Ascolta
00:00 00:00

Concetti Chiave

  • Il noûs, infuso da Dio, possiede qualità divine e rappresenta la dynamis fondamentale per le attività vegetativa, sensitiva e razionale.
  • L'incorporeità del noûs implica che non può essere localizzato in un organo specifico, ma si mescola con ogni parte del corpo senza disperdere la sua unità naturale.
  • Il noûs è governato da Dio e regola la vita, mantenendosi nell'ordine naturale; un allontanamento da quest'ordine ne compromette l'attività.
  • La dottrina gregoriana suddivide gli organi del corpo in tre categorie: quelli essenziali per vivere, quelli per vivere bene e quelli per la continuità della vita.
  • Il noûs esercita le proprie potenze in ogni parte del corpo umano, senza che una parte prevalga sull'unità dell'anima.

La natura del noûs

Il noûs essendo infuso da Dio possiede in nuce le qualità divine: è inconoscibile e intellettuale (νοερόν) e incorporeo (ἀσώματον); è molteplice e multiforme (πολυμερὴς καὶ πολύσυνθετος) e, insieme, semplice e non composto (ἁπλοῦς καὶ ἀσύνθετος) (De hom. op. 11). Il noûs è quella dynamis che sta alla base di ogni attività vegetativa, sensitiva e razionale (ibid,, 2). La comunione (κοινωνία) del noûs con il corpo non si può intendere né all'interno del corpo né all’infuori di esso (ibid, 15).

L'incorporeità del noûs

L'incorporeità del noûs esclude ogni sua circoscrivibilità e localizzazione in un organo del corpo (cervello, cuore, fegato). Piuttosto, "si unisce equamente (ὁμοτίμος) a ciascuna delle parti del corpo secondo un modo indicibile di mescolanza" (ἀνάκρασις) ed esercita le proprie potenze in ogni parte del composto umano (ibid., 12 e 15). Nel dividersi e spartirsi (pur rimanendo indivisibile e non spartibile) nelle varie attività sensibili, la natura del noûs si mescola nel composto umano attraverso queste (PG 44, 168 C 6/7) e ne trae convenientemente la conoscenza degli enti (ibid. 11). L'unità naturale dell'anima non si disperde con il predominio dell'attività di una delle sue potenze su una parte (ibid., 13). Nel composto umano, il noûs è governato da Dio e dal noûs è governato la vita, finché questa si conservi nell'ordine naturale; se se ne allontana, diventa estranea anche all’attività del noûs (ibid., 12). Il noûs essendo di tal natura, occorre che il corpo abbia una natura adatta per congiungersi con esso (ibid., 8).

La dottrina gregoriana sul corpo

La dottrina gregoriana sul corpo (riproducente quella di Galeno) prevede che gli organi inerenti alla sua costituzione si dividano in tre categorie (ibid. 9): a) in quelli che garantiscono il vivere (τὸ ζῆν : il cervello, il cuore, il fegato; b) in quelli che offrono il vivere bene (τὸ εὖ ζῆν: gli organi delle sensazioni; l'assenza di qualcuno di essi non intacca il vivere) e c) gli organi che garantiscono la continuità e la successione della vita (gli organi sessuali).

Domande da interrogazione

  1. Quali sono le caratteristiche fondamentali del noûs secondo il testo?
  2. Il noûs è descritto come inconoscibile, intellettuale, incorporeo, molteplice e semplice. È la forza che sostiene tutte le attività vegetative, sensitive e razionali, e la sua comunione con il corpo è complessa e non localizzabile in un singolo organo (De hom. op. 11).

  3. In che modo il noûs interagisce con il corpo umano?
  4. Il noûs si unisce equamente a tutte le parti del corpo, esercitando le sue potenze in ogni parte del composto umano. Pur essendo indivisibile, si mescola con le attività sensibili e governa la vita, mantenendo l'ordine naturale (ibid., 12 e 15).

  5. Qual è la classificazione degli organi secondo la dottrina gregoriana?
  6. Gli organi del corpo sono divisi in tre categorie: quelli che garantiscono il vivere (cervello, cuore, fegato), quelli che offrono il vivere bene (organi delle sensazioni) e quelli che garantiscono la continuità della vita (organi sessuali) (ibid., 9).

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community