Concetti Chiave
- Milziade, stratega ateniese, propose un piano per fermare l'avanzata persiana inviando l'esercito a Maratona e unendo le poleis contro la minaccia comune.
- Sparta non intervenne a sostegno di Atene, ma Platea rispose alla chiamata offrendo il proprio aiuto contro i Persiani.
- Durante la battaglia di Maratona, gli Ateniesi, guidati da Milziade, riuscirono a sconfiggere l'esercito persiano grazie a un assalto audace e determinato.
- La battaglia si svolse in un contesto di panico generale, ma la determinazione dei Greci portò a una vittoria inaspettata contro un nemico numericamente superiore.
- Fidippide corse 40 chilometri per annunciare la vittoria ad Atene, esclamando "Vittoria!" prima di morire, dando origine alla corsa di maratona.
Il piano di Milziade
Dopo l’approdo delle navi Persiane nella baia di Maratona, in tutta l’Attica si diffuse il panico, ma Milziade (che era il più influente dei dieci strateghi) espose il proprio piano; bisognava impedire ai Persiani di addentrarsi nell’Attica e perciò spedire l’esercito ateniese a marce forzate a Maratona, per ricacciare i Persiani in mare prima che sbarcassero tutti; in secondo luogo occorreva chiarire a tutte le «poleis» che si trattava di una minaccia comune, che richiedeva l’intervento di tutti.
L'aiuto di Platea
Purtroppo Sparta (alla quale non dispiaceva che Atene si trovasse nei guai e che fidava di essere in grado da sola a difendere il Peloponneso dai Persiani) con vari pretesti non intervenne. L’unica «polis» che aiutò Atene fu Platea, in quanto la minaccia persiana la toccava abbastanza da vicino.
Qual è la battaglia di Maratona?
Gli Ateniesi, giunti presso l’altura di Agrielikì (che sovrastava la piana di Maratona in cui i Persiani continuavano a sbarcare), si fermarono per attendere l’arrivo dei Plateesi. Quando costoro giunsero, dopo varie discussioni si accettò il piano proposto da Milziade e venne schierato l’esercito: all’ala destra andò una parte degli Ateniesi guidati dallo stratega Callimaco, all’ala sinistra si posero i Plateesi, al centro gli altri Ateniesi, guidati da Milziade. A non più di un chilometro dai Persiani Milziade ordinò l’assalto. I Persiani, vedendosi venire incontro di corsa il piccolo esercito, pensarono che gli Ateniesi fossero pazzi, e destinati di sicuro a morire; invece i Greci combatterono con una furia indicibile, corpo a corpo e, dopo una lunghissima, dura battaglia, riuscirono a ricacciare in mare lo sterminato esercito dei Persiani, che cercarono scampo sulle navi.
La corsa di Fidippide
Per annunziare subito ad Atene la clamorosa vittoria, l’araldo Fidippide partì di corsa dal campo di battaglia e percorse a piedi, senza mai fermarsi, i 40 chilometri che separavano Atene da Maratona. Ebbe la forza di gridare ai concittadini che gli si affollavano intorno: — Vittoria! Vittoria! — poi stramazzò al suolo, morto. In ricordo di questo avvenimento la gara di corsa su lunghe distanze, alle Olimpiadi, è detta appunto «maratona».
Domande da interrogazione
- Qual è stato il piano strategico di Milziade per affrontare l'invasione persiana?
- Quale città-stato ha fornito aiuto ad Atene durante la battaglia di Maratona?
- Che significato ha la corsa di Fidippide nella storia della battaglia di Maratona?
Milziade propose di impedire ai Persiani di addentrarsi nell'Attica, inviando l'esercito ateniese a Maratona per ricacciarli in mare prima che sbarcassero completamente, e di unire le forze delle diverse poleis contro la minaccia comune.
L'unica polis che aiutò Atene fu Platea, poiché la minaccia persiana la riguardava direttamente, mentre Sparta si astenne dall'intervenire.
Fidippide corse 40 chilometri per annunciare la vittoria ad Atene, esclamando "Vittoria!" prima di morire, e questo evento ha dato origine alla gara di corsa su lunghe distanze, nota come "maratona".