Inghilterra, sotto Pitt il Giovane, ha contrastato la crisi del sistema politico, evidenziando la mancanza di una chiara maggioranza nei Comuni.
Diritto di voto variabile
Lo stesso diritto di voto non è ovunque uguale, ma variava di territorio in territorio. Più omogeneo nelle diverse contee (ma sempre in base al censo), molto differente nei diversi borghi (di solito in base alla capacità di pagare l’imposta comunale). Quindi di solito votano funzionari pubblici, membri delle corporazioni, pochissime volte artigiani.
Competizione elettorale e privilegi
Il voto non era mai una vera e propria competizione elettorale, ma piuttosto un “uncontested seats”, con seggi di cui si sapeva quasi sicuramente già in precedenza il futuro possessore. Inoltre il voto era pubblico (fino al 1882), fatto che da un lato favoriva l’assoggettamento, dall’altro il voto di scambio. Quest’ultima pratica è stata vietata nel 1809.
Influenza della Rivoluzione francese
Un sistema che poggia principalmente su dei privilegi, riflettendosi nella particolare fisionomia politica delle istituzioni, un sistema che non aveva alcun riguardo per l’individuo in sé, come invece farà tutta la concezione del sistema politico nella Rivoluzione francese del 1789, che è di principio contro il privilegio, con il principio “un uomo, un voto”. Ciò ha la sua influenza anche in Inghilterra: autori come Thomas Paine (Rights of man), viaggiarono fino alle Colonie per sostenere la lotta per la libertà dei ribelli al Parlamento inglese. La crisi del sistema politico inglese è però più tarda, considerando anche che la nomina di Pitt il Giovane aveva effettivamente garantito un periodo di grande stabilità regia, nonostante non ci fosse chiara maggioranza ai Comuni. Un Primo Lord che non era nemmeno collocato politicamente, ma tentava di astrarre dalla tipica contrapposizione tra tories e whigs. Non a caso ebbe tra i suoi maggiori avversari Fox, il cui governo fu invece segnato da questa contrapposizione partitica.
Domande da interrogazione
- Perché il diritto di voto variava da territorio a territorio?
- Qual era la natura della competizione elettorale prima del 1882?
- In che modo la Rivoluzione francese ha influenzato il sistema politico inglese?
Il diritto di voto non era uniforme e variava in base al censo nelle contee e alla capacità di pagare l’imposta comunale nei borghi, portando a una partecipazione elettorale limitata a funzionari pubblici e membri delle corporazioni.
La competizione elettorale era quasi assente, con seggi già predeterminati e un voto pubblico che favoriva pratiche come il voto di scambio, vietato solo nel 1809.
La Rivoluzione francese ha introdotto il principio “un uomo, un voto”, opponendosi ai privilegi esistenti, e ha ispirato autori come Thomas Paine a sostenere la lotta per la libertà, evidenziando la crisi del sistema politico inglese, nonostante un periodo di stabilità sotto Pitt il Giovane.