Estratto del documento

Il teatro classico greco-romano

Teatro greco

Non sappiamo molto sulle origini del teatro greco ma solo quello che ci ha lasciato Aristotele nella sua "Poetica". Il teatro nasce in connessione con la religione. Aristotele lo afferma vedendo della tragedia da coloro che intonano il "ditirambo", un canto in onore del dio Dionisio. Anche se nelle tragedie a noi arrivate la figura di Dionisio non è particolarmente presente. Dal 5° secolo a.C. dominano il teatro personaggi eroici come Ercole, Teseo, Edipo, Medea...

La parola "tragedia" dovrebbe voler dire "canto del capro", ovvero canto dei satiri a cui era affidata la celebrazione corale di Dionisio. Originariamente nell'evento teatrale vi era un coro che cantava in onore di Dionisio da cui si staccava il "corifeo", il capo del coro, che comincia a dialogare con il coro, diventando un personaggio autonomo.

L'origine religiosa della tragedia non toglie che l'evento teatrale sia prima di tutto uno spettacolo. Infatti c'è teatro nella misura in cui qualcuno guarda (spettatore) e qualcuno viene guardato (attore). Inoltre, lo spettacolo teatrale, nella sua fase più definita, si realizza entro uno spazio specifico, un edificio, che utilizza un pendio naturale su cui vengono poste le gradinate per il pubblico. Le gradinate sono di forma semicircolare che circonda il Coro.

Il Coro agisce a livello terra in uno spazio circolare chiamato orchestra. Il Coro infatti canta e danza mentre l'attore recita. Sul fondo dell'orchestra si trova la skené, che non è ancora la nostra "scena" ma un semplice edificio dove l'attore poteva cambiarsi e vestirsi. Sia il Coro sia gli attori agivano su un ampio spazio che comprende l'orchestra fino alla skené. In questo periodo non c'è separazione. Il Coro, prima 12 e poi 15, è come un vero e proprio personaggio e non si limita a una funzione di commento della vicenda.

  • Inizialmente c'è un solo attore
  • Eschilo introduce il secondo attore
  • Sofocle introduce il terzo attore

Gli attori sono sempre maschi fino a Shakespeare. È caratteristico del teatro greco l'uso della maschera che ha un legame stretto con l'origine religiosa della tragedia. Nella società primitiva la maschera aveva funzione rituale che consentiva di diventare altro da sé. Ovviamente la maschera ha anche una funzione pratica che facilita l'identificazione dell'attore con il personaggio e consentiva agli attori di poter svolgere più ruoli.

Non si hanno certezze documentate di come fossero le maschere nel 5° secolo a.C. In greco l'attore è chiamato hypokritès, colui che risponde al Coro. Ma nelle lingue neo-latine, ipocrita diventa cioè qualcuno che mente e che dice le parole di un altro. Viene marcato ancora di più dall'utilizzo della maschera.

I primi autori erano anche attori. Da qui probabilmente la mancanza di didascalie nei testi greci. L'autore, essendo anche regista, non ha bisogno di segnare le didascalie funzionali alla messa in scena. Anche perché in origine le tragedie venivano rappresentate una sola volta. I costumi sono abbastanza vicini ai costumi contemporanei ma con un margine di stilizzazione. Anche le calzature non sono così diverse da quelle utilizzate dalla gente comune. I Coturni sono alti calzari che appartengono all'epoca ellenistica.

Nonostante fosse uno spettacolo all'aperto, c'erano degli effetti scenici prodotti da specifici artefici. Per esempio la mechané è una sorta di gru che solleva in aria gli attori come se fossero in una specie di volo. In quanto feste religiose cittadine, le Grandi Dionisie erano infatti organizzate direttamente dallo stato ateniese che provvedeva a pagare sia gli attori che gli autori, mentre le spese del Coro erano coperte da ricchi privati cittadini. Il biglietto d'ingresso era rimborsato dallo Stato ai cittadini che ne facevano richiesta. In conclusione, lo Stato si assumeva il peso di un'iniziativa culturale che dava al teatro una funzione civile.

La comunità greca si recava a teatro nella sua interezza. Andavano a vedere lo spettacolo i cittadini ma anche i servi, uomini ma anche donne che in generale erano ai margini della vita quotidiana della civiltà greca. A teatro il popolo vede riflessi i miti del proprio patrimonio culturale e mitologico. Gli spettacoli teatrali si inserivano in una struttura agonale, una gara a premio, tra 3 autori. Ognuno dei quali rappresentava in un giorno solo una tetralogia composta da 3 tragedie e da un dramma satiresco. Le tragedie non erano sempre collegate tra loro come nel caso dell'"Orestea". Al termine degli spettacoli venivano dati dei premi al migliore autore, al miglior attore e al miglior Coro.

Orestea di Eschilo

"Orestea" presenta una concatenazione di tre tragedie:

  • "Agamennone" che tratta l'uccisone di Agamennone ad opera della moglie Clitemestra
  • "Coefore" che tratta dell'omicidio di Clitemestra e del suo amante per opera del figlio di Agamennone, Oreste
  • "Eumenidi" che si conclude con l'assoluzione di Oreste dal peso di aver ucciso la propria madre

"Orestea" è uno straordinario documento dell'ideologia della civiltà greca. Infatti, il fatto che sia stata l'unica trilogia ad essere stata conservata non è un caso. Grazie a questa testimonianza si afferma l'idea di una società profondamente legata ai propri miti e tradizioni.

Anteprima
Vedrai una selezione di 5 pagine su 16
Il teatro classico greco-latino Pag. 1 Il teatro classico greco-latino Pag. 2
Anteprima di 5 pagg. su 16.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Il teatro classico greco-latino Pag. 6
Anteprima di 5 pagg. su 16.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Il teatro classico greco-latino Pag. 11
Anteprima di 5 pagg. su 16.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Il teatro classico greco-latino Pag. 16
1 su 16
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-ART/05 Discipline dello spettacolo

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher martinamarrone di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia del teatro e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Torino o del prof Petrini Armando.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community