Concetti Chiave
- Francesco Hayez è considerato il pittore più importante dell'epoca romantica, apprezzato per la sua capacità di evocare temi di riscatto nazionale attraverso la pittura storica.
- Nel dipinto "I Vespri Siciliani", Hayez rappresenta la rivolta popolare a Palermo, scatenata da un oltraggio subito da una donna palermitana.
- La composizione della tela è caratterizzata da dettagli simbolici e una regia studiata, con i protagonisti in primo piano e un coro di persone intorno.
- Il confronto con Verdi evidenzia come Hayez, pur essendo preciso nei dettagli, non riesca a trasmettere la passione romantica presente nella musica del compositore.
- Hayez è criticato per la sua mancanza di coinvolgimento emotivo nei soggetti storici, risultando più un ritrattista che un vero pittore storico.
Francesco Hayez e la pittura storica
Francesco Hayez è stato il pittore più acclamato dell’epoca romantica. Di lui Mazzini scrive che è il capo della pittura storica tanto richiesto in Italia dal pensiero nazionale. Nel XX secolo, la sua fama è, invece andata notevolmente diminuendo. Il pubblico apprezzava in lui non tanto il valore artistico del dipinto, quanto i temi della storia italiana che venivano raffigurati perché essi evocavano dei momenti di antica storia nazionale in cui gli Italiani si erano riscattati dal dominio straniero. La tematica è la stessa del melodramma di Giuseppe Verdi.
I Vespri Siciliani: arte e storia
Hayez dipinge i Vespri Siciliani nel 1846 e qualche anno dopo Verdi mette in musica lo stesso soggetto. Hayez, come Verdi concepisce in modo teatrale la storia che intende narrare. Nei Vespri Siciliani, l’artista raffigura il momento che segue immediatamente il fatto che scatenerà la rivolta popolare contro i Francesi, all’uscita dalla funzione religiosa del pomeriggio: una donna palermitana è stata oltraggiata da un francese. La reazione è immediata e il giovane oltraggiatore viene ferito a morte.
Dettagli e simbolismo nella tela
Come i cantanti del melodramma, i protagonisti sono collocati in primo piano, vicinissimi al boccascena (= la parte posta immediatamente dopo il sipario e che incornicia la scena). La donna è in deliquio ed è sostenuta e confortata dal fratello; il francese che l’ha offesa è a terra e lo si riconosce dalla presenza del giglio di Francia ricamato sul petto. Con un gesto istintivo, la mano è appoggiata sulla ferita come se volesse contenere la fuoriuscita del sangue. Il giovane palermitano che ha presa la difesa della donna, con la punta della spada sguainata e ancora macchiata di sangue, si ritira e volge lo sguardo verso il nemico caduto. La posa di ognuno è studiata secondo una regia molto precisa. Intorno ai protagonisti si ha il coro (= il popolo), pronto, come indica la gestualità di alcuni personaggi a riacquistare coscienza di sé. Sullo sfondo si scorge il Monte Pellegrino che sorge dal mare, un dettaglio che ci fa capire la localizzazione geografica della scena, cioè Palermo. A sinistra abbiamo l’abside della chiesa che ci ricorda il momento storico: siamo nel 1282, l’insurrezione che prese il via dall’episodio raffigurato liberò la città dal dominio degli Angioini, a cui, però, subentrò quella degli Aragonesi. Al centro della scena, si erge una croce. Come si può notare, la tela è un condensato di ideali rinascimentali cioè Dio e popolo, Dio e patria.
Confronto tra Hayez e Verdi
Il confronto con il melodramma di Verdi si ferma all’aspetto esteriore. Verdi dà vita all’episodio, trascinando gli spettatori con la musica e arriva a commuoverli a qualunque classe sociale essi appartengano. Invece Hayez non riesce a dare anima a ciò che narra, perché gli manca la qualità romantica di partecipare al fatto con estrema passione. In realtà, questo succ3ede perché Hayez è un neoclassico che sceglie i propri soggetti storici, senza sentirli veramente. Questa precisione nel dettaglio fa di lui un ritrattista, ma non un pittore storico. Riesce spesso a cogliere la psicologia dei personaggi rappresentati, anche se non sempre colti nella realtà intima, ma soltanto nell’ufficialità della classe sociale a cui essi appartengono.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo di Francesco Hayez nella pittura storica italiana?
- Qual è il soggetto del dipinto "I Vespri Siciliani" di Hayez?
- Come si caratterizza la composizione della tela "I Vespri Siciliani"?
- In che modo Hayez e Verdi si confrontano nel rappresentare la storia?
- Quali ideali rinascimentali emergono nell'opera di Hayez?
Francesco Hayez è considerato il capo della pittura storica in Italia, particolarmente apprezzato per i temi legati alla storia nazionale, che evocano momenti di riscatto dal dominio straniero, come sottolineato da Mazzini.
Hayez rappresenta il momento immediatamente successivo all'oltraggio subito da una donna palermitana da parte di un francese, che scatena una rivolta popolare, evidenziando la reazione violenta del giovane palermitano.
La composizione è teatrale, con i protagonisti in primo piano e una regia precisa, mentre il coro rappresenta il popolo pronto a riacquistare coscienza di sé, con dettagli simbolici come il Monte Pellegrino e la croce al centro della scena.
Mentre Verdi riesce a coinvolgere emotivamente il pubblico attraverso la musica, Hayez, pur essendo preciso nei dettagli, non riesce a trasmettere la stessa passione romantica, risultando più un ritrattista che un vero pittore storico.
Nella tela "I Vespri Siciliani" si evidenziano ideali rinascimentali come il legame tra Dio e popolo, e Dio e patria, riflettendo il contesto storico dell'insurrezione del 1282 a Palermo.