Concetti Chiave

  • La globalizzazione favorisce una forte interconnessione globale, rendendo gli spostamenti e le comunicazioni più accessibili e veloci per tutti.
  • Il concetto di economia globale permette ai paesi più forti di supportare lo sviluppo di quelli più deboli, creando posti di lavoro e riducendo la disoccupazione.
  • Le multinazionali giocano un ruolo cruciale nell'economia globale, controllando circa il 90% dell'economia mondiale e contribuendo alla diffusione della democrazia e della cultura occidentale.
  • Contrariamente alle critiche, la globalizzazione non porta alla perdita delle culture locali, ma promuove la coesione e l'integrazione dei lati positivi di ciascuna cultura.
  • La globalizzazione stimola lo sviluppo di tecnologie verdi, contribuendo a ridurre l'inquinamento e a fronteggiare le sfide ambientali.

redir: https://www.skuola.net/temi-saggi-svolti/temi/globalizzazione.html

Quali sono gli effetti della globalizzazione? Un miglioramento delle condizioni dei popoli più arretrati o, al contrario, un ulteriore arricchimento dei ricchi e impoverimento dei poveri?

La globalizzazione, detta anche mondializzazione, è l’insieme di effetti conseguenti al cambiamento di stile di vita degli ultimi anni. Effetti che – almeno a mio parere – sono positivi e indispensabili per il miglioramento della vita.
Che la globalizzazione sia portatrice di enormi benefici al mondo intero è cosa certa. Un esempio in primis è la fortissima interconnessione globale che si è venuta a creare: il mondo quindi è sempre più connesso, sempre più interdipendente. E ciò comporta notevoli vantaggi in molti campi. A cominciare dagli spostamenti: infatti viaggiare ormai dacché era un’attività riservata solo ad un èlite che poteva permettersi il lusso di andare in vacanza non al solito posto vicino casa ma in un altro paese, adesso è praticamente diventato un flusso di massa, che si sposta da un luogo all’altro attraverso gli efficientissimi ed ultratecnologici sistemi di trasporto. Per non parlare poi della continua crescita dei viaggi di lavoro. Per quanto riguarda le comunicazioni, inoltre, grazie ad Internet ormai si può usufruire gratuitamente della messaggistica istantanea o addirittura si può parlare faccia a faccia con una persona lontana utilizzando la webcam del proprio computer. Anche il sistema delle spedizioni è stato potenziato, dando così l’opportunità a chi spedisce un pacco di sapere che in pochi giorni questo sarà recapitato al destinatario, per quanto esso sia lontano. Ma se ora è più facile lo spostamento sia di merci che di persone, è inevitabile la facilità nella transazione di denaro, per la gioia di grandi e piccoli investitori, che hanno così la possibilità di investire i propri capitali anche all’estero.
Se ci immedesimiamo in un viaggiatore originario di Roma che va in una città molto lontana, ad esempio New York, ebbene, ci sentiremo a nostro agio, perché vedremo nei supermercati gli stessi prodotti e le stesse marche che possiamo trovare nella nostra città. Poi usciremo dal negozio e vedremo gli stessi cartelloni pubblicitari del Mac Donald’s, e, una volta andati nella camera d’albergo, quando accenderemo la televisione guarderemo gli stessi programmi che guardiamo di solito comodamente seduti sul divano di casa nostra.
Accanto all’aspetto degli spostamenti, quindi, se ne profila uno altrettanto importante: quello dell’economia. Con la globalizzazione nasce infatti il concetto di “economia globale”, in cui l’economia dei paesi più forti funge da carro da traino per sollevare quella dei paesi in cui questa è più debole. Inoltre, si afferma anche la figura della multinazionale, un’impresa che possiede o controlla produzioni di beni o servizi, da più parti del mondo. Infatti le multinazionali si “delocalizzano”, ovvero fondano altre sedi delle loro industrie in vari stati. Tutto ciò è un bene, infatti creandosi varie fabbriche serve un ingente numero di lavoratori, e si riduce così la disoccupazione. E nella loro potenza economica, si stima che le multinazionali controllino circa il 90% dell’economia mondiale. La loro è un’economia che influisce anche sulla politica, portando il germe della democrazia occidentale nei paesi più arretrati sotto questo punto di vista, che ospitano delle fabbriche di queste imprese. Oltre al regime politico, più in generale si può dire che esse favoriscano la diffusione della cultura occidentale, dell’American way of life. E così la cultura dei paesi più industrializzati è quella favorita dalla globalizzazione, che è responsabile anche della diffusione del patrimonio delle conoscenze umane che così, grazie all’interconnessione, può essere punto di riferimento anche per i paesi più poveri. La conoscenza del mondo che oggi è alla portata anche di un bambino è facile e immediata, assai superiore a quella che potevano costituirsi le precedenti generazioni pur con studio e fatica.
Nonostante tutti questi vantaggi, c’è una corrente di pensiero che tende a vedere il “bicchiere mezzo vuoto” della globalizzazione – anche se ritengo che in questo caso il bicchiere sia tutto pieno –. Le critiche più frequenti sono riguardo a determinati aspetti: l’interferenza dell’economia politica, il fatto che non si sa bene a cosa può portare il dominio della globalizzazione, senza quest’interdipendenza; la perdita dei costumi caratteristici di un popolo, i danni all’ambiente. In realtà, è vero proprio il contrario di queste opposizioni.
Per quanto riguarda l’interferenza delle multinazionali – a parere dei no global – troppo invadente dell’economia nella politica, ciò non è assolutamente vero. Infatti, esse, oltre a favorire la diffusione della democrazia, evitano che uno stato sia totalmente in balia di un apparato politico magari formato da funzionari corrotti o incapaci. Inoltre, più che un’“invadenza”, esse portano aiuto ai governi degli stati, perché innestando fabbriche riducono la disoccupazione.
In risposta alla seconda critica, la globalizzazione non è un fenomeno esclusivo del XXI secolo, ma esso si è verificato anche in passato, con l’ascesa dell’Impero Romano. Esso infatti, unificando sotto un unico potere moltissimi territori, attuò una sorta di globalizzazione. E, come è scritto su tutti i libri di storia, la civiltà romana è considerata la più moderna ed evoluta del tempo di allora, su tutti i punti di vista. Pertanto abbiamo già visto a quali splendidi risultati portò in passato, pur essendoci una visione limitata del mondo. Immaginiamo invece adesso, nell’età moderna, a quali immensi vantaggi si potrebbe arrivare attraverso la cooperazione degli Stati.
La perdita dei costumi caratteristici di un popolo, è soltanto uno stereotipo del tutto falso. Dice infatti Giampiero Cantoni, giornalista di “Panorama”: >. La globalizzazione quindi, non mira al predominio della cultura occidentale, ma alla coesione di tutte le culture, in particolar modo a prelevare tutti i lati positivi da ogni cultura, al fine di elaborare un modello di civiltà perfetto.
Il problema dell’ambiente è un argomento un po’ più toccante, ma ciò non significa che sia effetto della globalizzazione, la quale anzi sta diffondendo e favorendo lo sviluppo di nuove tecnologie, tra le quali ve ne sono anche alcune mirate a risolvere il problema dell’emissione di CO2; Pertanto si parlerà di “industria verde”, ovvero che non emette gas tossici nell’atmosfera.

Domande da interrogazione

  1. Quali sono i principali benefici della globalizzazione secondo il testo?
  2. La globalizzazione porta enormi benefici, come la forte interconnessione globale, la facilità negli spostamenti e nelle comunicazioni, e la creazione di un'economia globale che aiuta i paesi più deboli a crescere, grazie anche alle multinazionali che riducono la disoccupazione.

  3. In che modo la globalizzazione influisce sulla cultura dei paesi?
  4. La globalizzazione favorisce la diffusione della cultura occidentale, ma non mira al predominio di essa; piuttosto, cerca di coesistere con tutte le culture, estraendo i lati positivi da ciascuna per creare un modello di civiltà migliore.

  5. Qual è il ruolo delle multinazionali nell'economia globale?
  6. Le multinazionali sono fondamentali nell'economia globale, controllando circa il 90% dell'economia mondiale e contribuendo a ridurre la disoccupazione nei paesi in cui operano, oltre a promuovere la democrazia.

  7. Quali sono le critiche più comuni alla globalizzazione e come vengono confutate?
  8. Le critiche riguardano l'interferenza delle multinazionali nella politica, la perdita dei costumi e i danni ambientali. Tuttavia, il testo sostiene che le multinazionali favoriscono la democrazia, non c'è una perdita culturale ma una coesione, e la globalizzazione promuove tecnologie verdi.

  9. Come si confronta la globalizzazione attuale con quella del passato?
  10. La globalizzazione non è un fenomeno nuovo; esempi storici come l'Impero Romano mostrano che anche in passato si sono avuti effetti positivi dall'unificazione di territori, suggerendo che la cooperazione moderna potrebbe portare a vantaggi ancora maggiori.

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