Coniugazioni
1°: are
Indicativo presente
Nella 1ps non si distingue più la vocale del tema perché si è fusa con la desinenza -o: es. am-o.
Indicativo futuro
Tema verbale + vocale tematica + suffisso temporale bo / be + desinenze.
Indicativo perfetto
Tema del perfetto + terminazioni del perfetto.
Indicativo passivo perfetto
Si forma dal tema del supino, sostituendo alle terminazioni -um le terminazioni degli aggettivi della 1 classe a 3 uscite.
Esempio: laudatus, a, um sum, es, est..
Indicativo piuccheperfetto
Si forma aggiungendo al tema del perfetto le desinenze eram, eras, erat..
Indicativo futuro anteriore
Si forma aggiungendo al tema del perfetto le terminazioni ero, eris, erit..
Participio presente
Si forma dal tema del presente + suffisso -nt + desinenze degli aggettivi della seconda classe.
Participio perfetto
Si forma a partire dal tema del supino + terminazioni in us, a, um. Si declina come un aggettivo della prima classe.
Participio futuro
Si forma a partire dal tema del supino + terminazioni -urus, -ura, -urum. Si declina come un aggettivo della prima classe.
Infinito perfetto
L'attivo: tema del perfetto + -isse (es. laudavisse).
2°: ēre
Indicativo presente
Nella 1ps la vocale del tema -ē- si abbrevia in -ĕ- perché è seguita da vocale.
Indicativo futuro
Tema verbale + vocale tematica + suffisso temporale bo / be + desinenze. È uguale al presente della 2 coniugazione.
Indicativo passivo perfetto
Esempio: caputus, a, um sum, es, est..
Indicativo piuccheperfetto
Di solito è usato per esprimere un'azione anteriore a un'altra situata nel passato.
Indicativo futuro anteriore
Di solito si usa per esprimer un'azione anteriore rispetto a un'altra situata nel futuro.
Participio presente
L'ablativo singolare ha una doppia terminazione in -i (che si usa quando il participio è usato in funzione di aggettivo) e in -e (se è usato in funzione di sostantivo o verbo).
Participio perfetto
È proprio solo dei verbi transitivi e ha valore passivo.
Participio futuro
Ha valore attivo. Va tradotto attraverso perifrasi che indichino imminenza (stare per, essere sul punto di) o predestinazione (essere destinato a).
Infinito perfetto
Il passivo: participio perfetto in accusativo + infinito esse (es. laudatum/am/um esse). Spesso esse è sottinteso.
3°: ĕre
Indicativo presente
Comprende temi verbali in consonante + vocale tematica O/E che si trasforma in U/I. Vocale tematica: o/e in alternanza apofonica. Si trova la O nella 1ps, dove si fonde con la desinenza, e nella 3pp, dove si trasforma in U per oscuramento timbrico. Si trova la E in tutti gli altri casi: rimane inalterata se è davanti a R o se non segue nessuna desinenza; negli altri casi si trasforma in I per il fenomeno di indebolimento.
Indicativo futuro
Tema verbale + suffisso -e- (-a- per la 1ps) + desinenze.
Congiuntivo presente
Tema del presente + suffisso -a + desinenze principali.
4°: ire
Indicativo presente
Comprende temi verbali in vocale i.
Indicativo futuro
Suffisso -e- (-a- per la 1ps) + desinenze. Si mantiene la i del tema.
Indicativo passivo perfetto
Il PASSIVO si forma con il participio perfetto + sum coniugato all'indicativo imperfetto: es. laudatus, a, um eram, eras..
Indicativo futuro anteriore
Il PASSIVO si forma con il participio passato + sum coniugato all'indicativo futuro: es. laudatus, a, um ero, eris, erit..
Participio presente
Funzioni e usi:
- Funzione verbale: congiunto, assoluto in ablativo.
- Funzione nominale: sostantivato, attributivo, predicativo.
Ha sempre valore attivo.
Participio perfetto
- F. verbale: usato spesso come part. congiunto.
- F. nominale.
Participio futuro
- F. verbale: tradotto con subordinata causale, temporale o finale.
- F. nominale.
Infinito futuro
Attivo: participio futuro in accusativo + esse (es. laudaturum/a,/um esse. Spesso esse è sottinteso).
Passivo: supino in attivo + infinito iri, cioè un infinito presente di forma passiva del verbo -eo=vado (es. laudatum iri).
In latino si trova solo all'interno di una subordinata infinitiva. In italiano è reso con stare per + infinito.
Congiuntivo presente: può corrispondere anche al condizionale presente in italiano.
Si forma dal tema del presente + suffisso ē + desinenze principali.
Congiuntivo imperfetto
Tema verbale del presente + suffisso -re- + desinenze principali.
Congiuntivo perfetto
Attivo: tema del perfetto + suffisso -eri- + desinenze personali.
Passivo: participio perfetto + ausiliare sum coniugato al congiuntivo presente (laudatus sim).
Ne + congiuntivo perfetto = imperativa negativa.
Congiuntivo piuccheperfetto
Attivo: tema del perfetto + suffisso -isse- + desinenze principali.
Passivo: participio perfetto + ausiliare sum coniugato al congiuntivo imperfetto (laudatus essem).
Gerundio
Si forma aggiungendo al tema del presente il suffisso -nd- e le terminazioni della seconda declinazione.
Sostantivo verbale che corrisponde alla declinazione dell'infinito. Ha sempre valore attivo. Si trova in alternanza al gerundivo nei casi genitivo e ablativo semplice quando il verbo è intransitivo.
Manca del nominativo e dell'accusativo ad + accusativo perché le funzioni di soggetto e complemento oggetto sono espresse dall'infinito.
Casi particolari:
- Genitivo + causa/gratia: valore finale.
- Genitivo: valore di specificazione.
- Dativo: valore di fine.
- Ablativo: valore di mezzo.
Gerundivo
Si forma aggiungendo al tema del presente il suffisso -nd- e le terminazioni degli aggettivi della prima classe. È usato come attributo o predicativo accompagnato da complemento oggetto. Il sostantivo assume il caso del gerundio, e il gerundivo si concorda con il sostantivo. Questo costrutto è usato sempre nel dativo (valore finale), accusativo e ablativo preceduti da preposizione; qualche volta in genitivo (anche con verbi intransitivi che di solito vogliono ablativo, es. utor, fruor..) e ablativo semplice, ma MAI quando il complemento oggetto è un pronome neutro.
Aggettivo verbale proprio di tutti i verbi transitivi. Ha valore passivo e esprime dovere.
Gerundivo al posto del gerundio: il gerundio in funzione attributiva è spesso usato per sostituire il costrutto del gerundio.
Gerundio predicativo: il gerundivo può avere funzione predicativa indipendenza da:
- Do: do.
- Mitto: mando.
- Trado: consegno.
- Relinquo: lascio.
- Curo: faccio + inf.
Se il predicato è attivo transitivo, il gerundivo svolge funzione di predicativo dell'oggetto. Se è passivo, si trova in funzione di predicativo del soggetto.
Supino
È un sostantivo verbale, di cui sopravvivono due casi:
Accusativo: terminazione in UM: ha valore di moto a luogo e esprime una proposizione finale in dipendenza da verbi di moto.
Ablativo: terminazione in U: ha funzione di limitazione.
Anche i verbi deponenti hanno il supino in um e u che si ricava dal participio perfetto (locutum-locutu da loquor).
1 Segue la declinazione dei sostantivi imparisillabi del primo gruppo e ha l'ablativo singolare in -e.
2 Segue la declinazione degli aggettivi e presenta ablativo singolare in -i.
3 I verbi che non hanno il supino nel loro paradigma (es. timeo) sono privi dell'infinito futuro, sia attivo che passivo.
4 L'accusativo (come nell'infinito futuro attivo) è dato dal fatto che questi infinito vengono usati nelle subordinate infinitive, e concordano con il soggetto, espresso in accusativo.
5 Questo suffisso è prodotto da un rotacismo di un originario -se-, conservato nel congiuntivo imperfetto di sum.
6 L'infinito presente -RE (al posto di -SE come nel verbo essere) deriva dal fenomeno del rotacismo di S intervocalica.
Paradigma
1ps indicativo presente + 2ps indicativo presente + 1ps indicativo perfetto + supino + infinito presente attivo.
Il passivo impersonale
Quando un verbo intransitivo è usato al passivo con valore impersonale all'interno di frasi prive di soggetto. Sono sempre alla 3ps e il participio, se c'è, è al genere neutro. Viene tradotto con la forma del ''si'' impersonale.
I composti di sum
Reggono per lo più il dativo, tranne absum (regge a/ab + ablativo) e insum (regge in + l'ablativo). Mancano di participio presente tranne absum (absens, absentis) e praesum (praesens, praesentis), che hanno in genere valore attributivo o sostantivato.
Verbi particolari
Peto, is, ere
=cercare di ottenere. La cosa richiesta è in accusativo e la persona a cui si chiede è espressa con un complemento di provenienza: a / ab + ablativo.
Quaero, is, ere
= chiedere per sapere. È costruito con l'accusativo della cosa e e / ex + ablativo della persona a cui si chiede.
Iubeo
La persona a cui si ordina è in accusativo e ciò che viene ordinato è rappresentato da un'infinitiva. Se non è indicata la persona, regge un'infinitiva passiva.
Impero
Regge il dativo della persona e ciò che viene ordinato viene espresso con una subordinata completiva costruita con ut/ne + congiuntivo.
Possum, potes, potui, posse
Deriva dalla perifrasi *potis-sum, cioè dall'aggettivo potis + il verbo essere =essere capaci di.
Nei tempi derivati dal tema del presente, il prefisso -pot, se è seguito da s, viene assimilato in -poss; se è seguito da vocale resta inalterato.
Manca il participio; la forma potens, potentis ha valore di solo aggettivo e deriva da un arcaico *poteo, es, ere, su cui sono costruiti anche i tempi con il tema del perfetto (potui).
Prosum, prodes, profui, prodesse
È composto dal prefisso prod- e dal verbo sum=giovare, regge il dativo. Il prefisso prod-diventa pro- se è seguito da consonante.
Fero
Presenta nel presente indicativo, imperativo, infinito e imperfetto congiuntivo forme atematiche, nelle quali le desinenze si aggiungono alla radice senza l'inserimento di vocali tematiche.
Negli altri modi e tempi si coniuga come un verbo della 3° coniugazione.
È un verbo politematico, con 3 diversi temi:
- Fer per il presente.
- Tul per il perfetto.
- Lat per il supino.
L'infinito presente ferre è il prodotto di un originario *fer-se dove si è verificato un fenomeno di assimilazione progressiva.
6 Il tema fer- deriva dall'indoeuropeo *bher=portare. Latum invece deriva, con apofonia e riduzione radicale, da un primitivo *tlatum, connesso alla radice indoeuropea *tl=portare. Il tema tul- invece deriva da una radice presente nel verbo latino tollo.
Volo
Presenta nella flessione delle forme atematiche. Presenta apofonia (alternanza vocalica) vel-(usato davanti a I e L)/vol- (usato davanti a altre vocali).
La 2ps dell'indicativo presente, vis, deriva da un'altra radice (che si trova anche in invitus).
Nolo
È formato da ne-volo.
Malo
Deriva da magis+volo.
Eo
Il tema originario è ei, che si è ridotto a e- o si è contratto in i-.
Fio, fis, factus sum, fieri
Verbo politematico (FI-FAC-FU) e semideponente.
- Le voci derivate dal presente sono ricavate dalla radice fi-; eccetto la 1ps e la 3pp, le altre voci sono atematiche.
- Quelle derivate dal tema del perfetto sono formate dal participio perfetto di facio + vb sum.
L'infinito e il participio futuro utilizzano le forme di sum (futurum esse e futurus, a, um: voci suppletive).
Manca di participio presente e gerundio (ma ha il gerundivo: faciendus, a, um).
Composti di facio
- Composti con preverbi bisillabici: escono in -facio e hanno il passivo in -fio; hanno il supino in -factum.
- Composti con preposizioni: escono in -ficio e hanno il passivo in -ficior; nel supino prendono la forma -fectum.
Edo, is, edi, esum, ere
Appartiene alla 3 coniugazione ma presenta tracce di una coniugazione atematica in alcune voci derivanti dal tema del presente: in esse la D del tema, a contatto con le desinenze, si trasforma in S.
Il participio perfetto è esus, a, um (da un originario *ed-tos).
Difettivi
Memini, isti, meminisse e odi, isti, odisse e novi, isti, novisse: sono difettivi perché mancano del tema del presente e del supino. Le forme attestate hanno valore logico o resultativo.
Coepi, isti, coeptum, coepisse: manca del presente e dei tempi da esso derivati (per i quali si usa INCI
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