Concetti Chiave
- La violenza, inclusa quella tra i giovani, sta aumentando, con il bullismo che emerge come un grave problema sociale.
- Numerosi ragazzi, fino al 78%, sono vittime di prevaricazioni, minacce e violenze da parte dei loro coetanei, senza adeguate punizioni.
- I bulli si sentono autorizzati a compiere atti di violenza, spesso supportati dalla complicità di altri ragazzi e dalla mancanza di intervento degli adulti.
- Le conseguenze del bullismo non si limitano alle vittime ma coinvolgono anche le scuole, causando atti di vandalismo e disordini.
- Tra le soluzioni proposte vi è l'inserimento dei bulli in attività sociali per insegnare loro il valore dell'aiuto reciproco e della responsabilità.
L'aumento della violenza
La violenza, nelle sue diverse forme, oggi, purtroppo si sta dilagando sempre di più. Sono in aumento i casi di omicidio, di risse, scontri verbali… Fino a poco tempo fa sembrava che a esercitare la violenza fossero solo gli adulti. Invece, purtroppo, negli ultimi tempi la violenza riguarda anche i più giovani (sia maschi che femmine), che sfogano la loro rabbia o il loro disappunto prendendosela con i coetanei più deboli. È questo l’enorme problema del bullismo. Il giornalista Francesco Alberoni, in un articolo pubblicato dal Corriere della Sera il 3-12-2006 intitolato Il bullismo si elimina in una scuola competitiva, spiega che «fra i ragazzi si sono sempre formati gruppi che mirano al potere, a imporsi sulla massa degli altri. Di solito si raccolgono attorno a un capo particolarmente intraprendente o arrogante o violento. È questo il bullo». I membri che ruotano attorno al bullo si sentono autorizzati a essere arroganti e sprezzanti e a schiavizzare il più debole.
Dati allarmanti sul bullismo
I dati di questo terribile fenomeno sono disarmanti. A riportarne le preoccupanti cifre è Raffaello Masci, in un articolo pubblicato da La Stampa il 17-11-2006 intitolato Nonnismo a scuola per 8 studenti su 10. Il giornalista afferma che ben il 78% dei ragazzi che frequentano le scuole elementari e medie sono state vittima della prevaricazione dei loro coetanei, avvenuta anche tramite minacce verbali o risse.
Impunibilità e conseguenze
Nella maggior parte dei casi, questi comportamenti restano impuniti, tant’è che il 56% dei ragazzi intervistati afferma che «nella vita è molto meglio essere furbi e svegli, piuttosto che disciplinati e diligenti». Questo tipo di comportamento viene utilizzato sempre più spesso e si manifesta soprattutto all’interno delle scuole. Perché? Proprio come affermato da Masci, la maggior parte delle volte questi ragazzi rimangono impuniti. Nell’atto delle loro violenza, i ragazzi spettatori di tali gesti non fanno niente per aiutare il più debole e nemmeno gli insegnanti sono in grado di punirli giustamente denunciando, quando necessario, l’accaduto ai genitori. Ecco che i bulli si sentono ancora più autorizzati a mettere in pratica il loro errato comportamento ai danni del più debole.
Episodio emblematico di bullismo
Emblematico è quanto avvenuto nel caso di un ragazzo torinese down picchiato dai bulli. In base a quanto riporta Marina Corradi, in un articolo pubblicato da Avvenire il 14-11-2006 intitolato Quella meschina prodezza esibita su Internet, gli aggressori di questo ragazzo, per far mostra della loro bravata, hanno addirittura pubblicato il video della violenza su internet. Non hanno avuto paura di poter essere riconosciuti e non hanno nemmeno temuto la reazione o il giudizio dei genitori e degli insegnanti. Quel che ancora appare sconcertante è che, nel video in questione, vi sono anche altri venti alunni che, invece di intervenire per fermare la violenza, hanno cominciato a ridere, legittimando ancor di più quanto si stava compiendo. Gli stessi bulli non hanno preso coscienza di quanto avevano appena compiuto. Infatti hanno affermato che l’avevano fatto per gioco.
Effetti sulla scuola
I comportamenti dei bulli non si ripercuotono solo sui loro compagni, ma anche sull’istituzione scolastica. È capitato, infatti, che molte scuole sono state allagate, incendiate, infestate da insetti o topi, bombardate o derubate. Nel peggiore dei casi, nelle scuole si è arrivato anche a spacciare droga e fumo. Ruggero Guarini, in un articolo pubblicato dal Corriere della Sera il 3-12-2006 intitolato La crisi d’autorità in classe è figlia del ’68, afferma che i giovani che compiono questi atti hanno preso esempio da quanto precedentemente attuato dai loro padri nel ’68. Anche in questo periodo, infatti, ci sono state contestazioni giovanili e atti di superiorità all’interno delle scuole. I professori non potevano nulla contro quanto attuato dai giovani ribelli che, con i loro comportamenti, avevano trasformato la scuola in una fiera e in un bazar.
Soluzioni proposte
Cosa fare, dunque, per arginare questo fenomeno? Sono d’accordo con quanto affermato da Alberoni nell’articolo sopra citato. Il bullo non va ammonito, perché si fa vanto del richiamo verbale; non va nemmeno espulso, perché dal punto di vista sociale potrebbe essere dannoso. Vanno, invece, puntiti come hanno fatto alcuni magistrati: li hanno mandati a lavorare presso strutture sociali che hanno insegnato al bullo che bisogna aiutare il più debole e non avere la meglio su di lui. Concordo anche con Davide Rondoni che, in un articolo pubblicato da Il tempo il 15-11-2006 intitolato Scuola, ipocrita chi si scandalizza, afferma che « Occorre voler bene. Cioè occorre, per sé e per i propri figli, desiderare la libertà. Quella vera, che fa amare con ardore e tenerezza la vita».
Domande da interrogazione
- Qual è l'andamento della violenza tra i giovani oggi?
- Quali sono i dati sul bullismo nelle scuole?
- Perché i comportamenti violenti rimangono impuniti?
- Qual è un esempio emblematico di bullismo?
- Quali soluzioni sono proposte per affrontare il bullismo?
La violenza sta aumentando tra i giovani, con casi di bullismo che coinvolgono sia maschi che femmine, i quali sfogano la loro rabbia sui coetanei più deboli.
Secondo Raffaello Masci, il 78% degli studenti delle scuole elementari e medie ha subito prevaricazioni dai coetanei, spesso attraverso minacce verbali o risse.
Molti comportamenti violenti restano impuniti perché i ragazzi spettatori non intervengono e gli insegnanti non puniscono adeguatamente, portando i bulli a sentirsi autorizzati a continuare.
Un caso emblematico è quello di un ragazzo con sindrome di Down picchiato da bulli che hanno pubblicato il video della violenza su internet, mostrando una totale mancanza di consapevolezza e empatia.
Si suggerisce di non ammonire o espellere i bulli, ma di farli lavorare in strutture sociali per insegnare loro a rispettare i più deboli, come proposto da alcuni magistrati.