Concetti Chiave
- In Asia, si sviluppò una resistenza nazionalista contro l'occupazione giapponese, culminando in guerre di liberazione per l'indipendenza di diverse colonie.
- Guerre di liberazione in Africa coinvolsero colonie con popolazioni europee numerose, come l'Algeria e l'Africa portoghese, dove si opposero all'emancipazione dei popoli locali.
- L'indipendenza non sempre derivò da conflitti armati; spesso si raggiunse attraverso negoziati, come avvenne in India, Marocco e Tunisia.
- A metà degli anni Sessanta, la maggior parte delle colonie ottenne l'indipendenza, ma in alcune regioni africane la minoranza europea mantenne il potere per lungo tempo.
- La decolonizzazione fu influenzata dalla nuova politica internazionale post-guerra, con una crescente opposizione al dominio coloniale e l'appoggio dell'ONU ai movimenti nazionalisti.
Resistenza e liberazione in Asia
In Asia, nei Paesi che erano stati occupati dal Giappone durante la guerra (Indocina, Indonesia, Filippine) si era sviluppata una resistenza nazionalista antigiapponese e i partigiani avevano contribuito alla liberazione di questi territori.
Quando, al termine della guerra, gli Stati europei decisero di rioccupare nuovamente questi Paesi, essi incontrarono l’opposizione dei popoli sottomessi che reagirono difendendosi dalla nuova aggressione europea. Si ebbero perciò alcune guerre di liberazione che portarono all’indipendenza di molte Colonie asiatiche. La più lunga fu la guerra d’Indocina (1945-1954), con cui i francesi cercarono di reprimere i movimenti di liberazione in questa regione: essa provocò oltre 450.000 vittime, in larghissima maggioranza tra le popolazioni locali.
Guerre di liberazione in Africa
Altre guerre di liberazione vi furono in seguito in Africa, soprattutto nelle Colonie dove le popolazioni di origine europea erano più numerose e si opponevano all’emancipazione (liberazione) dei popoli sottomessi, come avvenne nell’Algeria francese (1945-1962), in cui i coloni francesi erano oltre un milione e nell’Africa portoghese (Angola, Mozambico, Guinea (1961-1974).
Indipendenza attraverso negoziati
Non sempre l’indipendenza fu ottenuta attraverso guerre: spesso ci furono negoziati (trattative) tra la potenza coloniale e i rappresentanti dei popoli oppressi, come si verificò in India (indipendente dal 1947), in Marocco (1956), Tunisia (1956) e in gran parte dell’Africa nera (1957-1966).
A metà degli anni Sessanta la maggioranza delle Colonie aveva ottenuto l’indipendenza e gli Stati coloniali europei non esistevano più. In Africa meridionale (Sud-Africa e Rhodesia, l'attuale Zimbabwe) però la minoranza di origine europea riuscì a conservare a lungo il potere, escludendo i neri.
Decolonizzazione e politica internazionale
La decolonizzazione, cioè il raggiungimento dell’indipendenza da parte delle Colonie, fu favorita dalla situazione politica internazionale che si era creata dopo la guerra. In primo luogo erano ostili al dominio coloniale europeo ed appoggiarono i movimenti nazionalisti nei Paesi colonizzati, sperando che i futuri nuovi Stati si sarebbero schierati al loro fianco. Anche in Europa la situazione era cambiata: mentre nell’Ottocento le Colonie erano state (o almeno erano state considerate) fonti di ricchezza, potenza e prestigio, ora cominciarono ad essere considerate un peso economica; inoltre una parte consistente dell’opinione pubblica si opponeva al domino coloniale. Infine l’intervento dell’ONU (ad esempio nella guerra dell’Indonesia contro l’Olanda) fu a favore delle Colonie.
Domande da interrogazione
- Quali furono le principali forme di resistenza contro l'occupazione giapponese in Asia?
- Come si ottenne l'indipendenza in molte Colonie asiatiche dopo la guerra?
- Qual è stato il ruolo della politica internazionale nella decolonizzazione?
In Asia, nei Paesi occupati dal Giappone, si sviluppò una resistenza nazionalista antigiapponese, con i partigiani che contribuirono alla liberazione dei territori, come evidenziato nel testo.
L'indipendenza fu spesso conquistata attraverso guerre di liberazione contro le potenze europee che tentavano di rioccupare i territori, come nel caso della guerra d'Indocina, che durò dal 1945 al 1954 e causò oltre 450.000 vittime tra le popolazioni locali.
La decolonizzazione fu favorita dalla nuova situazione politica internazionale post-bellica, con potenze mondiali che si opponevano al dominio coloniale europeo e supportavano i movimenti nazionalisti, mentre l'ONU intervenne a favore delle Colonie, come nel conflitto tra Indonesia e Olanda.