Concetti Chiave
- Francisco Goya si distingue per la sua forza rivoluzionaria e il rifiuto dei modelli assoluti di bellezza, trasmettendo un messaggio di libertà espressiva.
- Il dipinto "Il sonno della ragione genera mostri" riflette l'osservazione disincantata di Goya sulla realtà, evidenziando i contrasti tra luce e ombra dopo la sua sordità.
- In "Famiglia di Carlo IV", Goya utilizza un realismo dissacrante per ritrarre la decadenza della monarchia spagnola, enfatizzando la mediocrità dei sovrani.
- "Maja desnuda" rappresenta un nudo femminile senza idealizzazione, mostrando una sensualità autentica e un grande realismo, simile a opere di Tiziano.
Francisco Goya(1746-1828), nella sua pittura emergono la forza rivoluzionaria e il rifiuto di modelli assoluti di bellezza.
-Il parasole,1777, olio su cartone, Madrid museo del Prado:
L'influenza di Tiepolo
Fa parte dei cartoni per arazzi destinati alle manifatture reali di Santa Barbara raffiguranti scene campestri e feste popolari spagnole. In questo cartone in particolare il punto di riferimento di Goya è l’ariosa pittura di Tiepolo. Si nota la libertà espressiva dall’immediatezza della stesura, priva di chiaroscuro.
-Il sonno della ragione genera mostri, 1799, Madrid:
Il sonno della ragione
Nel 1792 Goya fu colpito da una malattia che lo rese sordo, la sua pittura diventò animata da un’osservazione disincantata della realtà con forti contrasti tra luce e ombra. Questo trovò ispirazione nei Capricci (1797-99): una serie di acqueforti con tono sarcastico e aggressivo con cui l’artista denunciò la società contemporanea. Quest’opera è di chiara matrice illuministica, metafora con cui l’artista invita a non perdere il controllo dell’intelletto. Come in Fussli, anche in Goya la perdita della ragione nel momento del sogno notturno è rappresentata da apparizioni inquietanti.
-Famiglia di Carlo IV, 1800-01, olio su tela, Madrid:
Ritratto della famiglia reale
Anche questa è un’opera dissacrante e demistificante che rappresenta la monarchia spagnola, con irreverente realismo Goya mostra la decadenza, la mediocrità, dei monarchi. Per fare ciò utilizza un sapiente uso della luce, vera protagonista di molti suoi dipinti. L’unica figura in ombra è quella di Goya. Gli adulti, a sx Maria Luisa di Borbone e più a dx il re, hanno fisionomie sgraziate da cui emerge il candore di Francesco che si trova in mezzo ai due.
-Maja desnuda,1800, olio su tela Madrid:
La maja desnuda
Commissionata dal ministro M.G.Alvarez che voleva raffigurasse la sua amante Pepita Tudò. L’artista la ritrasse in una posa sensuale, nuda su un’ottomana di velluto, e seppe realizzare il suo corpo con grande realismo, senza alcuna volontà di idealizzazione e come fece Tiziano nella Venere di Urbino, anche lui non avvolse il nudo nell’aura del mito.
-Saturno che divora uno dei suoi figli,1821-23, pittura su muro trasportata su tela:
Saturno e il potere
Le pitture nere (1819-23) segnano il punto di arrivo di Goya, tra cui questo dipinto che mostra la cieca bestialità del potere che teme l’usurpazione. La tecnica pittorica si addice alla drammaticità del soggetto: il colo, toni cupi, steso a larghe e dense pennellate. La figura del dio emerge dal buio con inquietanti effetti di chiaroscuro. Il tema allude al clima repressivo della Spagna dopo il ritorno di Ferdinando VII, che costrinse l’artista a passare i suoi ultimi anni in Francia. Qua si accostò a Géricault e Delacroix, protagonisti del realismo romantico francese.
-3 maggio 1808: fucilazione alla montana del principe Pio, 1814, olio su tela:
Fucilazione del 3 maggio
Goya propose al Consiglio della reggenza di dipingere i momenti più eroici della resistenza spagnola. Ne nacquero due enormi dipinti: questo, che è il secondo, rappresenta il giorno dopo l’insurrezione del popolo madrileno contro i mamelucchi della cavalleria francese: i francesi che fucilarono, senza processo, gli spagnoli sospettati di aver preso parte alla sommossa. Goya, contrariamente all’uso tipico del tempo, descrisse due avvenimenti contemporanei. Quest’opera a cui si ispirarono Manet, Picasso viene considerato il primo manifesto contro gli orrori della guerra, rappresentato con lucida verità storica.
Il punto di massima tensione del dipinto è rappresentato dall’uomo con la camicia bianca al centro, che compie un gesto disperato ed è violentemente illuminato dalla lanterna. Forte è il contrasto creatosi tra i colori scuri degli altri personaggi e lui che da una nota chiara e luminosa. Di fronte a lui c’è il plotone dei soldati. Sembra di vedere un flash fotografico: il pittore ha fissato l’istante fuggevole che separa il momento dello sparo e la morte dell’uomo. Ma lui è solo uno tra le vittime, troviamo infatti una progressione temporale che va dal prima al dopo:il prima è l’uomo con il volto coperto, il dopo l’uomo disteso per terra senza vita (tra l’altro nella stessa posizione dell’uomo ancora vivo). La ripetitiva uniformità dei militari è in contrasto con la varietà di atteggiamenti del gruppo di partigiani. L’angoscia è enfatizzata dall’ambientazione notturna e dal contrasto tra la forte luce della lanterna e le ombre.
-Johann Heinrich Fussli, l’incubo, 1781, olio su tela, Detroit_
L'incubo di Fussli
La scena è ambientata in un buio interno moderno. Le immagini sono attinte dalla sfera onirica, pur alludendo alle passioni erotiche, rimangono prive di riferimenti razionali e leggibili. Per la prima volta un artista dipinge il proprio mondo interiore.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza del dipinto "Il sonno della ragione genera mostri" nella carriera di Goya?
- Come Goya rappresenta la monarchia spagnola nel ritratto "Famiglia di Carlo IV"?
- Qual è il significato del dipinto "Saturno che divora uno dei suoi figli"?
- In che modo "3 maggio 1808: fucilazione alla montana del principe Pio" si distingue nella rappresentazione della guerra?
- Qual è il legame tra Goya e Tiziano nella rappresentazione del nudo in "Maja desnuda"?
Questo dipinto rappresenta una svolta nella pittura di Goya, riflettendo la sua osservazione disincantata della realtà dopo la sua sordità, e invita a mantenere il controllo dell'intelletto, come evidenziato nel testo.
Goya utilizza un realismo irreverente per mostrare la decadenza e la mediocrità dei monarchi, con un sapiente uso della luce che mette in risalto le fisionomie sgraziate, come descritto nel testo.
Quest'opera simboleggia la cieca bestialità del potere e il clima repressivo della Spagna post-Ferdinando VII, utilizzando toni cupi e chiaroscuri inquietanti per enfatizzare il dramma del soggetto, come indicato nel testo.
Goya offre una rappresentazione lucida e storicamente veritiera degli orrori della guerra, fissando un momento cruciale con un forte contrasto tra il protagonista illuminato e i soldati oscuri, come descritto nel testo.
Goya, come Tiziano nella "Venere di Urbino", ritrae il nudo senza idealizzazione, mostrando il corpo di Pepita Tudò con grande realismo, come evidenziato nel testo.