Concetti Chiave

  • La rivoluzione di ottobre portò a una guerra civile in Russia, ritardando l'organizzazione politica auspicata da Lenin e contribuendo a violenze estreme fino al 1920.
  • Il governo bolscevico affrontò l'opposizione interna con misure repressive, inclusi attentati, deportazioni nei gulag e il terrore rosso contro i socialisti rivoluzionari.
  • Le potenze straniere intervennero nella guerra civile a sostegno delle armate bianche per contrastare la nascita del governo bolscevico, temendo la diffusione del comunismo.
  • Il "comunismo di guerra" imposto da Lenin portò a gravi tensioni con i contadini, costringendolo a implementare la NEP per alleviare la crisi agricola e sociale.
  • Dopo la morte di Lenin nel 1924, Stalin emerse come leader del partito bolscevico, centralizzando il potere e contribuendo alla formazione dell'Unione Sovietica.

La speranza del partito

La speranza del partito bolscevico e di Lenin era quella subito dopo la rivoluzione di ottobre e subito dopo l’uscita dalla guerra di concentrarsi sulla organizzazione politica del paese, invece l’uscita dalla guerra mondiale segnò ​l’ingresso in una guerra civile che finirà solo nel 1920 e che porterà violenza estrema in tutto il paese.

Opposizioni e terrore rosso

La guerra civile andò poi a intrecciarsi con altre ​opposizioni al governo bolscevico​, come ad esempio l’opposizione dei ​socialisti rivoluzionari​, p​roteste dei contadini​, che portarono poi a quello che è stato definito il “​terrore rosso​”, perché alcuni socialisti rivoluzionari utilizzarono anche il terrorismo, ci fu infatti addirittura un attentato, dove una donna ferì gravemente Lenin.

Come risposta a tutto ciò, si scatenò un periodo di terrore perché ci furono ​provvedimenti molto duri per reprimere i movimenti controrivoluzionari​.

Repressione interna e gulag

Repressione non solo verso chi aveva posizioni politiche differenti, quindi non solo guerra contro le armate bianche, ma vi furono anche repressioni all’interno dello stesso partito bolscevico, venivano messi infatti a tacere tutti coloro che non la pensavano come Lenin. In modo particolare ci fu una forma di repressione soprattutto nei confronti dei social rivoluzionari che furono oggetto di ​deportazione nei campi di prigionia​, perché uno degli strumenti che il partito bolscevico utilizzò per mettere a tacere chi si opponeva alla dittatura era la deportazione nei ​campi di prigionia​, finalizzati alla detenzione, che portava poi alla morte, perché le condizioni all’interno dei campi di prigionia erano pessime (questi campi di prigionia erano definiti “gulag​”, acronimo che designa il sistema dei campi di concentramento in Unione Sovietica. Essi erano collocati in zone piuttosto “difficili”, perché soprattutto nel nord, in Siberia, le temperature erano bassissime, perciò, all’interno di questi campi, vi era una elevatissima mortalità, dovuta anche alla fatica del lavoro).

Dittatura e guerra civile

Già con Lenin si crea dunque un clima di terrore e repressione e quindi possiamo definire quella che si viene a creare in Unione Sovietica come una vera e propria ​dittatura​ (alcuni non ritengono quella di Lenin una dittatura e danno a Stalin tutta la responsabilità di ciò che è successo in Unione Sovietica, non è in realtà così poiché che le misure repressive ci sono anche con Lenin, come ad esempio la chiusura dell'assemblea costituente).

Intervento delle potenze straniere

La cosa più grave in questo periodo è dunque rappresentata dalla ​guerra civile​. La Russia aveva già perso tantissimi territori perché nel frattempo la Germania aveva avuto modo di conquistare alcuni territori, come ad esempio l’Ucraina che divenne dipendente dalla Germania. I territori persi furono tantissimi, così intervennero alcune potenze straniere a sostegno delle ​armate bianche​ contro l’​armata​ ​rossa​ (Russia), come ad esempio gli Stati Uniti, l’Italia, la Francia e l’Inghilterra che si allearono quindi contro la Russia.

Tutti i paesi avevano infatti paura della Russia, per cui bisognava assolutamente eliminare questo governo.

Violenza e antisemitismo

Le armate bianche erano costituite da ex ufficiali dello Zar, erano dunque militari di professione diversamente da coloro che erano invece all’interno dell’armata rossa. Queste armate bianche fecero leva soprattutto sull’antisemitismo, molto diffuso in Russia e nei paesi dell’est-europeo (Bielorussia, Ucraina).

Le armate utilizzarono i protocolli dei Savi di Sion che vedevano il comunismo come uno strumento utilizzato dal popolo ebraico per conquistare il mondo e facevano anche leva sul fatto che Marx, così come anche molti leader dei Bolscevichi avessero origini ebraiche.

Quindi si ebbe la violenza più estrema​ ​durante la guerra civile da entrambe le parti​ (fu molto violenta l’armata rossa così come anche le armate bianche).

Fallimento in Polonia

Furono ​tre anni terribili​ che si conclusero nel ​1920​, anno in cui ci fu anche un ​tentativo di invadere la Polonia da parte della Russia​, nella speranza che il proletariato polacco volesse insorgere e realizzare la rivoluzione. ​La cosa andò però male per i russi​ perché in Polonia gli operai scelsero il nazionalismo, piuttosto che i propri sentimenti classisti. La Polonia dunque contrattaccò e la Russia perse molti territori.

Comunismo di guerra e Nep

A quel punto Lenin si convinse del fatto che non era possibile esportare la rivoluzione perché nella visione di Lenin, la Russia sarebbe stato inizialmente il primo paese, ma poi la rivoluzione socialista doveva estendersi in tutti i paesi europei visto che la guerra rappresentava l’apice della crisi del sistema capitalistico.

Una dura ​repressione​ fu fatta in questo periodo anche nei confronti dei ​contadini​, questo perché i contadini, una volta ottenuta la terra (uno dei primi atti fu infatti quello della distribuzione delle terre), si rifiutarono di cedere parte del proprio raccolto allo stato, per cui con la guerra civile, la situazione divenne insostenibile, soprattutto all'interno delle città, poiché qui scarseggiavano i viveri, non vi erano prodotti e perciò vi fu anche una fuga dalle città.

Dunque per risolvere questa situazione, Lenin decise di instaurare il “​comunismo di guerra​", ovvero la requisizione forzata dei raccolti dei contadini. Questa strategia, non portò comunque nulla di buono poiché i contadini, piuttosto che cedere una parte del raccolto allo stato, preferivano non seminare affatto, e quindi di conseguenza non produrre. Le tensioni divennero così gravi che a un certo punto Lenin decise di fare un passo indietro, cioè decise di modificare l’economia sovietica, instaurando la ​Nep​ (Nuova Politica Economica). Era un passo indietro sulla via del socialismo poiché reintroduceva nelle campagne il ​libero mercato​ e la proprietà privata​, cioè i contadini avrebbero potuto tenere una parte del raccolto per loro e commercializzarlo, e l’altra parte darla allo stato.

Conseguenze della Nep

Dunque con la ​Nep si creò una classe di ​contadini “benestanti”​, contadini che poi furono chiamati “​Kulaki​”, che in realtà era un nome dispregiativo, un insulto nei confronti di questi contadini. La Nep ebbe un effetto positivo perché comunque ​diminuì la tensione tra contadini e governo bolscevico​ ma non ebbe un effetto positivo a lungo termine perché si vennero a concretizzare tutte le mancanze e le carenze dovute al periodo di comunismo di guerra, poiché i contadini si erano rifiutati di seminare i campi, perciò la Russia fu investita da una gravissima carestia.

Questo fu un tentativo di Lenin di venire incontro alle esigenze dei contadini, tentativo che non avverrà però con Stalin che porterà questa lotta con i contadini alle estreme conseguenze, sterminando l’intera classe dei Kulaki (6 milioni di morti).

Morte di Lenin e ascesa di Stalin

Alla fine di questo periodo, a partire dal 1922, Lenin iniziò ad avere dei problemi di salute, una malattia al cervello che nel 1924 lo portò alla morte. Quindi dal ’22 Lenin lascia la scena politica ma si aprirà una lotta interna al partito bolscevico per l’acquisizione del potere, una lotta che sarà vinta da Stalin, nonostante il fatto che Lenin avesse messo in guardia il partito rispetto alle caratteristiche di Stalin.

Stalin era il segretario del partito bolscevico e tendeva ad accentrare il potere nelle proprie mani. Tra le altre cose ​nacque anche l'Unione Sovietica​ che comprendeva la Russia e altre Repubbliche che circondavano la Russia (Ucraina, Bielorussia, Azerbaijan, Pakistan...). L'Unione Sovietica non comprendeva però gli stati dell’Europa dell'Est come la Polonia, la Bulgaria, l’Ungheria, che erano solo degli alleati dell'Unione Sovietica, ma non hanno mai fatto parte di essa.

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Domande da interrogazione

  1. Qual era l'obiettivo iniziale di Lenin e del partito bolscevico dopo la rivoluzione di ottobre?
  2. L'obiettivo di Lenin e del partito bolscevico era di concentrarsi sull'organizzazione politica del paese dopo l'uscita dalla guerra, ma si trovarono invece a dover affrontare una guerra civile che durò fino al 1920.

  3. Che cos'è il "terrore rosso" e come si manifestò?
  4. Il "terrore rosso" si manifestò come una risposta violenta alle opposizioni al governo bolscevico, inclusi atti di terrorismo da parte di socialisti rivoluzionari, culminando in provvedimenti severi contro i movimenti controrivoluzionari.

  5. Quali furono le condizioni nei gulag e quale fu il loro scopo?
  6. I gulag erano campi di prigionia con condizioni disumane, dove molti oppositori politici venivano deportati e spesso morivano a causa delle dure condizioni di lavoro e del clima estremo.

  7. Quali furono le conseguenze della guerra civile e dell'intervento delle potenze straniere?
  8. La guerra civile portò a una violenza estrema e alla perdita di territori da parte della Russia, mentre le potenze straniere come Stati Uniti e Inghilterra intervennero a sostegno delle armate bianche per eliminare il governo bolscevico.

  9. Come si sviluppò la Nep e quali furono i suoi effetti a lungo termine?
  10. La Nep reintrodusse il libero mercato e la proprietà privata per i contadini, creando una classe di "kulaki", ma non risolse le carenze alimentari dovute al comunismo di guerra, portando a una grave carestia in Russia.

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