Concetti Chiave
- La debolezza dell'Impero, in crisi per la lotta per le investiture, favorì il consolidamento dei comuni nell'Italia settentrionale.
- Federico Barbarossa, salito al potere nel 1152, cercò di ristabilire l'autorità imperiale, ma si trovò a fronteggiare l'autonomia crescente dei comuni.
- La convocazione della Dieta da parte di Federico mirava a rivendicare i diritti imperiali, negando ai comuni qualsiasi riconoscimento legale.
- La Lega Lombarda, alleanza tra città lombarde sostenuta dal Papa, giocò un ruolo cruciale nel conflitto contro l'imperatore, culminando nella Battaglia di Legnano.
- Il conflitto si concluse con la pace di Costanza nel 1183, dove i comuni giurarono fedeltà all'imperatore in cambio del riconoscimento di alcuni diritti sovrani.
La debolezza dell'impero
Se i comuni potevano consolidarsi nell’Italia settentrionale, ciò dipese anche dalla debolezza dell’Impero, in preda alla lotta per le investiture contro il papato e ai contrasti che dividevano i grandi feudatari tedeschi ai quali spettava l’elezione dell’imperatore. L’Impero era conteso fra i duchi di Svevia, detti Ghibellini e i duchi di Baviera detti Guelfi. I primi sostenevano l’imperatore e i secondi il Papa.
Federico Barbarossa e i comuni
Nel 1152 diventa re di Germania Federico I° della casata Ghibellina, detto il Barbarossa. L’Impero con lui trovò nuovamente alla sua guida una personalità fortissima. Egli si trovò subito a dover ristabilire la propria autorità sull’Italia dove, nella parte settentrionale, si erano sviluppati i comuni. Qui molti diritti del sovrano erano passati nelle mani del comune (ad esempio, imporre tasse, coniare monete, promulgare leggi) ed era perciò inevitabile un conflitto tra impero e comuni. Il Barbarossa non tardò a scendere in Italia, dove si presentò come sovrano legittimo venuto a restaurare pace e giustizia. Inizialmente sostenitore del Papa, Federico I°, venne a patti con i normanni dell’Italia meridionale, poiché essi erano nemici troppo impegnativi per lui, mentre decise di reprimere l’autonomia dei comuni dell’Italia settentrionale.
La dieta e l'opposizione papale
Dopo aver sottomesso con le armi alcuni comuni, e in particolare Milano, Federico convocò una Dieta (ossia una riunione) di principi, di vescovi, di Germania e d’Italia e di ambasciatori dei quattordici comuni, nella quale rivendicò per sé e per l’impero il pieno esercizio dei diritti che gli spettavano in quanto sovrano. Ai comuni fu negata qualsiasi forma di riconoscimento legale.
Le pretese di Federico trovarono opposizione da parte di Papa Alessandro III che non poteva accettare la restaurazione di un potere imperiale tanto invadente.
La lega lombarda e la battaglia di Legnano
Fu quindi inevitabile che papato e comuni stringessero un’alleanza.
Tra Papa e imperatore iniziò una lotta senza esclusioni di colpi. Alla fine l’imperatore uscì vincente, ma la vittoria fu di breve durata: pochi anni dopo, alcune città diedero vita alla Lega Lombarda, cioè un’alleanza tra le città lombarde. Nell’abbazia di Pontida, presso Bergamo, esse giurarono di essere fedeli la une alle altre e di difendersi dagli attacchi dell’imperatore (1167). La Lega Lombarda era sostenuta dal Papa, nemico dell’imperatore. Il Barbarossa mosse contro di lui e prese Roma: il Papa fu costretto a scappare ed anche l’imperatore fu così costretto a tornare in Germania perché i suoi soldati morivano colpiti da una grave epidemia. Tornati nuovamente in Italia lo scontro definitivo avvenne nella Battaglia di Legnano in cui l’esercito della Lega, stretto intorno al corroccio (il carro sul quale si trovava il gonfalone dell’esercito), sbagliò l’esercito imperiale.
La pace di Costanza
L’imperatore avviò una trattativa con il Papa e stipulò con i comuni una tregua che si concluse con il trattato di pace firmato a Costanza nel 1183. Con la pace di Costanza, i comuni si impegnavano a giurare fedeltà all’imperatore il quale da parte sua concedeva loro di continuare a esercitare la regalia, cioè alcuni diritti spettanti al sovrano. In realtà l’imperatore concedeva quanto richiesto dai comuni non perché era generoso, ma perché era stato sconfitto.
Matrimonio e alleanze
Conclusa la lotta con i comuni il Barbarossa riuscì a far entrare l’Italia meridionale tra i domini della corona, concordando il matrimonio tra suo figlio Enrico e Costanza D’Altavilla, erede del re normanno di Sicilia. Fu un'esperienza efficace per non ricorrere alle armi.
Il matrimonio, infatti, era uno dei modi più frequenti per stipulare alleanze, acquisire matrimoni o addirittura stati.
Successivamente il Barbarossa partì per la Terra Santa alla guida di un esercito di crociati.
Domande da interrogazione
- Quali fattori hanno contribuito alla debolezza dell'Impero durante il periodo dei comuni in Italia settentrionale?
- Chi era Federico Barbarossa e quale ruolo ha avuto nella storia dell'Impero?
- Qual è stata la reazione di Federico Barbarossa nei confronti dei comuni e del papato?
- Cosa rappresentava la Lega Lombarda e quale fu il suo impatto sulla lotta tra impero e comuni?
- Quali furono le conseguenze della pace di Costanza del 1183 tra l'imperatore e i comuni?
La debolezza dell'Impero era dovuta alla lotta per le investiture contro il papato e ai contrasti tra i grandi feudatari tedeschi, che ostacolavano l'elezione dell'imperatore, favorendo così la crescita dei comuni (testo).
Federico I°, noto come Barbarossa, divenne re di Germania nel 1152 e cercò di ristabilire l'autorità imperiale in Italia, affrontando i comuni che avevano acquisito potere (testo).
Inizialmente sostenitore del Papa, Barbarossa si oppose all'autonomia dei comuni, convocando una Dieta per rivendicare i diritti imperiali, ma incontrò l'opposizione di Papa Alessandro III (testo).
La Lega Lombarda era un'alleanza tra le città lombarde, sostenuta dal Papa, che si oppose all'imperatore, culminando nella Battaglia di Legnano, dove l'esercito della Lega sconfisse l'imperiale (testo).
Con la pace di Costanza, i comuni giurarono fedeltà all'imperatore, che concesse loro alcuni diritti sovrani, ma ciò avvenne dopo la sua sconfitta, evidenziando la necessità di compromessi (testo).