Concetti Chiave
- L'isolamento della Cina nel XVIII secolo, con l'imperatore Chien Lung che rifiutò le offerte commerciali britanniche, segnò l'inizio di una crisi economica e sociale.
- Il commercio dell'oppio, inizialmente limitato, crebbe enormemente tra il 1820 e il 1838, creando dipendenza e destabilizzando l'economia cinese.
- Le tendenze tra i funzionari cinesi riguardo all'oppio includevano legalizzazione sotto controllo statale e interventi per fermare il traffico, con quest'ultima che prevalse nel 1839.
- La guerra dell'oppio (1839-1842) portò a scontri tra Cina e Gran Bretagna, culminando in un trattato che cedette Hong Kong e aprì nuovi porti al commercio straniero.
- Le conseguenze della guerra segnarono l'inizio di un periodo difficile per la Cina, accentuando la vergogna nazionale e la devastazione sociale causata dal commercio dell'oppio.
In questo appunto di storia si descrive dettagliatamente la guerra dell'oppio, con attenzione ai suoi aspetti principali, le cause che la determinarono e gli eventi storici ad essa connessi.
L'isolamento della Cina
“Non abbiamo bisogno di niente, abbiamo già tutto.”
Così l’imperatore cinese Chien Lung respinse con disprezzo le offerte di collaborazione commerciale di Lord Macartney, portavoce di re Giorgio III d’Inghilterra. Nel 1793 la Cina viveva isolata e aveva raggiunto il massimo dell’autorità sui paesi che la circondavano; tuttavia già dalla fine del secolo avevano cominciato a manifestarsi i primi segni di crisi che possono ricondursi a tre ragioni:
- un incremento della popolazione troppo elevato da poter controllare, i costi del controllo di un impero che aveva annesso regioni sempre più lontane e inaccessibili e il peggioramento della qualità della burocrazia. Gli europei inizialmente non costituivano un problema;
- ad essi era consentito intrattenere limitati rapporti commerciali con la Cina, nella base di Macao e nel porto di Canton.
- Il commercio con la Cina era invece un problema per gli europei in quanto, seppure i prodotti cinesi si vendessero bene in Occidente, da essi proveniva anche un deficit organico, perché la Cina comprava poco e niente dall’Europa. Questa situazione spinse i mercanti inglesi a servirsi di un prodotto ufficialmente proibito in Cina: l’oppio. La Cina usava da molto tempo l’oppio come medicinale, ma la produzione era in quantità limitate. Dopo alcuni decenni di lenta crescita conobbe un enorme sviluppo tra il 1820 e il 1838.
Quali sono le cause della crisi cinese?
Il commercio dell'oppio
Si diffuse il vizio di fumare l’oppio, e ciò divenne il simbolo di una decadenza sociale; la Cina non seppe fermare l’importazione della droga nonostante diversi editti con cui la proibiva. La richiesta crebbe; l’incremento delle vendite dell’oppio aveva diminuito la presenza di argento sul territorio portando così ad uno squilibrio nel sistema monetario cinese fondato sul rapporto fra il rame, usato per la coniazione di monete. La compagnia delle Indie, avendo una certa autonomia nei confronti di Londra, svolse i propri traffici a Canton. Questo fatto spinse la Gran Bretagna a voler controllare in maniera più diretta la Compagnia. Nel 1834 Lord Napier, inviato inglese, decise di sostituire a Canton i funzionari della compagnia con uomini del governo di Sua Maestà. La Cina non voleva concedere i diritti prima riconosciuti ad una compagnia di commercio ad uno stato straniero.
Le tendenze dei funzionari cinesi
Tra i funzionari cinesi emersero tre tendenze:
- la prima era favorevole alla legalizzazione del commercio sotto il monopolio statale così da mantenere l’equilibrio tra le importazioni e le esportazioni.
- la seconda tendenza fu quella dello status quo, il divieto formale, accompagnato da una certa elasticità nell’applicazione della legge. L’ultima tendenza riguardava la proposta di un intervento per eliminare i traffici dell’oppio, attraverso l’arresto degli spacciatori cinesi e il taglio di rifornimenti esteri;
- Prevalse la terza; nel 1839 Lin Zexu, commissario imperiale, avviò una serie di interventi dalla punizione degli oppiomani all’assistenza medica, dalla confisca delle riserve degli importatori stranieri con l’obbiettivo di ottenere da parte loro un impegno a non praticare più il commercio dell’Oppio.
La guerra dell'oppio
Cercando di porre fine a questo commercio i cinesi imposero nel 1839 agli inglesi di consegnargli tutto l’oppio presente nei loro magazzini e nelle loro navi. Gli inglesi lo fecero ma rifiutarono di firmare un documento con cui si sarebbero dovuti impegnare a non importare più l’oppio. A ciò seguirono dal 1839 al 1842 alcuni episodi di scontro armato per mare e per terra che vennero battezzati “guerra dell’oppio”. Infine il governo cinese fu costretto a cedere, a Nanchino venne stipulato un trattato che prevedeva la cessione all’Inghilterra dell’isola di Hong Kong e l’apertura al commercio straniero di quattro porti oltre a Canton, ed inoltre la possibilità per gli inglesi di vivere in questi porti godendo del privilegio di extraterritorialità.

Le conseguenze della guerra
“Non conosco guerra più ingiusta di questa; finirà per colpire di vergogna senza fine il nostro paese” questo affermò Tory William Gladstone durante una riunione in Parlamento nel 1841. Poco importa che il commercio in questione fosse dell’oppio, una droga che aveva ridotto allo stremo milioni di asiatici, ma che per più di sessant’anni fu la principale fonte di reddito dell’Impero britannico. Certo è che con le guerre dell’oppio per la Cina si aprì un periodo strano.
Il giornale China afferma:
“gli affari erano insoddisfacenti in quanto il commissario imperiale aveva iniziato la sua campagna contro l’oppio. Pena di morte per chi non l’avesse rispettata. Le navi straniere dovevano tornare a Canton e lasciare il paese entro 5 giorni. Trecento casse erano portate quotidianamente e il loro contenuto veniva gettato e calpestato sotto i piedi per i coolies. Erano regole emesse dai missionari per invitare i cinesi ad astenersi da questo veleno.”
Domande da interrogazione
- Quali furono le principali cause della crisi cinese che portarono alla guerra dell'oppio?
- Come si sviluppò il commercio dell'oppio in Cina?
- Quali furono le tre tendenze tra i funzionari cinesi riguardo al commercio dell'oppio?
- Quali furono le conseguenze della guerra dell'oppio per la Cina?
- Come reagì la Cina all'importazione dell'oppio e quali misure furono adottate?
La crisi cinese fu causata da un incremento della popolazione difficile da controllare, i costi di gestione di un impero vasto e il deterioramento della burocrazia, come descritto nel testo.
Il commercio dell'oppio crebbe enormemente tra il 1820 e il 1838, nonostante fosse ufficialmente proibito. La domanda aumentò, portando a un deficit monetario e a una decadenza sociale, come evidenziato nel documento.
Le tre tendenze erano: legalizzazione sotto monopolio statale, mantenimento del divieto con elasticità, e intervento per eliminare il traffico di oppio. Prevalse la terza, con Lin Zexu che avviò misure contro gli spacciatori, come riportato nel testo.
La guerra portò alla cessione di Hong Kong all'Inghilterra e all'apertura di porti al commercio straniero, segnando l'inizio di un periodo difficile per la Cina, come affermato da William Gladstone nel Parlamento.
La Cina tentò di fermare l'importazione dell'oppio con editti e misure severe, come la pena di morte per i trasgressori, ma nonostante gli sforzi, il commercio continuò, come descritto nel documento.