Concetti Chiave
- Clemente VII guadagnò il favore popolare migliorando l’amministrazione della giustizia e adottando una politica granaria per gli approvvigionamenti di Roma.
- Per risanare le finanze, il papa vendette uffici e cariche vacabili, generando debito pubblico attraverso la creazione dei Monti.
- I Monti, sia redimibili che irredimibili, offrivano interessi dal 5 al 12% e erano gestiti autonomamente dalla Camera apostolica.
- Malcontento tra la popolazione crebbe a causa della vendita di beni ecclesiastici e delle pesanti imposte necessarie per far fronte alle spese militari e ai debiti.
- Clemente VII promosse la cultura arricchendo la Biblioteca vaticana e sostenendo artisti e letterati, contribuendo a un periodo di rinascita artistica a Roma.
L'elezione di Clemente VII
Subito dopo la sua elezione Clemente vi aveva conquistato il favore popolare per i provvedimenti presi per migliorare l’amministrazione della giustizia e gli approvvigionamenti di Romae in favore dell'agricoltura adottandola saggia politica granaria prevista dalla Bulla de agricultura in districtu Urbis poi integrata da altre costituzioni. Preoccupazioni crescenti destarono le finanze dello Stato, compromesse dalla liberalità di Leone x e dalla mancanza di entrate dalla Germania,che il rigore del breve pontificato di Adriano VI non era bastato a risanare.
Le finanze dello Stato
Clemente VII cercò di aumentare le disponibilità dell’erario valendosi come i predecessori della vendita di uffici e di cariche vacabili, che cioè avevano termine con la morte del titolare, e dando origine al debito pubblico con la creazione dei Monti, cumulo di prestiti fatti allo Stato.
I Monti e il debito pubblico
I Monti erano vacabili o non vacabili cioè redimibili o irredimibili, e le loro azioni, o Luoghi di Monte da 100 scudi ciascuna davano un interesse dal 5 al 12 per cento ed erano autonomi e collegati soltanto con la Camera apostolica.
Malcontento e imposte
Fu fondato per primo nel 1526 il Monte della Fede al quale subito seguirono i Monti di Sale e Oro e del Macinato. Non mancarono di suscitare un diffuso malcontento la vendita di beni ecclesiastici con la relativa perdita di privilegi e l'imposizione di pesanti imposte necessarie per i pagamenti agli imperiali conseguenti al Sacco, per la guerra turca e per l'impresa di Firenze che era costata forse due milioni di scudi.
Clemente VII e le arti
Nella tradizione medicea Clemente VII fin dal cardinalato aveva amato circondarsi di letterati, di poeti e di artisti e la sua elezione dopo l’austero pontificato del papa fiammingo fu salutata come il ritorno all’età dell’oro dalla comunità artistica romana. Poi gli entusiasmi iniziali si raffreddarono sperimentando il rigorismo morale e l’oculato mecenatismo del pontefice.
Promozione della cultura
Nei primi anni del pontificato Clemente VII promosse la cultura e le arti, arricchì la Biblioteca vaticana di manoscritti e di libri, coltivò amichevoli rapporti con Erasmo da Rotterdam e Francesco Guicciardini, al quale affidò incarichi diplomatici e di governo, diede udienza a Niccolò Machiavelli che gli presentò gli otto libri delle /storie fiorentine e ottenne benevola considerazione per il suo progetto di una milizia nazionale. Si interessò alla riforma del calendario e si appassionò alle teorie copernicane che nel 1533 si fece spiegare da un dotto tedesco.
Mecenatismo e artisti favoriti
Favorì tra i poeti Jacopo Sannazaro, Giangiorgio Trissino e, malgrado le loro licenze, Pietro Bembo, Agnolo Fiorenzuola e perfino Pietro Aretino. Nel 1525 fece completare da Giulio Romano e da Francesco Pennila decorazione della sala di Costantino in Vaticano, aiutò Sebastiano Luciani che per il lucroso ufficio di piombatore conferitogli nel 1531 divenne noto con il nome di Sebastiano del Piombo, Giovanni da Udine, Benvenuto Cellini, che nominò incisore alla Zecca di Roma, Raffaello da Montelupo,che scolpì in pietra
il nuovo angelo di Castel Sant’ Angelo in sostituzione di quello bronzeo distrutto da un fulmine.
Domande da interrogazione
- Quali provvedimenti adottò Clemente VII per migliorare l'amministrazione della giustizia a Roma?
- Come cercò Clemente VII di risanare le finanze dello Stato?
- Quali erano le caratteristiche dei Monti istituiti da Clemente VII?
- Quali furono le conseguenze delle pesanti imposte imposte da Clemente VII?
- In che modo Clemente VII promosse la cultura e le arti durante il suo pontificato?
Clemente VII conquistò il favore popolare con provvedimenti per migliorare l'amministrazione della giustizia e gli approvvigionamenti, adottando una politica granaria saggia, come previsto dalla Bulla de agricultura in districtu Urbis.
Clemente VII tentò di aumentare le disponibilità dell'erario attraverso la vendita di uffici e cariche vacabili, creando debito pubblico con la fondazione dei Monti, che erano prestiti allo Stato.
I Monti erano vacabili o non vacabili, con azioni che davano un interesse dal 5 al 12 percento, e operavano autonomamente, collegati solo con la Camera apostolica.
Le pesanti imposte e la vendita di beni ecclesiastici suscitarono un diffuso malcontento, dovuto anche ai costi per il Sacco, la guerra turca e l'impresa di Firenze.
Clemente VII promosse la cultura arricchendo la Biblioteca vaticana, instaurando rapporti con intellettuali come Erasmo e Machiavelli, e favorendo artisti come Raffaello e Benvenuto Cellini, contribuendo così a un periodo di grande fermento culturale.