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Concetti Chiave

  • David Hume, empirista del Settecento, è noto per il suo scetticismo e il contributo all'Illuminismo britannico, con il "Trattato sulla natura umana" come opera principale.
  • Hume sosteneva che la conoscenza umana si basa su percezioni e che non è possibile raggiungere la verità assoluta, offrendo una visione critica delle capacità razionali umane.
  • Il filosofo criticava il principio di causa-effetto, considerandolo un prodotto dell'abitudine piuttosto che una verità filosofica, sottolineando l'importanza della probabilità nella realtà.
  • Secondo Hume, il sentimento, in particolare la simpatia, è il motore delle azioni morali, mentre bene e male sono convenzioni sociali piuttosto che verità assolute.
  • Hume era agnostico riguardo alla religione, considerandola un costrutto umano e avvertendo dei pericoli del monoteismo in termini di intolleranza e fanatismo.

Fu un grande empirista del Settecento ed è considerato anche uno dei grandi esponenti dell’Illuminismo britannico. Nacque nel 1711 a Edimburgo e morì nel 1766. Era terzogenito e apparteneva ad una famiglia della piccola nobiltà scozzese. Fece buoni studi di giurisprudenza e si laureò, ma la sua vera passione era la filosofia. Per mantenersi entrò al servizio di grandi nobili dell’epoca; divenne segretario del generale Saint Clair e compì moltissimi viaggi in tutta Europa come suo ambasciatore. Condusse una vita frugale. La sua opera più famosa è il Trattato sulla natura umana. Iniziò a divenire famoso e fu scelto come responsabile della Biblioteca Reale di Edimburgo. Scrisse anche una storia d’Inghilterra, che ebbe un grande successo. A Parigi poté venire a contatto con i maggiori filosofi illuministi tra cui Rousseau (con il quale ebbe una dura disputa) e Montesquieu. Fu un pensatore moderno che influenzò notevolmente la filosofia successiva.

Filosofia e opere principali

Aveva un approccio filosofico contraddistinto da uno scetticismo moderato. Rispetto a Locke, Hume era molto più rigoroso nel sottolineare i limiti della ragione umana. Nel Trattato sulla natura umana fu inizialmente un insuccesso clamoroso perché era un’opera voluminosa e molto lunga. Allora Hume la semplificò e ne pubblicò un estratto che ebbe maggiore fortuna rispetto all’opera originale. Hume intendeva compiere una riflessione generale sulla natura umana. Era fortemente diffidente nei confronti di quelle scuole di pensiero che si proponevano come conoscitrici della verità assoluta. Riteneva che non fosse nelle capacità umane quella di arrivare a conoscere la verità assoluta. In campo filosofico era quindi un anticartesiano, perché in Cartesio c’era la presunzione di procedere in maniera deduttiva senza avere riscontri pratici nella realtà, ed era contrario alla metafisica, perché l’uomo può parlare solamente di ciò di cui ha esperienza.

Conoscenza e percezioni umane

Nella sua conoscenza, l’uomo si basa su percezioni, con cui si intendono tutte le conoscenze che caratterizzano l’esistenza umana. Le percezioni più chiare e nette sono chiamate da Hume impressioni, con cui si intendono le sensazioni nel momento stesso in cui le si provano. Poi ci sono le idee, che sono il ricordo delle impressioni. C’è un rifiuto totale dell’innatismo, condividendo pienamente l’idea di Locke. L’intelletto umano è dotato di due facoltà: la memoria, che rappresenta il magazzino delle idee, e l’immaginazione, attraverso la quale si possono elaborare le idee in modo libero. Un altro elemento fondamentale è rappresentato dal principio di associazione; il nostro intelletto lavora sulle idee con questo principio che si articola in tre criteri fondamentali: quello della somiglianza, quello della contiguità nello spazio e nel tempo e quello di causalità. Secondo Hume, se si vuole essere rigorosi, gli uomini non possono avere la presunzione di dire di conoscere il mondo esterno e nemmeno di essere certi che esista; al massimo possono affermare che hanno percezione di esso. Nell’ambito delle relazioni tra idee, la nostra mente inventa delle regole assolute e che sono sempre valide e quindi la nostra conoscenza a riguardo può essere assoluta. Per quanto riguarda le relazioni tra fatti, invece, gli uomini possono avere solamente una conoscenza probabile poiché può sempre essere vero qualcosa e il suo contrario. L’uomo ha la tendenza all’abitudine, cioè a credere che certi fatti si ripetano sempre uguali anche senza averne l’impressione. L’abitudine spinge gli uomini a credere nella persistenza dei fenomeni. Hume sottolinea l’importanza della probabilità nei fatti della realtà. Hume fu molto influenzato dall’induzionismo di Bacone, in cui riconobbe il primo epistemologo, e dall’impostazione di Newton. Lo spirito di Hume è molto legato anche ai principi illuministi, che invitavano a osservare la realtà in maniera critica. Hume criticò il principio di causa - effetto, che in realtà era l’evidente dimostrazione di quanto l’abitudine condizioni la vita quotidiana degli uomini. L’abitudine non è rigorosamente corretta se ci si occupa di filosofia, mentre per la vita quotidiana può essere utilizzata dagli uomini, basta che siano consapevoli che l’abitudine non è sempre valida in termini assoluti.

Morale e sentimento umano

Per quanto riguarda la morale, Hume ritiene che il movente fondamentale dell’essere umano fosse il sentimento e non la ragione. La chiave di lettura delle leggi morali che elaborano gli uomini sta in un sentimento umano, chiamato simpatia. Bene e male per Hume non esistono in senso assoluto perché sono delle convenzioni umane. La simpatia è quel sentimento che fa sentire gli uomini tutti legati tra loro; è un sentimento di solidarietà che porta gli uomini a giudicare buone quelle azioni che sono positive per gli altri. Generalmente quindi gli uomini apprezzano le azioni che vanno in soccorso di persone in difficoltà.

Estetica e bellezza

Per quanto riguarda l’estetica, Hume cercò di risolvere la questione del bello. Esistevano due differenti scuole di pensiero: quelle che definivano il bello come qualcosa garantito da un canone fisso e indiscutibile e quelle che ritenevano che fosse bello ciò che piacesse e che quindi si articolasse in una vastissima gamma. Hume prese una posizione mediana. Disse che non esistevano modelli belli in assoluto, ma c’erano dei modelli di bellezza su cui quasi tutti gli uomini si ritrovavano. Disse che, siccome gli uomini hanno tutti la stessa struttura conoscitiva, allora esistono alcuni modelli di bellezza che piacciono alla maggior parte delle persone. C’è un senso comune del gusto condiviso dalla maggioranza delle persone. C’è comunque lo spazio per gusti opposti.

Religione e agnosticismo

Per quanto riguardava la religione, Hume era chiaramente agnostico perché nessuna prova dell’esistenza di Dio era soddisfacente. Non si può parlare di Dio perché nessuno ne ha mai fatto esperienza. Notò come la religione fosse una creazione umana, a prescindere dall’esistenza della divinità. Compì uno studio delle religioni e vide che le religioni inizialmente erano tutte politeiste e identificavano il divino in tanti elementi. Nel corso del tempo poi c’era la tendenza negli uomini a concentrarsi in un unico dio e a confluire così nel monoteismo. Anche nelle religioni monoteiste c’è una tendenza al politeismo (per esempio nel cristianesimo si pensi al culto dei santi). I monoteismi però sono più pericolosi perché più intolleranti nei confronti delle altre religioni. Hume mise in guardia dal pericolo del fanatismo e auspicava un culto maggiore della tolleranza. Influenzò notevolmente il deismo illuministico.

Politica e conservatorismo

Per quanto riguarda la politica, Hume era un conservatore, un tory. Condivideva con Locke l’importanza della libertà e della tutela dei diritti. La sua visione della nascita dello stato era abbastanza simile a quella di Locke tranne per il fatto che gli uomini inizialmente decisero di vivere insieme per l’istinto di riproduzione. Quando il potere politico schiaccia le libertà individuali è giusto cambiarlo e, solamente in casi estremi, è ammesso rivoltarsi.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'opera più famosa di Hume e quale fu il suo impatto iniziale?
  2. L'opera più famosa di Hume è il "Trattato sulla natura umana", che inizialmente fu un insuccesso clamoroso a causa della sua lunghezza, ma successivamente un estratto semplificato ottenne maggiore fortuna.

  3. Qual è la posizione di Hume riguardo alla conoscenza e alle percezioni umane?
  4. Hume sostiene che l'uomo si basa su percezioni, distinguendo tra impressioni (sensazioni immediate) e idee (ricordi delle impressioni), rifiutando l'innatismo e affermando che la conoscenza del mondo esterno è solo probabile.

  5. Come definisce Hume la morale e quale ruolo gioca il sentimento in essa?
  6. Hume ritiene che il movente fondamentale dell'essere umano sia il sentimento, in particolare la simpatia, e che bene e male siano convenzioni umane piuttosto che verità assolute.

  7. Qual è la posizione di Hume sull'estetica e la bellezza?
  8. Hume adotta una posizione mediana sull'estetica, affermando che non esistono modelli di bellezza assoluti, ma che ci sono modelli condivisi dalla maggior parte delle persone, grazie a una struttura conoscitiva comune.

  9. Qual è l'atteggiamento di Hume nei confronti della religione e del fanatismo?
  10. Hume è agnostico riguardo all'esistenza di Dio, considerandola una creazione umana, e mette in guardia dal fanatismo, auspicando una maggiore tolleranza tra le religioni.

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