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Concetti Chiave

  • Il regno di Tito è noto per la costruzione del Colosseo e per la sua moderazione nei confronti del Senato, nonostante l'eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. che devastò Pompei, Ercolano e Stabia.
  • Domiziano, successore di Tito, adottò un regime autoritario, in contrasto con la moderazione dei suoi predecessori, scatenando conflitti violenti con l'aristocrazia senatoria.
  • La repressione culturale durante il governo di Domiziano costrinse molti scrittori romani al silenzio, mentre alcuni adottarono un atteggiamento di adulazione nei suoi confronti.
  • Domiziano consolidò le conquiste romane in Britannia e occupò regioni oltre il Reno, creando le province di Germania Superiore e Inferiore, ma fallì nella sottomissione della Dacia.
  • Il regno di Domiziano si concluse nel 96 d.C. con la sua uccisione a causa di una congiura, segnando la fine della dinastia flavia e un periodo di governo controverso nella storia di Roma.

Il regno di Tito

Il breve regno di Tito, assai popolare per la sua vittoria contro gli ebrei e per aver fatto costruire insieme al padre il Colosseo, venne ben giudicato dagli storici antichi per la moderazione dell’imperatore nei confronti del Senato. Esso fu però funestato da una catastrofe: l’eruzione del Vesuvio, che nel 79 d.C. distrusse le città di Pompei, Ercolano e Stabia e trasformò in deserto l’intera regione, all’epoca una delle più prospere d’Italia.

L'ascesa di Domiziano

A Tito successe nell'81 d.C. il fratello Domiziano, un altro dei presunti “mostri” descritti dalla storiografia antica.
Con lui si rinnovò la tendenza autoritaria del principato, in contrasto con l’azione misurata dei suoi due predecessori: il conflitto tra Domiziano e l’aristocrazia senatoria fu assai violento e determinò una serie di processi politici e di persecuzioni che coinvolsero persino alcuni membri della famiglia imperiale. Le tendenze autoritarie dell’imperatore si manifestarono anche nei confronti degli intellettuali stranieri che egli fece scacciare da Roma, come nel caso del filosofo Epitteto e del’oratore Dione di Prusa.

La repressione culturale

Sotto il governo dispotico di Domiziano anche i migliori scrittori romani (come Giovenale, Plinio e Tacito) furono costretti al silenzio, mentre altri (come Marziale e Stazio) assunsero invece atteggiamenti adulatori. Discendenti da una dinastia di soldati, Domiziano curò in modo scrupoloso l’addestramento dell’esercito e concluse personalmente alcune spedizioni militari (contro i Catti, una popolazione germanica), che portarono all’occupazione di alcune regioni oltre il Reno, poi organizzate in due nuove province (“Germania Superiore” e “Germania Inferiore”). Domiziano consolidò le conquiste romane in Britannia e tentò anche di sottomettere la Dacia (regione situata oltre il Danubio, corrispondente all’incirca all’attuale Romania), ma dovette rinunziarvi dopo una serie di sanguinose battaglie al termine delle quali venne stipulata una pace di compromesso con il re dei Daci., il valoroso Decebalo (89 d.C.).

Le vittorie militari avevano reso Domiziano molto popolare tra i soldati; a Roma però l’opposizione contro i suoi metodi di governo cresceva sempre più. Molte congiure e ribellioni furono soffocate nel sangue, in particolare assumendo atteggiamenti persecutori nei confronti dell’aristocrazia, degli ebrei e forse anche dei cristiani.

La caduta di Domiziano

Nel 96 d.C., infine, Domiziano rimase vittima di una congiura, ordita dai pretoriani e dai senatori e probabilmente favorita dalla stessa moglie Domitilla. Con la sua morte ebbe termine la dinastia flavia e si chiuse un periodo di governo peggiori della storia di Roma.

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Domande da interrogazione

  1. Quali furono le principali caratteristiche del regno di Tito?
  2. Il regno di Tito, che durò dal 79 all'81 d.C., è noto per la sua vittoria contro gli ebrei e per la costruzione del Colosseo. Gli storici antichi lo giudicarono positivamente per la sua moderazione nei confronti del Senato, nonostante il suo regno fosse segnato dall'eruzione del Vesuvio che distrusse Pompei, Ercolano e Stabia.

  3. Come si distinse il governo di Domiziano rispetto a quello dei suoi predecessori?
  4. Domiziano, salito al potere nell'81 d.C., ripristinò un regime autoritario, in contrasto con la moderazione di Tito e Vespasiano. Il suo governo fu caratterizzato da conflitti violenti con l'aristocrazia senatoria e da persecuzioni contro intellettuali e oppositori, portando a un clima di repressione culturale.

  5. Quali furono le conseguenze della caduta di Domiziano nel 96 d.C.?
  6. La morte di Domiziano, vittima di una congiura, segnò la fine della dinastia flavia e chiuse un periodo di governo considerato uno dei peggiori della storia di Roma, caratterizzato da repressione e conflitti interni.

Domande e risposte

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