Concetti Chiave
- Due grandi imperi, quello austriaco e russo, coesistono con l'impero ottomano nella penisola balcanica, caratterizzati da multietnicità.
- La questione d'Oriente rappresenta il problema politico e militare delle aree sotto il dominio ottomano, evidenziato dall'indebolimento dell'impero.
- La guerra di Crimea (1854-56) segna un conflitto significativo tra Russia e potenze occidentali, con la modernizzazione della guerra di trincea.
- L'arretratezza della Russia nel XIX secolo era legata all'economia agricola e alla servitù della gleba, abolita dallo zar Alessandro II nel 1861.
- Il declino dell'impero asburgico è accentuato dalle unificazioni italiana e tedesca, portando alla creazione della duplice monarchia nel 1867 per gestire le nazionalità interne.
Presenza di grandi imperi
Nella parte centro-orientale abbiamo la presenza di due grandi imperi: quello austriaco e quello russo. Mentre buona parte della penisola balcanica è occupata dall’impero ottomano. Si tratta di realtà molto diverse tra loro, che tuttavia presentano alcuni elementi comuni:
- il fatto di essere entità politiche vastissime e dunque di carattere multietnico
- le difficoltà che questi imperi incontrarono nel contenere le rivendicazioni nazionali e indipendentistiche dei popoli soggetti
- la complessiva arretratezza economica e politica, il ritardo rispetto allo sviluppo dell’economia e delle istituzioni delle grandi potenze occidentali, Francia e Inghilterra
2. Cosa fu la questione d’Oriente?; come si presentava l’Impero ottomano? Quando e perché scoppiò la guerra di Crimea? Come si concluse? Perché ebbe una grande importanza soprattutto per l’Italia?
Questione d'Oriente e guerra di Crimea
È nell’area balcanica che si aprì la questione d’Oriente. Questa consisteva nel problema dell’assetto politico e militare delle regioni soggette all’Impero ottomano. Il problema diventava sempre più drammatico man mano che l’Impero stesso si indeboliva e si sgretolava. Questo indebolimento derivava dall’arretratezza dell’impero, dalla sua incapacità di reggere il confronto con le potenze occidentali. Di conseguenza si fecero sempre più forti le spinte all’indipendenza da parte delle varie nazionalità soggette al dominio turco. Si trattava infatti di un’area di grande importanza commerciale e militare. Il primo grande conflitto nato su questo terreno fu la guerra di Crimea (1854-56), causata dal tentativo russo di impadronirsi dei principati danubiani della Moldavia e della Valacchia. Gran Bretagna e Francia si schierarono a difesa della Turchia, sconfiggendo la Russia in un conflitto sanguinoso, in cui fece per la prima volta la sua comparsa la moderna guerra di trincea. Un piccolo vantaggio lo ottenne anche il Piemonte, che grazie al suo contributo poté partecipare al congresso di Parigi ponendo la questione dell’indipendenza italiana.
3. Come si caratterizzava l’arretratezza della Russia nell’Ottocento? Quale era la condizione dei contadini? Quali eventi contribuirono all’abolizione, nel 1861, della servitù della gleba? Quali riforme introdusse lo zar Alessandro II?
Arretratezza della Russia e riforme
Si trattava di una fragilità economica e organizzativa, prima ancora che militare. L’Impero russo era lo stato più grande e popoloso del mondo, ma era gravato da una pesante arretratezza in ogni campo. L’economia era quasi esclusivamente agricola, e il 90% della popolazione viveva nelle campagne. In Russia dominava ancora la servitù della gleba. Erano legati per sempre alla terra e come questa potevano venire venduti e ipotecati; dal punto di vista giuridico, erano soggetti alla giustizia del signore. Fra molti intellettuali e uomini di governo si fece strada l’idea che la servitù della gleba fosse la causa principale dell’arretratezza russa. Fra molti dubbi e resistenze, fu infine abolita dallo zar Alessandro II nel 1861. nella fase iniziale del suo regno Alessandro II seguì una linea riformatrice, altri provvedimenti importanti furono:
- la riduzione del servizio militare (che era a sorteggio) da 25 a 16 anni, e successivamente a 6 anni
- l’alleggerimento della censura sulla stampa
- la creazione di assemblee elettive provinciali e comunali, nelle quali la nobiltà aveva un peso preponderante
- la riforma del sistema giudiziario, che unificava i tribunali per tutti i cittadini
4. Quale era la situazione dell’impero asburgico? Che ripercussioni ebbero su di esso l’unificazione italiana e quella tedesca? Quale struttura assunse nel 1867?
Declino dell'impero asburgico
L’impero asburgico percorreva negli stessi anni la prima fase di un lento ma inarrestabile declino. L’Austria era messa in difficoltà dalla necessità di conservare prestigio dinanzi all’emergente potenza prussiana e, nel contempo, di mantenere l’ordine con la forza tra le nazionalità dell’impero. Tutte operazioni che ebbero scarso successo: l’unificazione italiana (1861), comportò per l’Austria la perdita della Lombardia e dell’egemonia sulla penisola; l’unità tedesca (1871) significò l’emarginazione all’interno dell’area germanica. Intanto l’insoddisfazione di magiari, boemi, slavi costituiva una ferita sempre aperta. Nel tentativo di risolvere o almeno attenuare il problema delle nazionalità, la monarchia strinse nel 1867 un compromesso con la più forte di queste, i magiari. L’Impero, in sostanza, venne diviso in due regno (“duplice monarchia”), con governi e parlamenti propri ma unificati dall’autorità imperiale e da alcuni ministeri-chiave in comune.
Domande da interrogazione
- Quali erano le caratteristiche comuni degli imperi austriaco, russo e ottomano?
- Cos'è la questione d'Oriente e quale ruolo ha avuto l'Impero ottomano in essa?
- Quali furono le principali riforme introdotte dallo zar Alessandro II in Russia?
- Come si manifestò il declino dell'impero asburgico nel XIX secolo?
- Quali erano le condizioni dei contadini russi prima dell'abolizione della servitù della gleba?
Gli imperi austriaco, russo e ottomano erano entità politiche vastissime e multietniche, che affrontavano difficoltà nel contenere le rivendicazioni nazionali e indipendentistiche dei popoli soggetti, oltre a una generale arretratezza economica e politica rispetto alle potenze occidentali come Francia e Inghilterra.
La questione d'Oriente riguardava l'assetto politico e militare delle regioni sotto il dominio ottomano, che si indeboliva sempre di più, portando a spinte indipendentiste. La guerra di Crimea (1854-56) scaturì da questo contesto, con la Russia che tentava di espandere il suo dominio, mentre Gran Bretagna e Francia intervennero a difesa della Turchia.
Alessandro II abolì la servitù della gleba nel 1861 e introdusse riforme significative come la riduzione del servizio militare, l'alleggerimento della censura, la creazione di assemblee elettive provinciali e comunali, e la riforma del sistema giudiziario, unificando i tribunali per tutti i cittadini.
L'impero asburgico affrontò un lento declino, aggravato dall'unificazione italiana e tedesca, che portarono alla perdita di territori e prestigio. La crescente insoddisfazione delle nazionalità interne portò nel 1867 a un compromesso con i magiari, creando una "duplice monarchia" con governi e parlamenti separati ma unificati sotto l'autorità imperiale.
Prima dell'abolizione, i contadini russi vivevano in una condizione di servitù della gleba, legati alla terra e soggetti alla giustizia del signore. Questa situazione contribuiva all'arretratezza economica e sociale della Russia, spingendo intellettuali e governanti a considerare la sua abolizione come necessaria per il progresso del paese.