Giuseppe Ungaretti
Il Porto Sepolto L’allegria (1916) (1969) raccolta definitiva nella versione definitiva le date sono all'inizio.
Veglia
Veglia è il primo impatto diretto con la trincea. Vi è il tema bellico, allitterazioni sulle dentali.
Una intera nottata buttato vicino nottata.
Un’intera a un compagno buttato vicino.
Massacrato a un compagno.
Con la sua bocca massacrato.
Digrignata con la sua bocca.
Volta al plenilunio digrignata denti scoperti -> denuncia guerra.
Con la congestione una trincea.
Delle sue mani volta al plenilunio.
Penetrata con la congestione.
Nel mio silenzio delle sue mani.
Ho scritto penetrata.
Lettere piene d’amore nel mio silenzio.
Ho scritto.
Non sono mai stato lettere piene d’amore scrittura = elemento di consolazione.
Tanto attaccato alla vita Non sono mai stato.
Cima 4 il 23 Dicembre 1915 tanto elimina la rima baciata per farne una interna.
Attaccato alla vita.
Cima Quattro il 23 dicembre 1915.
No punteggiatura, nemmeno il punto. Solo la maiuscola a inizio periodo.
Finestra a mare
Stasera.
Balaustrata di brezza Balaustrata di brezza da d’Annunzio.
Per appoggiare la mia malinconia per appoggiare stasera.
Stasera la mia malinconia.
Si esce dalla guerra vera e propria. È una sorta di paesaggio in cui ci si confronta, è una sorta di astrazione della realtà.
Versa il 22 maggio 1916.
Versa il 22 Maggio 1916.
Silenzio
Silenzio, sorta di ritorno alle origini.
Conosco una città Conosco una città.
Alessandria d'Egitto.
Sole.
Che ogni giorno s’empie di che ogni giorno s’empie di sole.
E tutto è rapito in quel momento e tutto è rapito in quel momento estatico.
Me ne sono andato una sera.
E dal bastimento Me ne sono andato una sera.
Verniciato di bianco urtante come un limìo cigolio.
Nel cuore durava il come se la cicala fosse una lima lucente.
Lontanando di solitudine delle cicale.
Con in cuore un estremo limìo di cicala.
Dal bastimento bianco.
Strappata all’albero della sua scalmanа verniciato di miraggio.
Col fresco di quel suo diadema di rubini al sole ho visto la mia città sparire.
Lasciando.
Avevo visto un poco lumi la mia città sparire lasciando sospesi.
Un poco.
Un abbraccio di lumi nell’aria torbida clima caldo.
Sospesi accorcia la poesia. Isola il distacco definitivo dalla città caratterizzata dalla luce e dal sole, dalla città natale.
Ricordo della partenza, dall'immagine finale emerge il ricordo della città. Elimina la sovreabbondanza di elementi descrittivi non funzionali all'essenzialità della poesia.
Cui nella foschia serale le luci della città sembrano sospette.
Parole positive contrapposti ai valori negativi della guerra, dimensione atemporale e statica. Persistenza del miraggio e ricordo.
Mariano il 27 Giugno 1916.
Mariano il 27 giugno 1916.
Fuori dal contesto della guerra.
Peso
Peso contadino soldato.
Quel contadino Quel.
Si affida alla medaglia si affida alla medaglia.
Di Sant’Antonio emblema di Sant’Antonio.
Di religione agraria e va leggero = superstizione.
Che porta al collo e va leggero.
Ma ben sola e ben nuda senza miraggio.
Miraggio senza porto la mia anima.
"Silenzio" che ci permette di comprendere questa poesia qui ha perso anche i ricordi d'infanzia.
Mariano il 29 giugno 1916.
Porto la mia anima spazio bianco enfatizza i due elementi di contrapposizione.
Contrapposizione tra il contadino e il poeta.
Il peso è quello del poeta soldato che ha un'anima sola di cui sente il peso.
Mariano il 29 Giugno 1916.
Dannazio.
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