Estratto del documento

Hegel (1770-1831)

Hegel dà vita all’idealismo, ovvero quella filosofia che riconosce alla base di ogni esperienza l’idea.

Hegel vuole indagare la totalità del reale e parte con una riflessione su Kant:

A lui riconosce il merito della rivoluzione copernicana (il mondo si adatta a noi), ma ha il limite di dividere il soggetto dall’oggetto e da questo dualismo se ne creano altri, i quali creano scetticismo e sfiducia nella ragione (filosofia critica).

Hegel chiama la filosofia di Kant filosofia della separazione, in quanto per Hegel non ci deve essere distinzione tra mondo oggettivo e soggettivo, e da qui la sua frase:

Ciò che è reale è razionale, ciò che è razionale è reale.

La ragione, il razionale, è reale in quanto si attua nella realtà in forme concrete; essa non rimane un concetto astratto, ideale, ma è riscontrabile nel mondo concreto, poiché ogni fatto che si realizza ha la ragione del suo verificarsi.

D’altra parte, tutto ciò che esiste, il reale, è una manifestazione concreta della ragione; nella realtà, infatti, non c’è posto per qualcosa che non sia pensiero, poiché ogni evento segue magari inconsapevolmente una certa struttura razionale. Secondo Hegel, tutto ciò che ci circonda possiede una ragion d’essere.

Non esiste contrasto e nemmeno differenza tra la ragione e la realtà: ciò che accade è giusto, è logico e naturale che accada.

I tre momenti della razionalità

La razionalità si manifesta nella realtà attraverso 3 momenti:

  • Tesi: ragione di sé per sé.
  • Antitesi: ragione che si aliena e diventa un’altra cosa (negazione della tesi).
  • Sintesi: negazione della negazione.

Momento in cui tesi e antitesi coincidono.

Ragione che si reincarna nell’uomo.

Es.: tema pensato – tesi.

Tema scritto – antitesi.

Foglio scritto – sintesi (riconosco che nel foglio scritto non c’è opposizione tra il mio pensiero e ciò che ho scritto).

Fenomenologia dello spirito

Fenomenologia dello spirito (1807) – opera romanzata.

In quest’opera Hegel descrive il cammino che lo spirito deve percorrere per diventare ragione assoluta.

Questo processo, la dialettica, è diviso in tre parti:

  • Coscienza: in cui predomina l’attenzione verso l’oggetto. A sua volta viene tripartita in certezza sensibile, percezione e intelletto e parla di come la coscienza arrivi alla rivoluzione copernicana e all’idea che la verità è nel soggetto.
  • Autocoscienza: in cui predomina l’attenzione verso il soggetto. Nasce dall’incontro di più coscienze che si differenziano.
  • Ragione: in cui si riconosce l’unità tra soggetto e oggetto.

L’uomo inizia a rendersi conto di sé, coscienza, attraverso la conoscenza sensibile. I sensi vengono organizzati dalla percezione, arrivando poi all’intelletto, il quale è il momento della rivoluzione copernicana, dove si scopre che la verità è nel soggetto.

Successivamente la coscienza, conoscendo l’oggetto, conosce anche se stessa ed entra in rapporto con le altre autocoscienze.

Per nutrirsi, un’autocoscienza ha bisogno dell’alimento, ma tutte ne hanno bisogno, quindi viene a crearsi una lotta per la sopravvivenza (dialettica servo-padrone).

Anteprima
Vedrai una selezione di 3 pagine su 9
Hegel, Georg Wilhelm Friedrich - Pensiero filosofico (8) Pag. 1 Hegel, Georg Wilhelm Friedrich - Pensiero filosofico (8) Pag. 2
Anteprima di 3 pagg. su 9.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Hegel, Georg Wilhelm Friedrich - Pensiero filosofico (8) Pag. 6
1 su 9
Sintesi

Hegel (1770-1831)

Hegel dà vita all’idealismo, ovvero quella filosofia che riconosce alla base di ogni esperienza l’idea.

Hegel vuole indagare la totalità del reale e parte con una riflessione su Kant: a lui riconosce il merito della rivoluzione copernicana (il mondo si adatta a noi), ma ha il limite di dividere il soggetto dall’oggetto e, da questo dualismo, se ne creano altri, i quali creano scetticismo e sfiducia nella ragione (filosofia critica).

Hegel chiama la filosofia di Kant filosofia della separazione, in quanto per Hegel non ci deve essere distinzione tra mondo oggettivo e soggettivo e da qui la sua frase:

Ciò che è reale è razionale, ciò che è razionale è reale.

La Ragione (il razionale) è reale in quanto si attua nella realtà in forme concrete; essa non rimane un concetto astratto, ideale, ma è riscontrabile nel mondo concreto, poiché ogni fatto che si realizza ha la ragione del suo verificarsi. D’altra parte, tutto ciò che esiste (il reale) è una manifestazione concreta della Ragione; nella realtà, infatti, non c’è posto per qualcosa che non sia pensiero, poiché ogni evento segue, magari inconsapevolmente, una certa struttura razionale (secondo Hegel tutto ciò che ci circonda possiede una ragion d’essere). Non esiste contrasto e nemmeno differenza tra la Ragione e la realtà: ciò che accade è giusto, è logico e naturale che accada.

La dialettica

La razionalità si manifesta nella realtà attraverso 3 momenti:

  • Tesi: ragione di sé per sé
  • Antitesi: ragione che si aliena e diventa un’altra cosa (negazione della tesi)
  • Sintesi: negazione della negazione

Momento in cui tesi ed antitesi coincidono.

Ragione che si reincarna nell’uomo.

Es.: tema pensato – tesi; tema scritto – antitesi; foglio scritto – sintesi (riconosco che nel foglio scritto non c’è opposizione tra il mio pensiero e ciò che ho scritto).

Fenomenologia dello spirito (1807) – opera romanzata

In quest’opera Hegel descrive il cammino che lo spirito deve percorrere per diventare ragione assoluta.

Questo processo (DIALETTICA) è diviso in tre parti:

  • Coscienza: in cui predomina l’attenzione verso l’oggetto. A sua volta viene tripartita in certezza sensibile, percezione e intelletto e parla di come la coscienza arrivi alla rivoluzione copernicana e all’idea che la verità è nel soggetto.
  • Autocoscienza: in cui predomina l’attenzione verso il soggetto. Nasce dall’incontro di più coscienze che si differenziano.
  • Ragione: in cui si riconosce l’unità tra soggetto e oggetto.

L’uomo inizia a rendersi conto di sé (coscienza) attraverso la conoscenza sensibile. I sensi vengono organizzati dalla percezione, arrivando poi all’intelletto, il quale è il momento della Rivoluzione Copernicana, dove si scopre che la verità è nel soggetto.

Successivamente la coscienza, conoscendo l’oggetto, conosce anche se stessa ed entra in rapporto con le altre autocoscienze.

Per nutrirsi, un’autocoscienza ha bisogno dell’alimento, ma tutte ne hanno bisogno, quindi viene a crearsi una lotta per la sopravvivenza (dialettica servo-padrone).

Da questo conflitto inizialmente esce una vincitrice (padrone), che è l’autocoscienza che non teme la morte, ed una perdente (schiava), che è l’autocoscienza che teme la morte.

L’autocoscienza schiava, per servire la padrona, manipola la natura per servirla. Così la padrona diventa dipendente dalla schiava e di conseguenza la serva iniziale diventa padrona della natura (è in grado di dominarla), mentre la padrona diventa serva a causa di questa dipendenza). [ROVESCIAMENTO DIALETTICO].

Infine arriviamo alla ragione, la quale è la sintesi tra coscienza e autocoscienza, e la ragione comprende di essere l’essenza della realtà e si arriva alla conquista del sapere assoluto.

Discorso di Kant su conoscenza sensibile ed intellettuale

Critica della ragion pura:

  • Estetica: conoscenza sensibile
  • Logica: analitica: conoscenza intellettuale
  • Dialettica: metafisica

Arriviamo alla conoscenza sensibile attraverso le forme pure a priori (spazio e tempo) e attraverso esse nascono l’aritmetica e la geometria (scienze vere).

La conoscenza sensibile non può arrivare alla conoscenza fisica e interviene quindi l’intelletto, dove si trovano 12 categorie (rendono possibile la fisica).

La conoscenza intellettuale è una deduzione trascendentale dell’io penso ed organizza le informazioni in categorie.

Le categorie stanno all’intelletto come le forme pure a priori stanno alla sensibilità.

L’uomo conosce il mondo grazie a forme pure a priori e categorie.

Le opere di Hegel

Le opere di Hegel si suddividono in:

  • Logica (tesi): idea di sé per sé
  • Filosofia della natura (antitesi): rappresenta il momento della decadenza dell’idea da se stessa.

Per Hegel la natura è l’alienazione della ragione, nella natura non c’è né razionalità né evoluzione ed è statica.

La morte della natura per lui non ci lascia niente, mentre quella dell’uomo qualcosa ci lascia.

Hegel si pone così contro le concezioni evoluzionistiche del tempo (Darwin diceva che si evolvevano le specie più forti).

Dice che nell’umanità c’è storia, mentre nella natura no.

Si suddivide in: meccanica, fisica e fisica organica.

  • Filosofia dello spirito: dalla natura l’idea torna come spirito nel mondo umano. Lo spirito deve giungere alla totalità del reale, a comprendere che esista una relazione tra realtà e razionalità.

Ragione che si reincarna nell’uomo al massimo grado e diventa spirito.

L’obiettivo di Hegel è arrivare a comprendere che esiste un’identità tra realtà e razionalità (totalità del reale).

Esistono 3 tipi di spirito:

  • Spirito soggettivo
  • Spirito oggettivo
  • Spirito assoluto

Lo spirito soggettivo

Lo spirito soggettivo si riferisce alla vita interiore del soggetto e si suddivide a sua volta in anima, coscienza e soggetto.

L’anima è il momento della nascita in cui la ragione diventa uomo ed è studiata dall’antropologia.

L’uomo viene a contatto con il mondo ed iniziano le prime percezioni e arriva quindi la coscienza (suddivisione coscienza nella fenomenologia dello spirito e discorso Kant). La coscienza viene studiata dalla fenomenologia.

Il soggetto viene studiato dalla psicologia ed è l’unione dell’anima e della coscienza, in quanto l’interiorità dell’individuo è fatta sia di anima sia di intelletto.

Per Hegel la psicologia è espressione di razionalità, mentre per Kant è una pseudoscienza.

Lo spirito oggettivo

Lo spirito oggettivo si riferisce alla vita esterna, alla vita sociale, di relazione dell’uomo.

Esso si suddivide in diritto astratto, moralità ed eticità.

Il diritto astratto

Il diritto astratto sono le norme implicite del comportamento e devo obbedire a quelle regole, ma non so il perché.

Il diritto astratto è a sua volta tripartito in: proprietà, contratto ed illecito e pena.

Come proprietà si intende il diritto alla proprietà ed Hegel dice che il primo diritto in assoluto è la proprietà del corpo.

Hegel condanna sia la povertà delle plebi industriali sia la schiavitù (la vede come una cosa da superare). Proprietà – incarnazione della libertà.

Il contratto stabilisce il rapporto sulla proprietà, a chi appartiene essa.

Hegel vede la proprietà privata come un diritto naturale.

Quando il contratto non viene rispettato scatta l’illecito (non diritto) ed ho il dovere di fermarlo (pena: diritto del non diritto).

La pena quindi è necessaria/razionale in quanto serve a bloccare l’illecito.

La moralità

La moralità è il diritto astratto interiorizzato e non è più io devo/non devo, ma diventa io voglio/non voglio.

La morale di Hegel diventa come la morale autonoma di Kant (imperativo categorico: lavoro per lavorare, senza fine).

L’eticità

L’eticità è la concretizzazione della moralità.

Quando la moralità si concretizza nella realtà diventa istituzione.

È suddivisa in famiglia, società e stato.

La famiglia

La famiglia è la prima istituzione ed è formata da genitori e figli. È il momento in cui l’individuo prende parte di un gruppo.

Per Hegel una famiglia deve essere formata da coniugi (uniti in matrimonio) e figli, altrimenti non lo è.

Per il matrimonio non serve l’amore, ma il rispetto delle libere volontà di entrambi. Per Hegel l’amore non è importante.

La tripartizione della famiglia è:

  • Matrimonio: nasce dalla firma di un contratto
  • Patrimonio: i coniugi realizzano la propria unione nella condivisione di un patrimonio
  • Educazione figli: i figli rappresentano l’unione familiare, una famiglia senza figli non è una famiglia.

Con l’uscita dei figli dalle famiglie se ne formano delle nuove e queste non sono autonome, ma necessitano delle altre, quindi si ha il passaggio alla società civile.

La società civile

La società è formata da più famiglie legate tra di loro dal lavoro.

Ogni famiglia non è autosufficiente per vivere e necessita di tanti lavori.

Il lavoro crea legami ed è necessario per costruire la società.

La società viene tripartita in: sistema dei bisogni, amministrazione della giustizia e polizia e corporazioni.

Ognuno ha vari bisogni e si crea la società per aiutarsi a vicenda e i bisogni altrui vengono soddisfatti dalle professioni.

Nell’amministrazione della giustizia il diritto astratto si fa concreto e si incarna nelle leggi positive applicate dai giudici in tribunale nei casi singoli e concreti ed il diritto del singolo viene collegato al diritto universale in modo da rafforzare il rapporto tra singolo e totalità.

La polizia e corporazioni è intesa come amministrazione statale e si fa carico del benessere dei cittadini.

Le corporazioni sono associazioni di mestiere, mentre la polizia sono dei programmi politici che la società fa attraverso le corporazioni.

Lo stato

Lo stato è la sintesi dell’eticità ed il momento in cui gli individui condividono la cittadinanza.

È tripartito in diritto statale interno, diritto statale esterno e storia del mondo.

Le leggi dello stato fanno parte del diritto statale interno, il quale è suddiviso in potere legislativo, esecutivo e monarchico.

La monarchia costituzionale rappresenta la struttura politica fondamentale.

Le leggi che regolano i rapporti tra gli stati fanno parte del diritto statale esterno e quando due stati non trovano un accordo nasce la guerra e secondo Hegel è la guerra a fare la storia del mondo.

La storia del mondo è una storia fatta da guerra, intesa come determinante del progresso storico.

La storia non è determinata dal caso, ma il suo svolgimento rappresenta il manifestarsi dello spirito del mondo.

Il processo storico si realizza attraverso conflitti tra popoli, ed il popolo vincitore è quello che possiede più razionalità.

La storia diventa così il tribunale del mondo.

Lo spirito assoluto

Nello spirito assoluto l’idea giunge a conoscere se stessa come essenza della realtà e viene tripartito in arte, religione e filosofia, attraverso i quali la civiltà umana acquista coscienza di sé stessa.

Tutte possiedono l’assoluto, ma la differenza tra esse è la forma, ovvero come ognuna conosce l’assoluto.

L’arte

Nell’arte la forma è l’intuizione sensibile e la ragione viene espressa attraverso la sensibilità. L’arte più superiore è la musica, in quanto va oltre i confini dello spazio e del tempo.

La storia dell’arte si sviluppa in tre stadi:

  • Arte simbolica (propria dell’Egitto e del mondo orientale): l’elemento sensibile è smisurato rispetto al contenuto razionale. Forma > contenuto. La forma artistica per eccellenza è l’architettura, percepita dalla vista.
  • Arte classica (propria dell’antica Grecia): rappresenta l’equilibrio tra forma e contenuto.
  • Arte romantica (propria del periodo di Hegel): contenuto > forma.

In questo periodo l’arte muore in quanto tanti contenuti razionali non ce la fanno ad esprimersi nella sensibilità.

La religione

Quando l’arte muore interviene la religione che, attraverso la narrazione, racconta di Dio, ovvero della verità stessa.

La religione è espressione razionale e narrazione della ragione che si incarna in Cristo.

Hegel lascia aperta questa domanda: la narrazione è strumentalizzata dalla religione o la religione è religione in sé e indagata dalla filosofia?

A causa di questa questione lasciata aperta si formano la destra hegeliana, che appoggia la seconda ipotesi, e la sinistra hegeliana, che appoggia la prima.

La filosofia

Con la religione l’uomo non comprende il legame realtà-razionalità, ma lo comprende con la filosofia.

Essa fa capire quindi questo collegamento (totalità del reale) all’uomo attraverso i concetti.

Lo sviluppo della storia della filosofia corrisponde allo sviluppo delle categorie logiche del tempo ed ogni filosofa rappresenta il superamento della filosofia precedente, senza sostituirla ma mantenendone il nucleo essenziale.

D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi