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Concetti Chiave

  • La riflessione sull'essere si concentra su ciò che costituisce ogni ente, evidenziando la complessità della sua comprensione.
  • Secondo Heidegger, l'umanità è caratterizzata dalla ricerca del proprio essere e dalla custodia della verità dell'essere.
  • L'analisi ontologica deve partire dall'uomo, il quale si trova già in un mondo ricco di enti e significati.
  • Il linguaggio non è solo uno strumento, ma rappresenta l'articolazione della comprensione del mondo da parte dell'uomo.
  • Heidegger rielabora il concetto di logos come un mostrare ciò che si svela, enfatizzando l'importanza del ritorno alle cose per rivelare il loro essere.

Riflessioni sull'essere

Dal momento che considerare l’essere significa riflettere su ciò che costituisce e su ciò che determina ogni ente in quanto ente, solo l’ente può rendere conto del proprio essere e può dire qualcosa riguardo a ciò che lo costituisce. Nella prospettiva heideggeriana, consideriamo l’ umanità come l’insieme di quegli enti che, per essenza, indagano riguardo al loro essere, all’essere di tutto ciò che è, all’essere del mondo. Ma l’essere, pur essendo ciò che è più vicino a noi e nostro fondamento, non è conoscibile immediatamente. Ciò che ci fonda, quindi, non è un’entità sempre fissa, sempre uguale a se stessa, sempre essenzialmente identica.

Il nostro mondo, la nostra realtà, noi stessi, siamo ciò che viene dall’essere, costituendosi nella possibilità di essere e non essere.

L'uomo e la verità dell'essere

«L’uomo è piuttosto “gettato” dall’essere stesso nella verità dell’essere , in modo che, così e-sistendo, custodisca la verità dell’essere, affinché nella luce dell’essere l’ente appaia come quell’ente che è. Se e come esso appaia, se e come Dio e gli dèi, la storia e la natura entrino nella radura dell’essere, si presentino e si assentino, non è l’uomo a deciderlo. L’avvento dell’ente riposa nel destino dell’essere. All’uomo resta il problema di trovare la destinazione con- veniente alla sua essenza, che corrisponda a questo destino; perché conformemente a questo destino, egli, in quanto è colui che e-siste, ha da custodire la verità dell’essere.»

Analisi dell'uomo e del linguaggio

Dunque, la ricerca ontologica sull’essere non può che partire dall’analisi di quell’ente che noi stessi siamo, dall’analisi dell’uomo, dall’ ‘analitica esistenziale’. Concentrandosi quindi su quanto contraddistingue questo ente particolare, delinea un trovarsi già in un mondo ricco di enti nonché di significati e un comprendere questo stesso mondo nel quale l’uomo già da sempre è.

«Non si esaurisce nel solo essere mezzo per intendersi [...] non è lo strumento che l’uomo possiede accanto a molti altri, ma invece è proprio soltanto il linguaggio a concedere la possibilità di stare in mezzo all’apertura dell’ente»

Logos e comprensione

Oltre a trovarsi in un mondo ricco di enti da comprendere, l’uomo si trova in un mondo ricco di significati che costituiscono il suo parlare, il suo linguaggio. Quest’ultimo quindi ha la stessa origine della comprensione, ovvero il trovarsi già in un mondo, ma può essere spiegato solo grazie al comprendere perché il linguaggio ne rappresenta appunto l’articolazione. Anche se in Essere e tempo la riflessione esplicita sul linguaggio resta molto esigua, c’è una definizione dell’ente che deve essere indagato, dell’uomo, con la quale Heidegger costantemente si confronta e che implica una certa considerazione proprio riguardo al linguaggio. Questa definizione è il celebre detto aristotelico: ζῷον λόγον ἔχον.

Heidegger e il logos

Per la tradizione il logos, il linguaggio, è sia ciò che contraddistingue l’uomo, sia una proprietà che inerisce alla sostanza umana. Infatti dall’incomprensione dell’essere, considerato come entità sempre identica a se stessa, deriva solo una sostanza sempre uguale a se stessa.

Heidegger affronta questa questione nel corso della sua riflessione e mostra come tale concezione derivi da quell’incomprensione dell’essere da cui il cammino è iniziato.

In un momento in cui era in atto una ricerca dell’essere delle cose, il logos non poteva essere semplicemente il presentare la sostanza di ciò su cui si fa parola, ma, secondo Aristotele, esso si riferiva al verbo ἀποφαίνεθαι, al mostrare.

Il discorso, quindi, era un mostrare ciò che si svela, ciò che si dischiude, rivelando appunto la propria essenza: esso era un di-mostrare, nel senso originario di disvelare.

È appunto questa originaria concezione di logos, che ancora rende conto di un cercare, che Heidegger riprende per mostrare l’essenza del suo cammino: un ritorno alle cose per mostrare ciò che esse stesse disvelano, cioè ciò che sono, il loro essere.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il ruolo dell'essere nella comprensione dell'umanità?
  2. L'essere è fondamentale per l'umanità, poiché essa è l'insieme di quegli enti che indagano riguardo al proprio essere e a quello del mondo, ma non è immediatamente conoscibile (testo).

  3. Come si relaziona l'uomo alla verità dell'essere secondo Heidegger?
  4. L'uomo è "gettato" dall'essere nella verità dell'essere e ha il compito di custodirne la verità, senza poter decidere come l'ente appaia (testo).

  5. Qual è l'importanza dell'analisi dell'uomo nella ricerca ontologica?
  6. La ricerca ontologica deve partire dall'analisi dell'uomo, poiché egli è un ente particolare che già si trova in un mondo ricco di enti e significati (testo).

  7. In che modo il linguaggio è connesso alla comprensione dell'essere?
  8. Il linguaggio, originato dal trovarsi in un mondo, rappresenta l'articolazione della comprensione e non è solo uno strumento, ma la possibilità di stare nell'apertura dell'ente (testo).

  9. Come Heidegger interpreta il concetto di logos rispetto alla tradizione?
  10. Heidegger rielabora il concetto di logos, non come semplice presentazione della sostanza, ma come un mostrare ciò che si disvela, rivelando l'essenza delle cose (testo).

Domande e risposte

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