Concetti Chiave

  • Le immunodeficienze primitive possono manifestarsi sia in età pediatrica che adulta, con gradi di severità variabili, da forme gravi a forme più lievi.
  • Il deficit di IgA è una delle immunodeficienze più comuni, ma molti soggetti risultano asintomatici e non necessitano di trattamento.
  • Queste patologie sono generalmente di origine genetica, con trasmissione mendeliana e possibili forme poligeniche o mutazioni non ancora identificate.
  • Dopo il trapianto, il sistema immunitario può richiedere anni per stabilizzarsi, necessitando di terapie sostitutive e inibitori specifici per le cellule T e B.
  • Le immunodeficienze possono causare disbiosi intestinale, facilitando il passaggio di batteri attraverso la barriera enterica e portando a manifestazioni cliniche simili a malattie infiammatorie croniche.

Indice

  1. Definizione e manifestazione delle immunodeficienze
  2. Caratteristiche genetiche delle immunodeficienze
  3. Trattamenti e complicazioni delle immunodeficienze

Definizione e manifestazione delle immunodeficienze

Si tratta di situazioni in cui il sistema immunitario è carente di una sua parte in termini numerici oppure in termini di efficacia o di funzione.

Le immunodeficienze primitive non riguardano solo patologie pediatriche: ci sono immunodeficienze primitive che sono talmente gravi da manifestarsi molto precocemente (spesso ostacolano anche lo sviluppo), mentre altri deficit sono più lievi e possono estrinsecarsi solamente in età adulta (permettono un regolare sviluppo).

Le immunodeficienze primitive sono in generale malattie rare, da ricordare però il deficit di IgA che è invece piuttosto frequente con incidenza 1:400/1:500; la maggior parte dei soggetti con deficit di IgA, tuttavia, non ha una patologia e un trattamento che modificano qualità e aspettativa di vita, è infatti spesso asintomatico.

Caratteristiche genetiche delle immunodeficienze

Sono patologie di tipo genetico che in genere hanno alla base un difetto monogenico con trasmissione mendeliana (quindi possono essere presenti cluster familiari). Esistono tuttavia anche forme poligeniche e forme in cui non si sono ancora individuate tutte le mutazioni in grado di spiegare la clinica della patologia in esame. Immunodeficienza comune variabile (cvid): difetto umorale più frequente. È una patologia con deficit di Ig. Secondo le linee guida devono essere carenti (di almeno 2 DS) almeno due classi di Ig (di cui una deve essere IgG) e ci deve essere anche un criterio clinico (almeno due infezioni broncopneumoniche nell’arco di un anno) per poter porre diagnosi.

Penetranza ed espressione clinica sono estremamente variabili, perché l’interazione fra individuo e ambiente fa sì che ci siano una modalità di esordio e un decorso della patologia estremamente personali.

Trattamenti e complicazioni delle immunodeficienze

Dopo il trapianto il midollo attecchisce e inizia a funzionare, prima T e poi B; le Ig possono essere carenti anche per 2-3 anni, quindi potrebbe essere fatta una terapia sostitutiva. si fa un condizionamento del S.I. per convincerlo che l’organo sia self (il trattamento è a vita). Si usano inibitori della calcineurina (es. ciclosporina, tacrolimus…) o micofenolato, i target sono sia le cellule B sia le cellule T. La memoria è comunque preservata.

Le immunodeficienze sono in grado di portare a una disbiosi a livello intestinale, con peggioramento del quadro clinico; ad esempio, un deficit di IgA secretorie facilita notevolmente il passaggio di agenti batterici e dei loro prodotti attraverso barriera enterica. Nella Cvid ci possono essere manifestazioni intestinali che possono mimare la malattia celiaca e le malattie infiammatorie croniche. In questi soggetti c’è un’alterazione della composizione microbica. In un soggetto sano (senza deficit di IgA) il controllo dei commensali è diverso rispetto a quello che succede in un soggetto con immunodeficienza comune variabile, in cui è presente un’alterazione della barriera e dunque una traslocazione microbica con infiammazione locale a livello enterico.

Studia con la mappa concettuale

Domande da interrogazione

  1. Quali sono le principali caratteristiche delle immunodeficienze primitive?
  2. Le immunodeficienze primitive possono manifestarsi precocemente o in età adulta e sono generalmente malattie rare, con l'eccezione del deficit di IgA, che è più comune. La maggior parte dei soggetti con deficit di IgA è asintomatica e non richiede trattamenti che influenzino la qualità della vita.

  3. Come si trasmettono le immunodeficienze genetiche?
  4. Le immunodeficienze sono patologie di tipo genetico, spesso con difetti monogenici a trasmissione mendeliana, ma esistono anche forme poligeniche. La variabilità nella penetranza e nell'espressione clinica è influenzata dall'interazione tra individuo e ambiente.

  5. Quali sono i trattamenti disponibili per le immunodeficienze?
  6. Dopo un trapianto di midollo, il trattamento può includere terapie sostitutive per le Ig, inibitori della calcineurina e micofenolato. Questi trattamenti sono a vita e mirano a preservare la memoria immunitaria.

  7. Quali complicazioni possono derivare dalle immunodeficienze?
  8. Le immunodeficienze possono causare disbiosi intestinale, con un aumento della permeabilità della barriera enterica e infiammazione locale. Nella CVID, possono manifestarsi sintomi intestinali simili a quelli della malattia celiaca e delle malattie infiammatorie croniche.

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community