1° libro Eneide
Propositio
Arma virumque cano1. (II decl. all’acc. neutro plurale) (II decl. all’acc. maschile singolare, da vir) (cano, is,, Troiaececini, cantum, canĕre I singolare ind. pres., verbo principale) (I decl. al gen. maschile singolare)qui primus ab(pronome relativo al nom. maschile singolare) (agg. I classe al nom. maschile singolare) (prep.oris+ abl.) (I decl. all’abl. femminile plurale, da ora)Italiam fato2. (moto a luogo, I decl. all’acc. femminile singolare) (II decl. all’abl. neutro singolare, da fatum)profugus Laviniaque(predicativo del sogg., agg. I classe al nom. maschile singolare) (agg. I classe all’acc.venit neutro plurale) (venio, is, i, ventum, venire III singolare ind. perf.)litora , multum ille3. (III decl., acc. neutro plurale, da litus, litoris) (agg. I classe con valore avv.) (pronomeet terrisdimostrativo al nom. maschile singolare) (cong. indeclinabile) (I decl. all’abl. femminile plurale)iactatus et(iacto, as, avi, atum, are part. perf. congiunto al nom. maschile singolare, verbo intensivo) (cong.altoindeclinabile) (agg. sostantivato I classe all’abl. neutro singolare, da altus, alta, altum)vi superum ,4. (III decl. all’abl. femminile singolare, da vis, roboris) (II decl. al gen. neutro plurale, da superi)saevae memorem(agg. I classe al gen. femminile singolare, da saevus, saeva, saevum) (agg. della II classeIunonisall’acc. femminile singolare, da memor, memor, memor) (II decl. al gen. femminile singolare da Iuno)ob iram(prep. + acc.) (I decl. all’acc. femminile singolare)multa quoque et bello5. (agg. I classe all’acc. neutro plurale) (avv. indeclinabile) (cong. indeclinabile) (II decl.passus all’abl. neutro singolare) (patior, pateris, passus sum, pati part. perf. congiunto al nom. maschile, dum conderetsingolare, deponente con valore attivo) (cong. che introduce una temporale) (condo, is, condidi,urbemconditum, condere III singolare cong. imperf.) (III decl. all’acc. femminile singolare, da urbs)inferretque6. (infero, infers, intuli, inlatum, inferre verbo atematico che non ha né il perf. né il supino, IIIdeos Latiosingolare cong. imperf.) (II decl. all’acc. maschile plurale) (II decl. al dat. neutro singolare, da; genus undeLatium) (III decl. al nom. neutro singolare, da genus, generis) (avv., sub. acronica, senza verbo)Latinum (agg. I classe al nom. neutro singolare)Albanique patres atque7. (agg. I classe al nom. maschile plurale) (III decl. al nom. maschile plurale) (cong.altae moeniaindeclinabile) (agg. I classe al gen. femminile singolare) (II decl. al nom. neutro plurale)Romae .(I decl. al gen. femminile singolare)
Canto le armi e l’uomo che per primo giunse dalle spiagge di Troiain Italia e nelle spiagge lavinie, esule per volere del fato,quello gettato molto per terre e per maredalla forza degli dèi, a causa dell’ira memore della crudele Giunone,avendo sofferto anche molte cose in guerra, finché non fondò 5la città e introdusse nel Lazio gli dèi (i Penati), da cui (discesero) la stirpelatina, e i padri albani e le mura dell’alta Roma.
vv. 1-7 Propositio: viene indicato l’argomento dell’opera.Virgilio allude ai poemi omerici con i termini arma virumque, che anticipano i temi del canto, la guerra (dal modelloiliadico) e le vicende (dal modello odissaico) di Enea. Nella struttura dell’opera virgiliana la parte odissiaca (libri I-VI)precede quella iliadica (libri VII-XII). Virgilio non ha fatto iniziare l’Eneide con virum perché l’esametro non lo permette.
ἅ ἔ v. 1 cano: riprende ειδε (Iliade) ed ννεπε (Odissea) cano è in prima persona, io poetico (novità).
v. 1 la menzione di Troia aggancia direttamente le vicende di Enea alla fine della guerra narrata da Omero e le collocanell’ambito dell’epopea tradizionale.
v. 1 ab oris: complemento di moto da luogo. Può essere espresso in abl. semplice per nomi di città o paesi o con a / ab /e / ex / de + abl.
v. 1 canō, Trōiae: cesura + spondeo, successione di due sillabe lunghe (‾ ‾). vv. 1-2 qui – venit: relativa + ind. perfetto; virum è l’antecedente della relativa qui e virum concordano in genere(maschile) e numero (singolare).
v. 2 fin dalla protasi Virgilio indica esplicitamente la presenza di un piano del Fato che governa le sorti di Enea: eroe inmano al Fato.
v. 2 Italiam: complemento di moto a luogo in acc. semplice che richiama l’ativo. Può essere espresso in acc. semplice pernomi di città o paesi, o con in / ad + acc.
v. 2 fato: abl. di causa.
vv. 2-3 Laviniaque – litora: complemento di moto a luogo all’acc. neutro plurale. Le spiagge lavinie prendono il nomedalla figlia del re Latino, Lavinia, che Enea poi sposerà. Iperbato in enjambement + allitterazione della L.
vv. 3-5 multum – multa: poliptotov. 3 et terris – et alto: complemento di stato in luogo all’abl. semplice. Quando un aggettivo è sostantivato si trova sempreal neutro. Ѐ un termine poetico che indica, in senso figurato, il mare. Et – et anafora.
v. 4 Superum saevae: allitterazione della S.
v. 4 vi superum – memorem ob iram: complemento di causa. Può essere espresso con ob + acc., come in questo caso, conpropter + acc. o all’abl. semplice. Superum è un arcaismo per superorum + doppio iperbato intrecciato + variatio.Memorem ob iram è un’enallage, perché memorem concorda sintatticamente con iram ma logicamente si riferisce aGiunone.
v. 5 quoque: avv. indeclinabile con significato di “anche”. Quoque può essere anche l’abl. maschile e neutro sing. diquisque (pronome, solo al sing., / aggettivo distributivo).
v. 5 dum conderet: temporale + cong. imperf.; temporale con sfumatura finalistica. Nella frase è presente una nozione diaspettativa in relazione al passato. Se la temporale avesse retto il cong. pres. sarebbe stata in relazione al pres. o al fut.
v. 6 Latio: dat. di moto a luogo di uso poetico.
v . 6 genus unde: anastrofe.
v. 7 altae moenia Romae: enallage e sineddoche perché le mura indicano Roma stessa.
Invocazione alla Musa
Musa , mihi causas8. (I decl. al voc. femminile singolare) (pronome pers. I singolare al dat.) (I decl. all’acc.memora femminile plurale, da causa) (memora, as, avi, atum, are II singolare imper. pres., verbo, quo numineprincipale) (pronome interr. all’abl. neutro singolare) (III decl. all’abl. neutro singolare, dalaeso numen) (laedo, is, laesi, laesum, laedere part. perf. all’abl. neutro singolare)quidve dolens9. (pronome interr. all’acc. neutro singolare) (doleo, doles, dolui, dolère part. pres. al nom.regina deumfemminile singolare) (I decl. al nom. femminile singolare) (II decl. al gen. maschile plurale; gen.tot volvere casusarcaico di deorum) (agg. indeclinabile) (volvo, is, i, volutum, volvere inf. presente) (IVdecl. all’acc. maschile plurale)insignem pietate10. (agg. II classe all’acc. maschile singolare, da insignis, insignis, insigne) (III decl. all’abl.virum , tot adirefemminile singolare) (II decl. all’acc. maschile singolare) (agg. indeclinabile) (adeo, is, adivi,laboresaditum, adire, composto di eo inf. presente) (III decl. all’acc. maschile plurale, da labor)impulerit11. (impello, is, impuli, impulsum, impellere III singolare cong. perf., rapporto di anteriorità (prima i. Tantaeneverbi erano al presente), verbo principale) (agg. I classe al nom. femminile plurale, da tantus, tanta,animis caelestibustantum + -ne è una particella interr. ind.) (I decl. all’abl. femminile plurale, da anima) (III, irae ?decl. all’abl. maschile plurale) (I decl. al nom. femminile plurale, da ira)
O Musa, ricordami le cause, per quale divinità lesa,dolendosi di cosa, la regina degli dèi costrinse un uomoinsigne per pietà a trascorrere tante sventure, ad imbattersi 10in tanti travagli. Tanto grandi negli animi dei celesti le ire?
vv. 8-11 Invocatio: invocazione alla Musa della poesia epica.Nei poemi omerici l’invocatio precedeva la propositio perché il poeta si considerava un mediatore tra l’ispirazione divinae il suo pubblico, mentre Virgilio già al verso 1 utilizza il verbo cano, alla I persona singolare, sottolineando da un latouna grande consapevolezza delle proprie capacità espressive, dall’altro una concezione più “laica” della poesia rispetto aquella dell’età greca arcaica. Alla Musa, quindi, resta il compito di dare una più profonda interpretazione della realtànarrata: spiegare i motivi dell’ira di Giunone verso i Troiani ed Enea.
v. 8 memora: regge una serie di interr. ind. quo laeso e quidve dolens.Le Muse erano figlie di Mnemosine, la dea della memoria.
v. 8 quo numine laeso: quo è un pronome interr. che introduce un’interr. ind, retta da laeso. Ablativo di causa.
v. 9 quidve dolens: quidve è un pronome interr. all’accusativo neutro singolare che introduce un’interr. ind, retta dadolens. Quid-ve (-ve enclitico). Acc. interno “dolendosi di cosa”.
vv. 8-9 quo – quid: poliptoto.
vv. 8-9 quo numine laeso (abl. di causa) – dolens (part. al nom. femminile singolare): variatio.
v. 9 regina deum: soggetto. vv. 9-10 tot – tot: anafora + parallelismo tot + infinito + compl. oggetto.
v. 10 la pietas, qualità per eccellenza di Enea, racchiude l’insieme dei doveri che l’uomo ha nei confronti degli dèi, dellapatria e dei genitori. Tale elemento caratterizza il personaggio secondo un nuovo modello eroico, diverso da quello diAchille e di Odisseo, e ne fa un uomo e un eroe pensoso e sdoppiato tra il suo personale sentimento e l’esecuzione delpiano fatale di cui è portatore e strumento.
v. 10 pietate: abl. di limitazione.
v. 11 irae: plurale al posto del singolare; plurale enfatico di derivazione omerica.
v. 11 Tantaene irae: iperbato.
v. 11 sunt è sottointeso.
v. 11 animis caelestibus: abl. di stato in luogo senza preposizione o dativo di possesso (due interpretazioni diverse).
Cause dell’ira di Giunone
Urbs antiqua fuit12. (III decl. al nom. femminile singolare) (agg. I classe al nom. femminile singolare) (sum, es,Tyriifui, esse III singolare ind. perf., predicato verbale, verbo principale) (agg. I classe al gen. maschiletenuere singolare) (teneo, es, tenui, tentum, tenère III singolare ind. perf., forma apocopata di tenuerunt)coloni ,(II decl. al nom. maschile plurale)Karthago , Italiam ( contra13. (III decl. al nom. femminile singolare) I decl. all’acc. femminile singolare) (avv.Tiberinaque longeindeclinabile) (agg. I classe all’acc. neutro plurale) (avv. indeclinabile)ostia , dives14. (II decl. all’acc. neutro plurale, da ostium) (agg. II classe al nom. femminile singolare, da dives)opum studiisque asperrima(III decl. al gen. femminile plurale) (II decl. all’abl. neutro plurale, da studium)belli ,(agg. della I classe al nom. femminile singolare, superl. di asper) (II decl. al gen. neutro singolare)quam Iuno fertur15. (pronome relativo all’acc. femminile singolare) (III decl. al nom. femminile singolare)terris(fero, fers, tuli, latum, ferre, verbo atematico III singolare ind. pres. passivo) (I decl. all’abl. femminilemagis omnibusplurale, da terra) (avv. di quantità) (agg. II classe all’abl. femminile plurale, da omnis, omnis,unamomne) (agg. numerale I classe all’acc. femminile singolare)posthabita16. (posthabeo,es, posthabui, posthabitum, posthabère part. perf. all’abl. femminile singolare)coluisse Samo(colo, is, colui, cultum, còlere inf. perf., rapporto di anteriorità) (II decl. all’abl. femminile; hic illiussingolare) (pronome dimostrativo al nom. maschile singolare, da hic, haec, hoc) (pronomearma ,dimostrativo al gen. femminile singolare) (II decl. al nom. neutro plurale)hic ( currus17. pronome dimostrativo all’acc. maschile singolare, da hic, haec, hoc) (IV decl. al nom. maschilefuit ; hocsingolare, da currus) (sum, es, fui, esse III singolare ind. perf.) (agg. dimostrativo all’acc. neutro) regnum deasingolare (II decl. all’acc. neutro singolare, da regnum) (I decl. al nom. femminile singolare)gentibus , esse (III decl. al dat. femminile plurale, da gens) (sum, es, fui, esse inf. pres., infinitiva ogg. retta,da tenditque fovetque)si qua Fata18. (cong. condizionale) (pronome relativo all’abl. femminile singolare) (II decl. al nom. neutrosinant , iam tumplurale) (sino, is, sivi, situm, sìnere III plurale cong. pres.) (avv. di tempo) (avv. di tempo)tenditque fovetque (tendo, is, tetendi, tentum, tendere III singolare ind. pres.) (foveo, es, i, fotum, fovère.III singolare ind. pres.)
(Ci) fu un’antica città, la tennero i coloni di Tiro,Cartagine, lontano di fronte all’Italia e alla focedel Tevere, ricca di mezzi e fortissima nelle attività della guerrache sola, si dice, Giunone prediligesse di più fra tutte 15le terre, esclusa Samo; qui (ci furono) le sue armi,qui (ci) fu il suo carro; già allora la dea desidera e bramache questo regno sia imposto alle genti, se i fati permettano ciò.
vv. 12-33 NarratioEnea viene ostacolato dall’ira di Giunone. Le cause dell’ira di Giunone sono remote: procedimento tipico della tragedia(individuazione di cause remote).
v. 12 Tyrii: i Cartaginesi erano originari di Tiro.
v. 13 Karthago: in posizione enfatica all’inizio del verso, in lingua fenicia significa “nuova città”, in contrapposizione adurbs antiqua gioco letterario alessandrino.
v. 13 Italiam contra: complemento di luogo, contra + acc.; anastrofe.
vv. 13-14 Tiberinaque – ostia: plurale per il singolare + iperbato in enjambement.
v. 14 studiisque – belli: ablativo di limitazione.
v. 15 terris – omnibus: abl. di paragone retto da magis.
v. 15 quam – fertur: relativa; quam è riferito a Karthago. Costruzione personale dei verba dicendi.
v. 15 unam: attributo del pronome relativo quam.
v. 16 posthabita Samo: ablativo assoluto. A Samo c’era un famoso tempio di Giunone; secondo la tradizione la deanacque e si sposò con Giove a Samo.
v. 16 coluisse: infinitiva oggettiva che dipende da fertur.
v. 16 Hic illius arma: sottointeso fuerunt.
vv. 16-17 hic – hic: anafora.
v. 17 hoc: soggetto dell’oggettiva, si riferisce a Karthago ma concorda grammaticalmente con regnum.
v. 17 gentibus: dativo di relazione. v. 18 si – sinant: protasi del periodo ipotetico del II tipo (possibilità) nella protasi c’è il cong. presente (sinant) operfetto (con valore di presente), mentre nell’apodosi c’è il cong. presente.
v. 18 tenditque fovetque: polisindeto omerico.
Progeniem sed enim19. (V decl. all’acc. femminile singolare, da progenies) (cong. avversativa) (cong.Troiano aindeclinabile) (agg. I classe all’abl. maschile singolare da troianus, troiana, troianum) (prep. + abl.)sanguine duci (III decl. all’abl. maschile singolare, da sanguis) (duco, is, duxi, ductum, ducere inf. passivo)audierat Tyrias20. (audio, is, audivi, auditum, audire III singolare ind. piucch., forma sincopata di audiverat)olim quae(agg. I classe all’acc. femminile plurale) (avv. di tempo) (pronome relativo al nom. femminileverteret arcessingolare) (verto, is, i, versum, vertere III singolare cong. imperf.) (III decl. all’acc.;femminile plurale, da arx)hinc populum late21. (avv. di luogo) (II decl. all’acc. maschile singolare, da populus) (avv. indeclinabile)regem belloque(III decl. all’acc. maschile singolare, da rex) (II decl. all’abl. neutro singolare, da bellum)superbum (agg. I classe all’acc. maschile singolare)venturum excidio22. (venio, is, i, ventum, venire inf. fut., sottinteso esse, infinitiva ogg. retta da audierat) (IILibyae ; sicdecl. al dat. neutro singolare, da excidium) (I decl. al dat. femminile singolare) (avv. di modo)volvere Parcas(volvo, is, volui, volutum, volvere inf. pres., storico retto da audierat) (I decl. all’acc..femminile plurale)
Ma infatti aveva sentito che sarebbe discesa una stirpe da sangue troianoche un giorno avrebbe rovesciato le rocche Tirie; 20da qui un popolo largamente sovrano e superbo in guerrasarebbe venuto a rovina per la Libia: così filarono le Parche.
v. 19 Progeniem: è posto in posizione di rilievo. Antecedente del pronome relativo quae.
v. 19 Troiano a sanguine: complemento di origine; a/ab, e/ex, de + abl.; anastrofe.
v. 19-22 Giunone è a conoscenza del piano del Fato, che prevede la futura distruzione di Cartagine ad opera di Roma, ed èconsapevole della sua ineluttabilità; nonostante ciò, cerca di ostacolare Enea in ogni modo.
v. 20 audierat: regge duci; il sogg. sottointeso è Giunone.
v. 20 Tyrias: è attributo di arces. V. 20 Tyrias – arces è un iperbato.
v. 20 quae verteret: relativa impropria con valore consecutivo. Le relative improprie, al congiuntivo, al valore attributivoaggiungono anche un diverso valore sintattico proprio di altre proposizioni subordinate, es. valore consecutivo. Quae siriferisce a progeniem. Attrazione modale: una proposizione subordinata di secondo grado che per sua natura dovrebbeavere il modo indicativo (come le relative, le temporali, le causali, ecc.) se dipendente da una proposizione subordinata diprimo grado già
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Eneide, Libro I
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Eneide libro I
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Traduzione e analisi morfosintattica Virgilio, Eneide - II 1 100
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Virgilio, Eneide: traduzione, analisi e commento I (539-543), VIII (685-688), XII (791-842)