GEORG-WILHEM-FREIDRICK-HEGEL 1770-1831
Nasce a Stoccarda nel 1770 suo padre era funzionario della corte di Sassonia e dal padre
eredita scrupolosità e pignoleria tipiche caratteristiche dei funzionari di stato, dalla madre
invece donna sensibile, apprende l’amore per la cultura e interesse per la religione, frequenta
prima il Ginnasio e nel 1788 si iscrive alla facoltà di teologia a Tubinga dove i suoi compagni
erano Holderling e Schelling e questi si appassionano allo studio del criticismo Kantiano ed è
l’epoca della rivoluzione francese 1789, Hegel si appassiona agli ideali rivoluzionari e questo ci
restituisce un filosofo che alla teoria affianca un interesse per la storia, non è fuori dal mondo
che non si muove, Hegel partecipa alle vicende del su tempo, la passione viene a calare quando
sale al potere Robespierre e il fatto che Robespierre fosse poi il fondatore del periodo nero, ciò
porta Hegel a prendere le distanze. La tematica religiosa continua a essere presente perché
anche Hegel si chiede rispetto alla fede che rapporto c’è se sia possibile una religione che
garantisca l’autonomia della ragione, vive in modo profondo e sentito la tematica della libertà,
si è soliti suddividere le opere di Hegel e l’evoluzione del suo pensiero in base ai periodi che lui
vive in città differenti.
- Primo periodo di Berna 1793-1796= periodo in cui Hegel scrive testi di filosofia e di
religione, “la vita di Gesù”, positività della religione Cristiana, e poi imbastisce la struttura, “lo
spirito del cristianesimo e suo destino”.
- Periodo di Francoforte dal 1797-1800= completa “lo spirito del cristianesimo e suo
destino” e lo pubblica. Anche in questo periodo resta costante l’idea di libertà, ma con l’uscita
del cristianesimo si arriva a una sorta di compimento sulla ragione
- Periodo di Iena 1801-1807= periodo in cui Hegel pubblica il testo che lo ha reso famoso
la “Femonologia dello spirito”.
Dal 1807 Hegel sarà in varie città, periodo in cui scrive le Enciclopedie delle esperienze
filosofiche in compendio. Quella che è la biografia più importante di Hegel è quella di Karl
Rosenkrantz “vita di Hegel” discepolo di Hegel e sarà uno di quelli che porterà avanti la filosofia
hegeliana.
Il dopo Hegel viene diviso in destra sinistra e centro hegeliano. Nel mezzo si colloca
Rosenkrantz.
Partiamo dalla concezione che ha Hegel, questo approccio è dovuto alla formazione teologica
che ha avuto, sono importanti gli scritti giovanili perché sono la premessa teoretica all’Hegel
maturo, la riflessione di Hegel parte dall’antico e nuovo testamento, Hegel rileva che nel mondo
ebraico la divinità è separata dalla natura ed è una rivoluzione, la divinità è separata dalla
natura e posta in cielo, nell’antico testamento tra uomo natura e Dio c’è una divisione netta.
Il rapporto tra questo Dio separato e l’uomo in terra è un rapporto in cui Dio è il signore, il
padrone lontano dall’uomo, rigoroso, severo che dà i comandamenti e che punisce l’uomo
quando non rispetta i comandamenti, è un Dio severo. Il nuovo testamento rappresenta la
svolta perché la scissione viene ricomposta nella persona di Gesù in quanto Gesù è sintesi
di Dio e uomo, rappresenta Dio che si incarna, la trascendenza che diventa immanenza,
rappresenta l’inizio di una nuova epoca in cui questa riconciliazione si fonda sull’amore che
Dio ha per l’uomo e che l’uomo deve ricambiare, alla contrapposizione ebraica il Cristo lo
rappresenta con la legge dell’amore incarnandosi e quindi decidendo di assumere una natura
finita e soprattutto sostituendo alla punizione, alla severità del Dio degli Ebrei la legge del
perdono, l’atteggiamento di Cristo è un atteggiamento misericordioso, di perdono al fine
di recuperare l’antica armonia, l’armonia tra uomo e Dio, e questo in funzione anche del
recupero romantico dell’idea di infinito, non poteva trovare voce questa tensione
all’assoluto fino a quando l’assoluto rimaneva separato e distinto, fino a quando l’uomo era
descritto come soggetto tracotante, funzione di descrivere la rilettura di Hegel delle sacre
scritture. Gli scritti giovanili hanno la funzione di dare voce al sentimento religioso di Hegel
e hanno la funzione di ricomporre la frattura che si era creata e di poter accedere in qualche
modo all’assoluto. Il problema che da giovane Hegel si era posto con queste analisi acute era
il problema del rapporto tra finito e infinito, rapporto che riguardava il significato da dare alla
realtà, la realtà non può essere vista come semplice sostanza, la realtà può comprendere sia
oggetto che soggetto, come termine astratto, la realtà è soprattutto processo in divenire di
autoproduzione, che si perpetua, potremmo dire che per Hegel è materia che si
autoalimenta però non può farlo senza un fine, non può essere un processo infinito senza
uno telos, per spiegare il senso abbiamo la frase: “Ciò che è razionale è reale e ciò che reale è
razionale” questa frase riassume il discorso che Hegel andrà a fare, materia che si perpetua
che deve avere un senso, il senso ci aiuta a scoprire la razionalità. Il concetto chiave è
l’elemento razionale, significa dire che la razionalità per Hegel è la forma della raptus, il suo
cambiamento perenne, la realtà ha una struttura razionale, significa che c’è entità tra realtà e
ragione, ciò che è in quanto è deve essere razionalmente, deve avere una spiegazione
razionale, significa che non c’è spazio per l’irrazionale nella realtà, non ci può essere nella
realtà niente di razionale, ciò che accade deve accadere, ci saranno filosofi successivi come
Engels, Marx e Marcuse che diranno studiando Hegel che dire che tutto ciò che accade è
razionale e deve essere, significa abbracciare una prospettiva giustificazionista, che tutto
ciò che accade nella storia ha una ragione. Esempio: dire che l’olocausto deve esserci, sono
necessariamente esistenti, giustificare parti più atroci. Secondo i filosofi bisognerebbe dire che
tutto ciò che accade dovrebbe essere razionale, in realtà Hegel voleva dire una cosa più
semplice, voleva dire che ogni evento della storia deve essere così perché razionalmente
lo si può spiegare, è spiegabile, è conseguenza di altre cose, prospettiva per cui nulla
accade per caso. L’obiezione è quella per cui bisogna usare il condizionale. Altri ragionamenti
che si può dedurre sono legati al fatto che nella realtà, nulla è razionale, ciò che accade deve
accadere, la storia è una concessione necessaria, se la realtà è razionale significa che si
conforma a quelle che sono le nostre strutture della ragione, è come dire che la legge della
ragione è la stessa legge della realtà, e quindi non c’è spazio per l’irrazionale, è vero anche che
la frase è composta in due parti e anche ciò che è razionale è reale, significa che c’è uno statuto
di libertà all’interno dei nostri stati, ciò contrasta con la nostra immagine del pensiero come
esempio astratto, le regole della logica non sono solo razionali ma anche reali, le nostre
interpretazioni del mondo sono reali, creare questa identità tra reale e razionale non è una
cosa da poco. La prima conseguenza è che la realtà segue un andamento razionale, segue delle
regole che sono quelle della nostra ragione, come si sviluppa la ragione? Hegel riassume con
un termine la modalità in cui ragioniamo, il nostro ragionamento è sempre dialettico, una
forma di dialogo tra la tesi e la sua obiezione, il nostro modo razionale è sempre dialettico, se
la dialettica è la legge del nostro pensiero dovrà in qualche modo essere la legge della
realtà allora la dialettica sarà sia legge logica, legge della ragione, sia legge ontologica,
cioè legge secondo cui la realtà si sviluppa. La regola dell’essere lo riassume nella
successione tesi-antitesi-sintesi dove è un andamento triadico per mezzo dell’antitesi.
Registriamo che questo andamento triadico per un superamento del mondo triadico,
ragioniamo secondo uno schema binario cioè più e meno, bene e male, spesso siamo a portati
a seguire le cose secondo un andamento dinamico, Hegel dallo schema binario passa allo
schema triadico aggiuge la sintesi. Sul piano logico abbiamo una tesi, alla tesi si contrappone
l’antitesi e dopo si aggiunge la sintesi, legge logica. La dialettica che si sviluppa è anche legge
ontologica, quando assume ciò ci sarà una triade di partenza ovvero IDEA-(TESI)-
ANTITESI(NATURA)-SINTESI(SPIRITO) noi potremmo per capirlo corrisponde allo schema
logico razionale della realtà a livello di tesi, c’è una sorta di progetto che viene posto come
tesi, l’antitesi è il piano concreto e della storia e quanto di più materiale si possa pensare in
contrapposizione all’idea, infine c’è la sintesi, nello spirito l’idea passata attraverso la
natura torna a trascendere la realtà. Una legge logica è diventata legge ontologica, il razionale
è diventato reale.
Libro “Diario di viaggio delle Alpi bernesi” paragona la legge della dialettica alle cascate, è come
un gioco di acque che produce uno spettacolo nuovo. C’entra con la dialettica perché è
un’attività perenne di una massa che non è mai la stessa. Si vede sempre la stessa acqua con
la consapevolezza però che non è mai la stessa => paradosso dell’essere.
• la tesi sul piano logico è il momento astrale intellettuale, comprendiamo la realtà
applicando i principi logici della realtà, IDEA
• l’antitesi è il momento dialettico o negativo razionale, il momento in cui a livello logico
si contrappongono alla verità delle idee contrapposte se pesiamo al bene
contrapponiamo il male, il momento dialettico è il momento della opposizione,
NATURA
• la sintesi è il momento speculativo o positivo-razionale cioè il momento in cui tra
dimensioni opposte si trova riconciliazione, si trova il dialettico passaggio, la sintesi in
tedesco è Aufhebung , questo termine deriva dal termine Aufebe che è elidere,
eliminare, togliere, allora la sintesi non è altro che il togliere le discrepanze tra la tesi
e l’antitesi e superare gli elementi della divisione, significa in qualche modo riaffermare
la tesi dopo il passaggio dell’antitesi, la sintesi non è un elemento di fusione, è la
riaffermazione della tesi che è passata attraverso la contraddizione, riaffermazione
della tesi in modo più forte, progetto valido. SPIRITO
La sintesi è la riaffermazione della tesi passata attraverso la prova del 9 della realtà dopo aver
eliminato gli elementi di scissione, la tesi è una cosa dimostrabile. Vale sempre
Il reale è anche il reale fattuale. In chiave ontologica i sentimenti si esprimono nella triade e
questa dialettica parte dal momento astratto o negativo e infine giunge alla fase speculativa,
opposti a razionale dove in questo processo il ruolo decisivo ce l’ha la sintesi che si riafferma,
abbiamo parlato di momenti razionali, intellettuali.
Nella DIALETTICA LOGICA ci sono 2 facoltà: Intelletto e ragione. In Hegel intelletto e ragione
non sono la stessa cosa e quindi c’è uno sviluppo a proposito della triade, uno sviluppo che
giunge nella ragione.
Con intelletto (Verstand), Hegel intende l’attività logica di tipo puramente formale che isola
e contrappone i concetti, quindi è l’intelletto che collega, sceglie fra, attività formale che
isola i concetti o li contrappone. Un concetto può essere al massimo noto e diventare una
nozione contrapposta ad altre nozioni e soprattutto presa a sé stante. Dal punto di vista statico
porta all’ ERUDIZIONE ovvero a ciò che è noto (Verstanden)
Con ragione (Vernunft) invece Hegel descrive la facoltà che coglie il processo dialettico che
vede i concetti nel suo sviluppo, la facoltà che riesce a collegare in un flusso dinamico i
concetti, se l’intelletto arrivava al noto la ragione arriva al conosciuto. Porta ALLA
CONOSCENZA ovvero l’effettiva sintesi (Vernufen).
L’intelletto è una facoltà logica che isola i concetti in modo astratto e abbiamo una serie di
nozioni, con ragione Hegel intende il processo dialettico, la ragione serve a dare dinamismo, a
metterli in relazione con lo sviluppo storico e lo esprime bene, esprime bene la differenza fra
noto e conosciuto.
“Fenomenologia dello spirito” in tedesco “Geist” spirito. Il libro risale al 1807 e viene scritto
durante il periodo di Iena, noi trattiamo l’opera che viene prima, in realtà Hegel parte con
un’idea e poi la modifica, parte con l’idea di spiegare come i fenomeni assumano valore, si
determinino nello spirito umano, la sua intenzione era quella di costruire una scienza dei
fenomeni in relazione allo spirito. In sostanza lui parte dalla sintesi e il libro si occupa della
sintesi, pensava di risolvere tutto all’interno dello spirito, è una parte di ulteriore triade, poi si
accorge che lo studio dello spirito non è sufficiente e nell’ opera “l’Enciclopedia filosofiche in
compendio” aggiunge l’antitesi, ma se seguissimo un ordine teorico astratto saremmo dovuti
partire dall’ultima opera e risalire alla prima perché nell’ultima opera parla della fenomenologia
dello spirito. Lo spirito è soltanto il punto di arrivo. “Fenomenologia dello spirito” intende lo
spirito in senso assoluto all’interno del quale c’è lo spirito umano in sé stesso. Quando noi
parliamo di scienza dei fenomeni intendiamo la forma che i fenomeni assumono
all’interno del nostro ambito conoscitivo umano; quindi, l’apparenza che assumono i
fenomeni per rappresentarceli significa che tipo di veste assumono all’interno della
conoscenza, come Hegel spiega i fenomeni? Hegel utilizza LE FIGURE, intuiamo con figure cioè
rappresentazioni che ci restituiscono la presenza della razionalità nella storia. Figura famosa è
il binomio servo-padrone la troviamo dall’antica Roma al 1800 (plebei-paytrizi, vassalli-servi
della gleba…) => è un criterio con cui la razionalità si incarna nella storia per mantenere
l’ordine. delle rappresentazioni concrete, dei momenti storici particolare i che diventano
simbolici, che diventano funzionali a spiegarci certe dinamiche reali, significa che ci sono
momenti storici che ci aiutano a capire come le realtà si sviluppano, quali sono le regole
sottese allo sviluppo dei fatti? Sono rappresentazioni attraverso cui lo spirito capisce la realtà,
cioè il modo di rapportarci tra di loro, si tratta di tappe storiche, momenti del percorso che
Hegel astrae dalla storia e usa come immagini per spiegarci qualcosa, all’interno del libro il
percorso che lui segue è un percorso che si struttura in due parti.
Prefazione: ogni opera filosofica non è altro che una prosecuzione di tentativi precedenti di
interpretare il medesimo oggetto=> l’obiettivo è la ricerca della verità. Il rapporto di un’opera
che si relaziona con altre opere che hanno affrontato lo stesso tema è il rapporto dello sviluppo
della conoscenza. Lettura. Ogni opera in relazione con le precedenti rappresenta un punto di
superiorità. Questo modo di relazionarsi con gli altri che si fonda sulla contrapposizione è una
posizione sbagliata, questo tipo di prospettiva per cui io sono più bravo di quello che mi ha
preceduto è una sorta di errore, perché uso il criterio della contraddizione
Il problema è la logica binaria che va modificata in funzione del PROGRESSIVO SVILUPPO
DELLA VERITA’.
ES. il germoglio sparisce nella fioritura e si potrebbe dire che il fiore è la negazione del bocciolo
e all’apparire del frutto il fiore diventa una falsa esistenza. Il problema è che ogni tesi cancella
quella precedente, ma in realtà ogni tappa COMPLETA l’altra e le consen
Qual è la biografia di Hegel?
Nasce a Stoccarda nel 1770 suo padre era funzionario della corte di Sassonia e dal padre eredita scrupolosità e pignoleria tipiche caratteristiche dei funzionari di stato, dalla madre invece donna sensibile, apprende l’amore per la cultura e interesse per la religione, frequenta prima il Ginnasio e nel 1788 si iscrive alla facoltà di teologia a Tubinga dove i suoi compagni erano Holderling e Schelling e questi si appassionano allo studio del criticismo Kantiano ed è l’epoca della rivoluzione francese 1789, Hegel si appassiona agli ideali rivoluzionari e questo ci restituisce un filosofo che alla teoria affianca un interesse per la storia, non è fuori dal mondo che non si muove, Hegel partecipa alle vicende del su tempo, la passione viene a calare quando sale al potere Robespierre e il fatto che Robespierre fosse poi il fondatore del periodo nero, ciò porta Hegel a prendere le distanze. La tematica religiosa continua a essere presente perché anche Hegel si chiede rispetto alla fede che rapporto c’è se sia possibile una religione che garantisca l’autonomia della ragione, vive in modo profondo e sentito la tematica della libertà, si è soliti suddividere le opere di Hegel e l’evoluzione del suo pensiero in base ai periodi che lui vive in città differenti.
- Primo periodo di Berna 1793-1796= periodo in cui Hegel scrive testi di filosofia e di religione, “la vita di Gesù”, positività della religione Cristiana, e poi imbastisce la struttura, “lo spirito del cristianesimo e suo destino”.
- Periodo di Francoforte dal 1797-1800= completa “lo spirito del cristianesimo e suo destino” e lo pubblica. Anche in questo periodo resta costante l’idea di libertà, ma con l’uscita del cristianesimo si arriva a una sorta di compimento sulla ragione
- Periodo di Iena 1801-1807= periodo in cui Hegel pubblica il testo che lo ha reso famoso la “Femonologia dello spirito”.
Dal 1807 Hegel sarà in varie città, periodo in cui scrive le Enciclopedie delle esperienze filosofiche in compendio. Quella che è la biografia più importante di Hegel è quella di Karl Rosenkrantz “vita di Hegel” discepolo di Hegel e sarà uno di quelli che porterà avanti la filosofia hegeliana.
Altri aspetti e la sua eredità
Il dopo Hegel viene diviso in destra sinistra e centro hegeliano. Nel mezzo si colloca Rosenkrantz.
Partiamo dalla concezione che ha Hegel, questo approccio è dovuto alla formazione teologica che ha avuto, sono importanti gli scritti giovanili perché sono la premessa teoretica all’Hegel maturo, la riflessione di Hegel parte dall’antico e nuovo testamento, Hegel rileva che nel mondo ebraico la divinità è separata dalla natura ed è una rivoluzione, la divinità è separata dalla natura e posta in cielo, nell’antico testamento tra uomo natura e Dio c’è una divisione netta. Il rapporto tra questo Dio separato e l’uomo in terra è un rapporto in cui Dio è il signore, il padrone lontano dall’uomo, rigoroso, severo che dà i comandamenti e che punisce l’uomo quando non rispetta i comandamenti, è un Dio severo. Il nuovo testamento rappresenta la svolta perché la scissione viene ricomposta nella persona di Gesù in quanto Gesù è sintesi di Dio e uomo, rappresenta Dio che si incarna, la trascendenza che diventa immanenza, rappresenta l’inizio di una nuova epoca in cui questa riconciliazione si fonda sull’amore che Dio ha per l’uomo e che l’uomo deve ricambiare, alla contrapposizione ebraica il Cristo lo rappresenta con la legge dell’amore incarnandosi e quindi decidendo di assumere una natura
finita e soprattutto sostituendo alla punizione, alla severità del Dio degli Ebrei la legge del perdono, l’atteggiamento di Cristo è un atteggiamento misericordioso, di perdono al fine di recuperare l’antica armonia, l’armonia tra uomo e Dio, e questo in funzione anche del recupero romantico dell’idea di infinito, non poteva trovare voce questa tensione all’assoluto fino a quando l’assoluto rimaneva separato e distinto, fino a quando l’uomo era descritto come soggetto tracotante, funzione di descrivere la rilettura di Hegel delle sacre scritture. Gli scritti giovanili hanno la funzione di dare voce al sentimento religioso di Hegel e hanno la funzione di ricomporre la frattura che si era creata e di poter accedere in qualche modo all’assoluto. Il problema che da giovane Hegel si era posto con queste analisi acute era il problema del rapporto tra finito e infinito, rapporto che riguardava il significato da dare alla realtà, la realtà non può essere vista come semplice sostanza, la realtà può comprendere sia oggetto che soggetto, come termine astratto, la realtà è soprattutto processo in divenire di autoproduzione, che si perpetua, potremmo dire che per Hegel è materia che si autoalimenta però non può farlo senza un fine, non può essere un processo infinito senza uno telos, per spiegare il senso abbiamo la frase: “Ciò che è razionale è reale e ciò che reale è razionale” questa frase riassume il discorso che Hegel andrà a fare, materia che si perpetua che deve avere un senso, il senso ci aiuta a scoprire la razionalità. Il concetto chiave è l’elemento razionale, significa dire che la razionalità per Hegel è la forma della raptus, il suo cambiamento perenne, la realtà ha una struttura razionale, significa che c’è entità tra realtà e ragione, ciò che è in quanto è deve essere razionalmente, deve avere una spiegazione razionale, significa che non c’è spazio per l’irrazionale nella realtà, non ci può essere nella realtà niente di razionale, ciò che accade deve accadere, ci saranno filosofi successivi come Engels, Marx e Marcuse che diranno studiando Hegel che dire che tutto ciò che accade è razionale e deve essere, significa abbracciare una prospettiva giustificazionista, che tutto ciò che accade nella storia ha una ragione.