Concetti Chiave
- Carlo Goldoni nasce a Venezia nel 1707, proveniente da una famiglia borghese, e la sua formazione accademica e le esperienze giovanili influenzano profondamente la sua carriera teatrale.
- Inizia la sua carriera come "poeta comico" a Venezia, ma trova stabilità a Pisa dove scrive numerose commedie, diventando un affermato scrittore di teatro.
- Goldoni affronta rivalità con altri commediografi, come Pietro Chiari e Carlo Gozzi, e sperimenta nuove forme teatrali, cambiando spesso compagnia per preservare la sua visione artistica.
- Propone una riforma della Commedia dell'Arte, rifiutando la comicità volgare e le maschere stereotipate, per rappresentare realisticamente i caratteri umani e le loro complessità.
- Negli ultimi anni, Goldoni vive in miseria a Parigi, nonostante il successo di alcune opere, e muore nel 1793, appena quando l'assemblea francese riconosce il suo contributo al teatro.
Quali sono l'Infanzia e la Formazione di Goldoni?
Carlo Goldoni nasce a Venezia da una famiglia borghese nel 1707; il padre, Giulio, è medico ed esercita la sua professione spostandosi spesso da città in città, volendo acquisire una migliore sistemazione economica. A nove anni segue il padre a Perugia , iniziando a studiare presso un collegio di gesuiti; si sposta a Rimini, città che non gli piacque , tant ‘ è che fugge in barca e raggiunge la madre a Chioggia.Intraprende i suoi studi presso l’ università di Padova, ma la pubblicazione di una satira gli costa e l’ espulsione e il ritorno a Chioggia.Intraprese gli studi giuridici pressso l’ università di Pavia e trova lavoro presso la cancelleria comunale di Chioggia; fu un’ esperienza importante che gli diede l’ imput per la stesura delle Baruffe chiozzotte .
Inizio della Carriera Teatrale
Inizia a maturare la sua vocazione teatrale , perché alla morte del padre, finisce la sua vita da vagabondo; si laurea a Padova e decide di avviarsi alla professione di avvocato; nasce la sua vocazione teatrale , con assidue letture teatrali; in uno dei suoi viaggi, Goldoni conosce a Verona Samuele Giuseppe Imer, che lo scrittura come “poeta comico”della compagnia del teatro di S. Samuele di Venezia Avviò contro la commedia dell’ arte , la sua proposta; tuttavia, non potendo campare con il teatro, inizia a cercare qualche nuovo lavoro; costretto a fuggire da Venezia nel 1745 , fugge a Pisa, dove qui conosce i letterati dell’ arcadia; continua la sua scrittura per il teatro , cercando di avere contatti col mondo delle rappresentazioni. A Pisa conosce Girolamo Medebach, il quale fu colpito dall’ entusiasmo del giovane scrittore, impiegandolo nella sua compagnia; il contratto prevedeva la stesura di 8 commedie annue ; diventa quindi scrittore di teatro per professione.
Sfide e Rivalità Teatrali
Goldoni scrive per il mercato ; agli spettacoli il pubblico che proviene dai diversi strati sociali, paga il biglietto e il proprietario del teatro e il capocomico devono guadagnare. Goldoni lavora per la compagnia del Medebach e scrive un numero elevatissimo di commedie e per esse persegue la sua riforma. Nel 1750 , quando per la prima volta sperimentò l’ insuccesso, si presentò sul palco e s’ impegnò a scrivere per l’ anno successivo 16 commedie. Dopo queste scrive la Bottega del Caffè. È l’ anno in cui l’ autore deve affrontare la concorrenza di un altro commediografo, Pietro Chiari, che pur di ottener successo, scriveva qualsiasi cosa.
Conflitti e Innovazioni
La sfida con Chiari durò a lungo e la rivalità suscitò molte polemiche , per le quali dovette intervenire la censura ; entra dunque in conflitto con la compagnia , passando al teatro di S. Luca, il cui proprietario era Francesco Vendramin.; cerca in questo periodo di sperimentare nuove vie, nuove opere , nuove commedie che trattino trame più esotiche. Appartengono agli ultimi anni di lavoro le sue opere più mature.
Successo e Declino a Parigi
Goldoni dovette inoltre fronteggiare anche Carlo Gozzi , letterato aristocratico e conservatore che proponeva un teatro fantastico che conservava alcuni aspetti della Commedia dell’ arte; Gozzi ebbe un grande successo con le sue opere e di questo Goldoni ne fu molto dispiaciuto e , spinto da un senso d’ irrequietezza, si reca a Parigi , dove dirige la Comediè Italienne per risolvere la sua situazione; dal punto di vista degli esiti letterari , si tratta di un periodo di ripiegamento su sé stesso, dovuto anche ai pochi stimoli che il pubblico parigino, ancor più legato di quello veneziano ai modi della commedia dell’ arte ; cosi anche le commedie più belle di quest’ anni sono compromessi fra le aspettative del pubblico e le conquiste ormai affermate con la sua riforma. Intanto nel 1771 ottiene un grande successo con il Burbero Benefico; entra nella corte parigina come insegnante d’ italiano per le principessine reali con una pensione . Ormai vecchio , Goldoni muore nel 1793 a 86_ 87 anni; sono gli anni in cui la Francia affronta il periodo rivoluzionario e l’ assemblea francese bloccala sua pensione; egli visse in miseria e muore lo stesso giorno in cui l’ assemblea decreta la restituzione della sua pensione , data perché ha riconosciuto nella sua commedia un presagio per il futuro dispotismo .
Riforma della Commedia dell'Arte
Quando Goldoni intraprende il suo viaggio di poeta , la storia comica era pervasa dalla Commedia dell’ Arte , i cui attori improvvisavano le battute senza seguire la divisione del testo; nei confronti di questo teatro, Goldoni assunse atteggiamenti polemici ; il suo rifiuto riguardava principalmente la comicità ridotta ad una volgarità buffonesca , la stereotipazione delle maschera e la ripetitività delle battute degli attori ed una costruzione sgangherata degli intrecci; la Commedia dell’ Arte era in decadenza. E Goldoni si propose dunque d’ ideare una riforma. Goldoni era un autentico uomo del teatro , conosceva praticamente tutto ed abitare a Venezia, capitale del teatro italiano, lo favoriva. Come scrive nella prefazione di una delle sue opere, giustifica il suo interesse dicendo che ha studiato in soli due libri, “ Il Mondo e il Teatro”. Il Mondo è la realtà vissuta , mentre il Teatro , scena viva.
Principi della Riforma Goldoniana
Con esse, Goldoni sintetizza quelle che sono le direttive delle sua riforma: produrre testi che possono piacere al pubblico e la volontà di produrre una commedia vera, verosimile, cioè quella che rifletta realisticamente i caratteri umani che si muovono nella realtà contemporanea. Goldoni pensa che non siano utilizzabili le maschere tradizionali; la sua commedia è ispirata alla natura , vuole rappresentare i caratteri colti nella loro irripetibilità, sviscerando in tutto le loro sfaccettature. Le psicologie sono quelle rappresentate nella società , e le maschere costituiscono i tipi fissi, astrazioni fatte dagli stereotipi . Tra la maschera e il carattere c è la stessa distanza che intercorre tra la maschera e il volto; mentre il volto è estremamente vario, la maschera è rigida, una, mentre i caratteri sono infiniti nel numero, in quanto è infinito il genere degli uomini ; la commedia della riforma può essere interpretata come la commedia del carattere , rappresentante le singole individualità , non lo stereotipo.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza dell'infanzia e della formazione di Goldoni nella sua carriera teatrale?
- Come inizia la carriera teatrale di Goldoni?
- Quali sfide affronta Goldoni nella sua carriera?
- Qual è la riforma della Commedia dell'Arte proposta da Goldoni?
- Quali sono i principi fondamentali della riforma goldoniana?
L'infanzia e la formazione di Goldoni sono fondamentali per comprendere la sua vocazione teatrale. Cresciuto in una famiglia borghese e con un'educazione varia, Goldoni sviluppa un interesse per il teatro che lo porterà a scrivere opere significative, come le "Baruffe chiozzotte", ispirate alle sue esperienze giovanili.
Goldoni inizia la sua carriera teatrale dopo la morte del padre, quando decide di dedicarsi al teatro. Incontra Samuele Giuseppe Imer a Verona, che lo scrittura come "poeta comico", segnando l'inizio della sua professione nel mondo del teatro.
Goldoni affronta diverse sfide, tra cui la concorrenza di altri commediografi come Pietro Chiari e Carlo Gozzi. La sua rivalità con Chiari porta a polemiche e conflitti, ma Goldoni continua a scrivere e a cercare di innovare nel suo lavoro.
Goldoni propone una riforma della Commedia dell'Arte, criticando la sua volgarità e la ripetitività. La sua visione è quella di creare una commedia verosimile, che rappresenti realisticamente i caratteri umani e le loro sfaccettature, abbandonando le maschere tradizionali.
I principi della riforma goldoniana includono la produzione di testi che piacciano al pubblico e la rappresentazione realistica dei caratteri umani. Goldoni mira a riflettere la varietà della natura umana, superando gli stereotipi delle maschere tradizionali per dare vita a personaggi unici e complessi.