Concetti Chiave
- I Greci unirono le forze contro i Persiani, superando le rivalità tra le poleis per difendere un obiettivo comune.
- Atene assunse un ruolo centrale nella Lega Delio-Attica, utilizzando i fondi per potenziare la flotta e abbellire la città.
- Divergenze politiche ad Atene si evidenziarono tra Temistocle, favorevole a un'espansione aggressiva, e Cimone, sostenitore di un'alleanza con Sparta.
- Pericle promosse una politica espansionistica, contribuendo alla crescita economica e alla riduzione della disoccupazione, ma la pace con Sparta fu fragile.
- Le azioni di Pericle, come il divieto di commercio con Megara, provocarono l'esasperazione di Sparta e scatenarono la Guerra del Peloponneso.
L'unione dei Greci contro i Persiani
La vittoria dei Greci sui Persiani fu possibile solamente grazie al fatto che i Greci annullarono tutte le rivalità tra le poleis e avevano quindi uno scopo comune: far fronte al nemico.
Non appena ebbero annientato i Persiani, la situazione ritornò come prima, ma non solo! Gli scontri tra le poleis greche si moltiplicarono.
La polis di Atene, che possiamo definire come la protagonista delle guerre persiane decise di fare una politica avente come scopo la difesa da eventuali attacchi dei Persiani.
La Lega Delio-Attica e il ruolo di Atene
Lo strumento dei Greci per opporsi a questi ultimi fu la Lega Delio-Attica.
La Lega Delio-Attica era una lega navale, che prese il nome dall'isola di Delo, posto in cui veniva custodito il tesoro della Lega e si tenevano le riunioni tra gli appartenenti alla Lega. Le poleis federate si trovavano nel Mar Ionio o nel Mar Egeo ed erano tenute a versare contributi in denaro oppure a donare navi. Presto Atene assunse un ruolo centrale all'interno della Lega, inoltre benché il denaro fosse custodito nell'isola di Delo, veniva gestito da Atene, che lo utilizzò maggiormente per migliorare la flotta e abbellire la città.
Divergenze politiche ad Atene
Atene era quindi decisa ad affermare la sua supremazia, ma vi erano due opinioni diverse.
Temistocle, il capo del demos, cioè del popolo, era convinto che per affermare la supremazia della polis bisognasse adottare una politica aggressiva ed espansionistica; al contrario, Cimone, il capo degli aristocratici, pensava che si dovesse adottare una politica legata a Sparta, infatti egli era convinto che soltanto alleandosi a Sparta potevano far fronte in maniera efficace al nemico. I democratici invece erano addirittura disposti a battersi contro Sparta per affermare la loro supremazia, infatti è proprio questo che successe.
Pericle e la politica espansionistica
Quando fu eletto stratega Pericle, egli avviò una crescita economica della polis, diminuendo drasticamente la disoccupazione. Nonostante tutto il lavoro svolto da Pericle, erano ancora pochi i cittadini aventi libertà di espressione.
Avviò una politica espansionistica e dopo un po' di tempo arrivo a stabilire delle tregue con la Persia e con Sparta.
La tregua con Sparta doveva durare trent'anni, ma questo periodo di tempo non fu rispettato per diversi motivi. Sparta e la Lega Peloponnesiaca da loro fondata non accettavano la prepotenza di Atene, tant'è che ci fu disapprovazione addirittura da parte degli stessi appartenenti alla Lega Delio-Attica!
La Guerra del Peloponneso
Pericle pensò subito che Sparta avrebbe approfittato di questa crisi per attaccare Atene, allora escogitò un piano: portare Sparta all'esasperazione in modo tale che essa non possa essere pronta ad uno scontro armato. Mise a punto tutto ciò emanando un decreto che vietava a Megara, alleata di Sparta, di commerciare con le poleis dell'Attica, e invase Potidea, alleata spartana che reagì proprio secondo i piani di Pericle.
Fu così che scoppiò la sanguinosa Guerra del Peloponneso. La guerra, oltre ad avere motivazioni economiche, scoppiò anche perché le due poleis non erano ugualmente acculturate.
Da un lato troviamo la bella e colta Atene, dall'altro la chiusa e bellica Sparta.
La Guerra del Peloponneso avvenne in due fasi intervallate dalla pace di Nicia. La prima fase va dal 431 a.C. al 421 a.C., la seconda va dal 415 a.C. al 404 a.C.
Domande da interrogazione
- Qual è stata la causa principale della vittoria dei Greci sui Persiani?
- Qual era il ruolo di Atene nella Lega Delio-Attica?
- Quali erano le divergenze politiche ad Atene riguardo alla sua politica estera?
- Quali furono le conseguenze della politica espansionistica di Pericle?
- Come scoppiò la Guerra del Peloponneso?
La vittoria dei Greci sui Persiani è stata possibile grazie all'annullamento delle rivalità tra le poleis, che si unirono con uno scopo comune: affrontare il nemico persiano.
Atene assunse un ruolo centrale nella Lega Delio-Attica, gestendo il tesoro custodito a Delo e utilizzando i fondi per migliorare la flotta e abbellire la città.
Atene era divisa tra due opinioni: Temistocle sosteneva una politica aggressiva ed espansionistica, mentre Cimone preferiva allearsi con Sparta per affrontare il nemico.
La politica espansionistica di Pericle portò a una crescita economica e a una diminuzione della disoccupazione, ma creò anche tensioni con Sparta e la Lega Peloponnesiaca.
La Guerra del Peloponneso scoppiò a causa di tensioni economiche e culturali tra Atene e Sparta, innescate da azioni provocatorie di Pericle, come il divieto di commercio con Megara e l'invasione di Potidea.