Concetti Chiave
- Giolitti, al governo dal 1903 al 1914, promosse lo sviluppo economico e riforme radicali nei settori del lavoro e delle pensioni.
- Si oppose a qualsiasi opposizione contro scioperi e manifestazioni dei lavoratori per migliorare i salari, attuando una politica clientelistica.
- Il suo governo affrontò difficoltà economiche a causa della mancanza di capitali e basi solide, nonostante i miglioramenti iniziali.
- La guerra di Libia portò a conflitti interni, con i socialisti contrari alla colonizzazione e i nazionalisti a sostegno della guerra.
- Giolitti introdusse il suffragio universale per uomini di almeno 21 anni e si dimise nel 1913 a seguito della frammentazione parlamentare.
redir: https://www.skuola.net/storia-contemporanea/giolitti.html
I primi decenni della storia politica italiana ottocentesca sono stati segnati dalla figura di Giolitti, salito al governo nel 1903 e in carica sino al 1914. Giolitti si distinse subito per la sua linea di pensiero, prevalentemente fondata sullo sviluppo economico attraverso il non abbassamento dei salari e soprattutto l'introduzione di nuove norme e riforme radicali di diversi settori, in particolare quello del lavoro (femminile e minorile) e quello delle pensioni. Inoltre, si batté per la non opposizione nei confronti di scioperi e manifestazioni portate avanti dai lavoratori, al fine di aumentare i livelli salariali. Fra i suoi provvedimenti si ricordano l'introduzione della legge concernente la decentralizzazione sui servizi pubblici e l'organizzazione di un perfetto sistema burocratico mediante il quale poter attuare il suo programma senza possibilità di opposizioni.
Trovando opposizioni da entrambe le parti, destra e sinistra, Giolitti fu privo di qualsiasi alleanza: ciò gli permise di portare avanti una politica clientelistica e di favori. Tornato al governo nel 1906, in un contesto in cui l'Italia stava vivendo grandi miglioramenti dal punto di vista economico, quest'ultimo venne poco a poco a mancare, a causa di problemi legati alla mancanza di capitali e di solide basi economiche, che mostrarono non poche carenze. Giolitti si rese conto del fatto che il suo programma non godeva di grande appoggio; nel frattempo nacque anche la C.G.I.L, nonché la Confederazione Generale del Lavoro.
Nel 1909, in seguito alle elezioni, il Governo passò nelle mani di Luzzatti, il cui programma conteneva riforme quali l'incremento dell'istruzione pubblica, il suffragio universale e ilpieno controllo delle assicurazioni sulla vita. Fu riproposto nel frattempo il problema coloniale della Libia che trovava nei socialisti il blocco principale d'opposizione, sostenendo che la Nazione non avrebbe beneficiato di nulla, pur risolvendo la questione. Chi non la pensava come loro erano i membri del Fronte nazionalista, al cui comando c'era Gabriele D'Annunzio. La guerra proseguì e l'Italia dichiarò guerra agli ottomani che subirono l'attacco degli italiani, i quali arrivarono ad occupare Rodi e l'area del Dodecanneso: la fine della guerra culminò con la firma della pace di Losanna che sancì l'egemonia dell'Italia sulla Libia.
Il conflitto si protrasse per parecchio tempo e questa situazione non garantì alcun beneficio all'Italia, per cui Giolitti si sentì in dovere di far introdurre il suffragio universale mediante il quale solo gli uomini aventi ventuno anni o più potevano accedere al voto, oppure gli analfabeti che avevano compiuto almeno trenta anni. In seguito all'elevata frammentazione che il Parlamento presentò in seguito alle elezioni del 1913, Giolitti decise di dimettersi. A lui succedette Salandra.
Domande da interrogazione
- Quali furono le principali riforme introdotte da Giolitti durante il suo governo?
- Come Giolitti gestì le opposizioni politiche durante il suo mandato?
- Quali furono le conseguenze economiche della politica giolittiana?
- Quali furono gli eventi significativi legati alla guerra in Libia durante il governo di Giolitti?
Giolitti si distinse per l'introduzione di riforme radicali nei settori del lavoro, in particolare per il lavoro femminile e minorile, e per le pensioni, oltre a promuovere la decentralizzazione dei servizi pubblici e un sistema burocratico efficiente (testo).
Giolitti, privo di alleanze sia a destra che a sinistra, adottò una politica clientelistica e di favori, cercando di portare avanti il suo programma nonostante le opposizioni (testo).
Sebbene l'Italia stesse vivendo miglioramenti economici all'inizio del secondo mandato di Giolitti, la mancanza di capitali e solide basi economiche portò a carenze significative, minando il supporto al suo programma (testo).
Durante il governo di Giolitti, l'Italia dichiarò guerra agli ottomani, occupando Rodi e il Dodecanneso, culminando con la firma della pace di Losanna che sancì l'egemonia italiana sulla Libia (testo).