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Concetti Chiave

  • Hegel considera Antigone un personaggio fondamentale, descrivendo la sua importanza nella Fenomenologia dello Spirito senza nominarla direttamente.
  • La tragedia di Sofocle mette in evidenza il conflitto tra le leggi dello Stato, rappresentate da Creonte, e le leggi non scritte del giusto, incarnate da Antigone.
  • Antigone, nell'arte secondo Hegel, è ridotta alla sua scelta di sacrificarsi per dare una degna sepoltura al fratello, trascendendo le sue caratteristiche storiche.
  • La figura di Antigone è tipicizzata, rappresentando un contenuto umano universale che si distacca dalla sua individualità per manifestare la libertà umana.
  • L'arte, secondo Hegel, consente di scoprire l'essenza di Antigone, rimuovendo l'illusione del mondo e conferendo a lei una realtà più alta e spirituale.

Hegel e Antigone?

Personaggio molto amato da Hegel da dedicargli, sebbene non lo nomini direttamente, intere ed essenziali pagine della Fenomenologia dello Spirito.

La tragedia di Sofocle

Alla tragedia di Sofocle, in cui Antigone sfida le leggi dello Stato per dare una degna sepoltura al fratello in nome degli agrapha dogmata (le leggi non scritte del giusto), che si contrappongono alle leggi mutevoli ed arbitrarie degli uomini, dello Stato, impersonato da Creonte, il quale appunto aveva vietato la sepoltura del nemico.

Antigone e l'arte

I caratteri propri della persona di Antigone, così com’essa è stata (carattere, vizi, debolezze), secondo Hegel sono scomparsi: nell’opera d’arte, di lei non rimane altro che la scelta di morire pur di seppellire il fratello che, altrimenti, non avrebbe potuto vivere in pace per l’eternità.

L'essenza di Antigone

Non si nega l’esistenza storica di Antigone, ma essa viene «tipicizzata»: il tipico si distingue dall’universale astratto, ma non porta più con sé i caratteri particolari appartenenti alla sua storicità (Antigone, l’opera d’arte è più vera della realtà sensibile, non è sottoposta alla contingenza della biologia). «L’arte rimuove la parvenza e l’illusione di questo mondo malvagio e transitorio, da quel vero contenuto dei fenomeni e conferisce loro una realtà più alta, di origine spirituale». Mentre l’arte è una creazione specificamente umana, Antigone non è né una creatura della natura, né di Dio: nella natura non c’è la tipica forma della sorella che sfida le leggi dello Stato, ma questa non è nemmeno un’essenza spirituale, bensì Antigone è una di quelle figure in cui si realizza la libertà umana. L’essenza dev’essere trasfigurata in una figura che manifesta l’essenziale, che fa cioè trasparire, traducere la realtà (→Cristo: sembra un uomo qualunque ma, trasfigurandosi, appare come Dio, nella sua vera essenza). Essa non è una donna, ma è “Antigone”, cioè un contenuto umano universale che, proprio in quanto tale, appartiene a tutti; con Antigone assistiamo ad un’universalità che si particolarizza.

Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato della scelta di Antigone secondo Hegel?
  2. Secondo Hegel, la scelta di Antigone di morire per seppellire il fratello rappresenta un atto di sfida alle leggi arbitrarie dello Stato, incarnate da Creonte, e riflette l'importanza delle leggi non scritte del giusto, gli agrapha dogmata.

  3. Come viene rappresentata Antigone nell'opera d'arte?
  4. Nell'opera d'arte, Antigone perde i suoi caratteri individuali e diventa simbolo di una scelta universale, quella di affermare la libertà umana, trascendendo la sua storicità e diventando un contenuto umano universale.

  5. In che modo l'arte trasforma la figura di Antigone?
  6. L'arte, secondo Hegel, rimuove l'illusione del mondo transitorio e conferisce ad Antigone una realtà più alta, permettendo di manifestare l'essenziale della sua figura, che rappresenta un'universalità che si particolarizza, rendendola un simbolo di libertà umana.

Domande e risposte

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