Concetti Chiave
- L'industria tessile in Italia settentrionale si concentrava sulla seta e sulla lana, con metodi di lavorazione prevalentemente artigianali.
- Il settore metalmeccanico era caratterizzato da piccole officine artigianali, con eccezioni significative come i cantieri navali di Genova e Napoli.
- Il ritardo tecnologico era evidente, con un'industria siderurgica che nel 1861 produceva solo 26.000 tonnellate di ghisa rispetto alle 3.772.000 dell'Inghilterra.
- Ostacoli economici e politici, come un mercato interno povero e barriere doganali, limitavano lo sviluppo industriale rispetto ad altre nazioni europee.
- La mancanza di un sistema bancario adeguato e di una borghesia imprenditoriale aperta al rischio ostacolava ulteriormente gli investimenti in attività industriali.
Industria tessile e metalmeccanica
Nelle campagne dell'Italia settentrionale, specializzate nella coltura del baco da seta, si erano costituite piccole aziende per la trattura, ma la seta greggia e i filati erano poi in prevalenza esportati. L'industria della lana era diffusa nella provincia di Biella, nel Veneto e nella zona di Prato, ma i metodi di lavorazione erano rimasti artigianali nei laboratori cittadini e ancora più arretrati nelle campagne, dove prevaleva il lavoro a domicilio. Tecnologicamente più avanzata, ma lontana dai livelli inglesi, era l'industria del cotone, concentrata principalmente in Lombardia.
Ritardo tecnologico e cause
I settori in più grave ritardo erano quelli di maggiore importanza nelle aree avanzate dell'Europa. Nel settore metalmeccanico prevaleva ancora la piccola officina artigianale, con un paio di importanti eccezioni costituite dai cantieri navali di Sampierdarena (Genova) e di Napoli.
L'industria siderurgica italiana nel 1861 produceva non più di 26000 tonnellate di ghisa, contro i 3772000 di quella inglese.
In grave ritardo anche l'impiego delle macchine a vapore. Nel 1850 le macchine italiane considerate nel loro complesso riuscivano a produrre circa 10000 cavalli vapore, mentre l'Inghilterra ne produceva 1290000, la Germania 260000 e la Francia 270000.
Ostacoli economici e politici
Le cause dell'arretratezza italiana in confronto con le aree europee industrializzate erano:
- il mercato interno era troppo povero: il ritardo generale dello sviluppo, anche e soprattutto nelle campagne, faceva sì che la gran parte della popolazione fosse troppo povera per sostenere, con i consumi individuali e familiari, un mercato interno di prodotti industriali;
- le barriere doganali: la divisione della penisola in parecchi stati creava barriere che bloccavano il commercio. Nel passaggio tra uno stato all'altro il prezzo delle merci aumentava a causa dei dazi doganali;
- mancavano moderne vie di comunicazione: nel 1850, la rete ferroviaria raggiungeva la cifra di 620 km di binari, contro i 3000 km della Francia e i 7000 km dell'Inghilterra;
- non esisteva una borghesia con una mentalità aperta al rischio delle iniziative imprenditoriali;
- mancava un sistema bancario in grado di erogare prestiti a chi voleva investire in attività industriali.
Inoltre, il ritardo economico e la situazione politica erano collegati. La divisione in piccoli stati, la presenza di regimi privi di libertà, la dipendenza di parti del territorio dell'Austria furono viste come fattori che impedivano lo sviluppo dell'economia.
Nel 1847 il Granducato di Toscana, lo Stato pontificio, il Regno delle Due Sicilie e il Regno di Sardegna avviarono trattative per creare una Lega doganale.
Domande da interrogazione
- Quali erano le principali caratteristiche dell'industria tessile in Italia settentrionale?
- Quali erano i settori industriali più in ritardo in Italia rispetto all'Europa?
- Quali fattori economici e politici contribuivano all'arretratezza industriale italiana?
- Quali iniziative furono tentate per migliorare la situazione economica in Italia nel 1847?
L'industria tessile in Italia settentrionale si concentrava sulla coltura del baco da seta, con piccole aziende per la trattura, mentre la seta greggia e i filati venivano principalmente esportati. La lavorazione della lana era diffusa in province come Biella, Veneto e Prato, ma rimaneva artigianale, specialmente nelle campagne.
I settori più in ritardo erano il metalmeccanico e l'industria siderurgica, con la produzione di ghisa nel 1861 che ammontava a sole 26.000 tonnellate, rispetto ai 3.772.000 dell'Inghilterra. Anche l'uso delle macchine a vapore era molto limitato.
L'arretratezza era dovuta a un mercato interno povero, barriere doganali tra stati, mancanza di moderne vie di comunicazione, assenza di una borghesia imprenditoriale e di un sistema bancario adeguato. La divisione politica in piccoli stati e regimi autoritari ostacolava ulteriormente lo sviluppo economico.
Nel 1847, il Granducato di Toscana, lo Stato pontificio, il Regno delle Due Sicilie e il Regno di Sardegna avviarono trattative per creare una Lega doganale, cercando di superare le barriere commerciali tra i vari stati e migliorare le condizioni economiche.