Concetti Chiave
- Adriano, erede di Traiano, rinunciò a nuove avventure militari e si concentrò sul consolidamento dei confini dell'Impero Romano, segnando la fine dell'epoca imperialista.
- Promosse l'urbanizzazione e la cultura, favorendo la rinascita di Atene e realizzando importanti opere architettoniche a Roma, come il mausoleo poi conosciuto come Castel Sant'Angelo.
- La fondazione di nuove città comportò l'asservimento delle campagne circostanti, causando tensioni sociali e portando a una violenta ribellione ebraica che culminò nella creazione di Elia Capitolina.
- Adriano apportò significative riforme culturali, migliorando l'educazione e selezionando funzionari statali tra le persone più colte, elevando così il livello della sua corte.
- Introdusse leggi per proteggere gli schiavi dagli abusi dei padroni, dimostrando un impegno per la giustizia sociale e il miglioramento delle condizioni di vita all'interno dell'Impero.
L'ascesa di Adriano
L’erede che Traiano aveva adottato poco prima di morire era suo nipote, il nobile di origine spagnola Elio Adriano, uomo di eccezionale cultura letteraria e artistica. Adriano abbandonò immediatamente le province mesopotamiche e rinunciò a intraprendere nuove avventure militari: con il suo regno, dunque, la politica romana subì un'inversione di tendenza; l’epoca dell’imperialismo terminò definitivamente e da quel momento la politica degli imperatori fu volta al consolidamento dei confini. In Britannia, per esempio, lo stesso Adriano fece costruire una linea fortificata lunga 120 chilometri, che proteggeva la parte meridionale dell’isola dalle cosiddette “vallo di Adriano”. Adriano scelse questa politica sia perché le grandi spese delle campagne militari del suo predecessore avevano esaurito le finanze statali, sia perché si rendeva conto che la difesa di frontiere così vaste sarebbe stata troppo onerosa per lo Stato. Come scrive di lui una cronaca antica (la Historia Augustea): “Subito dopo essere salito al trono si dedicò a conservare la pace”. In effetti, Adriano dedicò il suo regno a una capillare opera di riorganizzazione statale e della vita economica; molto tempo del suo regno, inoltre, fu impiegato in viaggi d’ispezione nelle varie province, poiché egli voleva conoscere e intervenire personalmente in ogni aspetto dell’amministrazione.
Urbanizzazione e cultura
Essendo consapevole del fatto che l’Impero era ormai greco-romano, Adriano si mostrò estremamente benevolo con le popolazioni ellenizzate della parte orientale: tra l’altro, favorì la rinascita della capitale morale e della cultura greca, Atene, che durante il suo regno rifiorì urbanisticamente grazie all’operato di un amico personale dell’imperatore, il mecenate Erode Attico. Anche a Roma egli diede impulso all’architettura monumentale: restano celebri la villa che si fece costruire a Tivoli e il suo immenso mausoleo, che in seguito fu più volte ristrutturato e infine trasformato in fortezza, nota oggi come Castel Sant’Angelo. Fondò inoltre nuove città – molte delle quali vennero chiamate “Adrianopoli”, cioè “città di Adriano” – e provvide al restauro di molte altre, spesso in zone dell’Impero dove le popolazioni vivevano in piccoli villaggi allo stato tribale (per esempio, in Africa e nei Balcani). Come scrisse un grande storico del secolo scorso, Michael Rostovzeff, “secondo gli antichi pensatori v’era una via e una via soltanto per migliorare la vita delle province e portarla a un livello più alto: ed era l’urbanizzazione, la creazione continua di nuovi nuclei di civiltà e di progresso”. Fondare una città in quelle regioni significava, dunque, diffondere la cultura che i Greci e Romani avevano elaborato nel corso dei secoli, trasformando in cittadini gruppi che vivevano dentro i confini dell’Impero, ma che non ne condividevano ancora i costumi.
Sfide e ribellioni
Va detto, però, che questa politica aveva un suo rovescio: la fondazione di una città significava asservire a essa la campagna circostante, che doveva mantenerla, e quindi distrarre una parte considerevole delle risorse agricole di una regione per il sostentamento della città. Il problema maggiore per Adriano fu costituito da una nuova ribellione degli ebrei, domata duramente con molto spargimento di sangue. Sulle rovine di Gerusalemme venne fondata una colonia (Elia Capitolina), popolata da veterani ai quali era affidato il controllo della regione.
Riforme culturali e sociali
I meriti di Adriano si manifestarono soprattutto in campo culturale: i suoi provvedimenti più significativi furono rivolti al miglioramento dell’educazione scolastica, alla quale accedeva una parte notevole della popolazione, e ai reclutamento dei funzionari di Stato, che furono scelti tra le persone di cultura più elevata anziché tra rapaci cortigiani. Anche la corte di Adriano era formata da persone selezionate, di alto livello civile e di sicuro valore intellettuale. A tal proposito, è significativo che proprio Adriano abbia fatto varare una serie di leggi, volte a proteggere gli schiavi dagli arbitrii dei padroni.
Domande da interrogazione
- Qual è stata la principale innovazione politica introdotta da Adriano rispetto al suo predecessore?
- In che modo Adriano ha contribuito alla cultura greco-romana durante il suo regno?
- Quali sfide ha affrontato Adriano nella sua politica di urbanizzazione?
- Quali riforme culturali e sociali ha attuato Adriano?
- Come ha influenzato Adriano l'amministrazione delle province romane?
Adriano ha abbandonato l'espansione militare e ha concentrato la sua politica sul consolidamento dei confini, come evidenziato dalla costruzione del Vallo di Adriano in Britannia.
Adriano ha favorito la rinascita di Atene e ha promosso l'architettura monumentale a Roma, fondando nuove città e restaurando quelle esistenti, come riportato nel testo.
La fondazione di nuove città ha comportato il rischio di asservire le campagne circostanti e ha portato a conflitti, come la ribellione degli ebrei, che fu domata con grande violenza.
Adriano ha migliorato l'educazione scolastica e ha selezionato funzionari di Stato tra le persone di cultura elevata, introducendo leggi per proteggere gli schiavi dagli abusi.
Adriano ha dedicato molto tempo a viaggi d'ispezione nelle province, cercando di conoscere e intervenire personalmente in ogni aspetto dell'amministrazione, come sottolineato nel testo.