Concetti Chiave
- L'imprenditore deve produrre o scambiare beni e servizi, generando nuova ricchezza e coprendo le spese.
- È necessario esercitare l'attività in modo abituale e continuo, anche se può essere stagionale o affiancata ad altre attività.
- Il piccolo imprenditore opera con un'attività prevalentemente personale e familiare, senza un'organizzazione complessa.
- Il diritto degli familiari nell'impresa familiare include utili, partecipazione alle decisioni e prelazione in caso di vendita.
- L'imprenditore agricolo si occupa di coltivazione, selvicoltura e allevamento, con obblighi specifici come l'iscrizione al Registro delle imprese.
Indice
Definizione di imprenditore
Gli elementi per essere definito imprenditore sono:
- L’attività deve avere il fine della produzione o scambio dei beni e servizi a carattere patrimoniale, quindi produrre nuova ricchezza, soddisfare bisogni altrui e portare un guadagno che consenta almeno di coprire le spese. Per questo motivo il mero godimento non è considerata attività economica perché non genera nuova ricchezza (locazione)
- L’attività deve essere esercitata «professionalmente e non occasionalmente», cioè in modo abituale e continuo. Tale attività può essere anche stagionale e l’imprenditore può anche avere un’altra attività.
- L’imprenditore deve essere capace di organizzare i fattori della produzione.
Piccolo imprenditore e requisiti
Il piccolo imprenditore è definito dall’art. 2083 del Codice Civile come colui che esercita
un’attività prevalentemente personale e familiare, senza un’organizzazione complessa e estesa come i coltivatori diretti del fondo, gli artigiani, i piccoli commercianti.
Affinché si possa parlare di piccole imprese è necessario che:
- l‘imprenditore e i suoi familiari prestino il proprio lavoro nell’impresa;
- che tale lavoro prevalga sia rispetto a prestazioni lavorative di terzi sia
rispetto al fattore capitale, per cui non è considerato piccolo imprenditore colui che utilizzi
ingenti investimenti di capitale.
Impresa familiare e diritti
L’ impresa familiare è definita dall’art. 230 del Codice Civile come quell’attività dove insieme all’imprenditore collaborano in modo continuativo i parenti entro il terzo grado (genitori, figli, fratelli, nipoti, zii) e gli affini fino al secondo grado tra cui suoceri e cognati.
A tali familiari sono riconosciuti diritti come:
- diritto agli utili e il diritto al mantenimento;
- partecipazione alle decisioni dell’impresa;
- diritto di prelazione in caso di vendita (precedenza di acquistare l’azienda su persone esterne);
- diritto di essere liquidato in denaro in caso di cessazione o di vendita dell’azienda.
Imprenditore agricolo e obblighi
L’imprenditore agricolo è regolato dall’art. 2135 del Cod. Civ. come colui che esercita:
- Coltivazione del fondo e lavorazione dei prodotti agricoli
- Selvicoltura: coltivazione del bosco per beneficiare dei suoi frutti come legna
- Allevamento di animali.
L'imprenditore agricolo ha obblighi come:
- iscrizione al Registro delle imprese nella sezione riservata;
- non è obbligato a tenere le scritture contabili;
- non è soggetto a procedure concorsuali.
Imprenditore commerciale e attività
In base all’art 2195 del nostro codice dell'ordinamento civile si definisce è imprenditore commerciale chi esercita professionalmente:
- un'attività per la produzione di beni di consumo o strumentali e di servizi;
- un'attività intermediaria come i commercianti all'ingrosso.
- un'attività di trasporto dei beni prodotti;.
- un'attività bancaria o assicurativa;
- altre attività ausiliarie delle precedenti.
Domande da interrogazione
- Quali sono i requisiti fondamentali per essere considerato imprenditore?
- Cosa distingue un piccolo imprenditore da un imprenditore di maggiori dimensioni?
- Quali diritti hanno i familiari che collaborano in un'impresa familiare?
- Quali sono le principali attività e obblighi di un imprenditore agricolo?
Per essere definito imprenditore, è necessario che l'attività abbia come fine la produzione o lo scambio di beni e servizi, sia esercitata professionalmente e non occasionalmente, e che l'imprenditore sia capace di organizzare i fattori della produzione.
Il piccolo imprenditore, secondo l'art. 2083 del Codice Civile, esercita un'attività prevalentemente personale e familiare, senza un'organizzazione complessa, e il lavoro dell'imprenditore e dei familiari deve prevalere rispetto a quello di terzi e al capitale investito.
I familiari che collaborano in un'impresa familiare hanno diritti agli utili, al mantenimento, alla partecipazione nelle decisioni aziendali, al diritto di prelazione in caso di vendita e al diritto di essere liquidati in caso di cessazione dell'azienda, come stabilito dall'art. 230 del Codice Civile.
L'imprenditore agricolo, secondo l'art. 2135 del Codice Civile, si occupa della coltivazione del fondo, della selvicoltura e dell'allevamento di animali. Ha l'obbligo di iscriversi al Registro delle imprese, ma non è tenuto a mantenere scritture contabili né è soggetto a procedure concorsuali.