Concetti Chiave

  • Mussolini e Ciano decidono di mantenere l'Italia neutrale nella guerra europea, ma affrontano difficoltà economiche a causa del blocco del carbone inglese.
  • L'Italia è costretta a dipendere dalla Germania per il carbone, ma questo scambio riduce le sue riserve valutarie e porta a una penuria di materie prime.
  • Un accordo commerciale con l'Inghilterra non viene realizzato, poiché Mussolini teme una rottura con la Germania e opta per un'intesa con Berlino.
  • Dopo un incontro segreto con Hitler, Mussolini si impegna a entrare in guerra al fianco della Germania, ricevendo in cambio forniture regolari di carbone e altri materiali.
  • Crescono le tensioni interne in Italia, con figure influenti che cercano di convincere Mussolini a evitare il conflitto imminente, ma senza successo.

Indice

  1. Decisioni diplomatiche e ostacoli economici
  2. Accordi commerciali e pressioni internazionali
  3. Conseguenze delle scelte di Mussolini
  4. Crescenti tensioni interne e pressioni esterne

Decisioni diplomatiche e ostacoli economici

La concorde decisione di Mussolini e di Ciano di tenere l’Italia fuori dalla guerra europea, agendo nello stesso tempo sul piano diplomatico per favorire una composizione di compromesso del conflitto, comincia a trovare ostacoli nel gennaio 1940, quando l’Inghilterra delibera, come nuova forma di pressione per staccare l’Italia dalla Germania, di includere il carbone tra le merci strategiche da non consegnare a potenziali nemici, sospendendo così, nel cuore dell’inverno, ogni fornitura di carbone inglese all’Italia.

L’economia italiana ne è messa in grave difficoltà. Occorre, infatti, importare una maggiore quantità di carbone dalla Germania, che non la cede, però, se non in cambio dei prodotti industriali italiani da essa specificamente indicati. Ma tali prodotti sono proprio quei pochi che l’Italia ha finora continuato a vendere sui mercati internazionali, ricavandone valuta pregiata. Le forniture di carbone dalla Germania riducono perciò quasi a zero le disponibilità valutarie dell’Italia, impedendole l’acquisto di altre materie prime essenziali. Vengono consumate le riserve, ma in tal modo l’Italia si trova con scorte minime di metalli di importanza strategica quali il rame, lo stagno, il piombo, Ciano tratta con l’Inghilterra, che, alla fine (3 febbraio), si mostra disposta ad un accordo commerciale con l’Italia senza esigere la rottura della sua alleanza con la Germania; chiede, però, come condizione irrinunciabile, che l’Italia sia a sua volta disposta a vendere armi all’Inghilterra.

Accordi commerciali e pressioni internazionali

Mussolini però comprende come un accordo commerciale dell’Italia con l’Inghilterra su queste basi significherebbe una rottura immediata ed, in prospettiva, una guerra con la Germania, la quale, dopo aver già elevato vibrate proteste per l’autorizzazione data dal governo italiano alla vendita di motori e di automezzi della Fiat e di esplosivi della Montecatini alla Francia, al solo scopo di ottenerne valuta, non tollererebbe nuove vendite italiane di tal genere su scala più larga all’Inghilterra. Mussolini opta a favore di un accordo commerciale con la Germania (22 febbraio), pur sapendo che le forniture di carbone tedesco significano mancanza di valuta per acquistare altre materie prime di cui c’è ormai in Italia disperante penuria. L’Inghilterra risponde, nel quadro della sua politica di blocco alla Germania, con la decisione di sequestrare tutti i carichi di carbone tedesco fatti a Rotterdam dalle navi italiane.

Conseguenze delle scelte di Mussolini

Da questo momento l’Italia può importare solo per via di terra, attraverso i valichi alpini, il carbone che la Germania si è impegnata a fornirle con l’accordo commerciale. Ma Hitler ne approfitta, con vari pretesti tecnici (come la mancata disponibilità di un numero sufficiente di vagoni ferroviari), per ridurre e ritardare le forniture pattuite, facendo capire che arriverebbero qualora l’Italia si impegnasse a scendere in campo insieme alla Germania. Il massimo dirigente della Montecatini, Guido Donegani, protesta vivacemente, anche a nome di altri industriali, che la crescente scarsità di carbone sta portando alla paralisi l’industria italiana. Mussolini, allora, si impegna segretamente con Hitler, in uno storico incontro dei due dittatori al valico del Brennero, il 18 marzo 1940, ad entrare al momento opportuno in guerra a fianco della Germania. Da allora le forniture pattuite di carbone tedesco vengono regolarmente consegnate, insieme a forniture di nafta, rame, stagno, piombo e batterie antiaeree.

Crescenti tensioni interne e pressioni esterne

Man mano che, dopo l’incontro del Brennero, per volontà di Mussolini, la radio, la stampa e la diplomazia italiana si mostrano sempre più nettamente filotedesche, cresce l’ostilità per la guerra che si preannuncia imminente. Punti di riferimento di tale ostilità sono la monarchia, le alte gerarchie ecclesiastiche, ed alcune autorità fasciste come Ciano, Grandi, Bottai e Balbo, concordi nel premere su Mussolini per indurlo a rimanere estraneo al conflitto. Il re arriva persino a far avvicinare Ciano da alcuni suoi emissari per sondare la disponibilità del giovane ministro degli Esteri a sostituire eventualmente Mussolini alla guida di un nuovo governo, sempre fascista ma più dipendente dal re ed impegnato a mantenere la pace. Si tratta, però, di semplici velleità.

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Domande da interrogazione

  1. Quali furono le conseguenze economiche della decisione dell'Inghilterra di bloccare le forniture di carbone all'Italia?
  2. La decisione dell'Inghilterra di non fornire carbone all'Italia portò a gravi difficoltà economiche, costringendo l'Italia a cercare carbone dalla Germania, ma a scapito delle sue riserve valutarie e della disponibilità di materie prime essenziali (testo).

  3. Come reagì Mussolini all'offerta di un accordo commerciale con l'Inghilterra?
  4. Mussolini scelse di non accettare l'accordo commerciale con l'Inghilterra, poiché ciò avrebbe significato una rottura con la Germania, optando invece per un accordo con la Germania nonostante le conseguenze economiche negative (testo).

  5. Quali furono le conseguenze dell'incontro tra Mussolini e Hitler al valico del Brennero?
  6. L'incontro tra Mussolini e Hitler portò a un impegno segreto da parte dell'Italia a entrare in guerra al fianco della Germania, dopo il quale le forniture di carbone e altre materie prime tedesche iniziarono a essere regolarmente consegnate (testo).

  7. Quali erano le fonti di opposizione interna alla guerra imminente?
  8. L'opposizione interna alla guerra proveniva da vari gruppi, tra cui la monarchia, alte gerarchie ecclesiastiche e alcuni esponenti fascisti, che cercarono di convincere Mussolini a mantenere l'Italia fuori dal conflitto (testo).

  9. Quale ruolo giocò Ciano nelle dinamiche politiche interne italiane?
  10. Ciano, come ministro degli Esteri, divenne un punto di riferimento per coloro che si opponevano alla guerra, tanto che il re lo contattò per sondare la sua disponibilità a sostituire Mussolini in un governo più pacifista (testo).

Domande e risposte

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