La finanza aziendale - cenni
a. Una premessa di fondo (macroambiente di marketing)
È fondamentale tenere sotto controllo il macroambiente di marketing, il quale si riferisce all’ambiente tecnologico, sociale, politico-legislativo, economico, ecc.
L’ambiente economico nel 2022
Elementi critici positivi da considerare per favorire una costante ripresa dell’economia
- Il contrasto alla pandemia da Covid-19 (vaccinazioni e cure) rappresenta un efficace aiuto all’economia.
- Consumi, redditi e profitti sono in aumento. Il PIL, in particolare in Italia, è decisamente risalito durante il 2021. Il 2021 è stato un anno positivo per le aziende in termini di fatturato e di utili. Sono cresciuti i redditi disponibili per le famiglie, quindi sono aumentati i consumi e, l’aumento dei consumi, favorisce gli investimenti, i quali consentono di rinvigorire l’economia e permettono a tutti i settori di trarne un beneficio.
- Il risparmio (già consolidatosi nei periodi acuti della pandemia) sta crescendo, e quindi aumenta la ricchezza. Con la pandemia, infatti, non vi era possibilità di spesa; il risparmio, grazie alla pandemia, ha avuto una spinta.
- Il soddisfacimento della domanda rimasta inespressa. Le restrizioni durante il periodo pandemico non consentivano di soddisfare le esigenze della domanda.
- La solidità dei bilanci di famiglie ed imprese. I bilanci delle famiglie italiane sono quelli migliori, perché sono i meno indebitati.
- L’impatto degli shock dal lato dell’offerta (aumenti delle materie prime e dei trasporti) dovrebbe gradualmente attenuarsi.
- Il recupero nel settore dei servizi. Turismo, viaggi aerei, palestre, stabilimenti balneari, ecc. si sono ripresi.
Elementi critici negativi da considerare per favorire una costante ripresa dell’economia
- Aumento dell’inflazione. Se aumentano i prezzi, per avere equilibrio, è necessario avere anche un aumento dei salari.
- Normalizzazione della politica monetaria (con aumento dei tassi). Il mancato acquisto dei titoli di stato (tapering) comporterà delle ricadute, dei rallentamenti e degli aumenti dei tassi.
- Progressiva attenuazione dei sostegni fiscali.
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- Inflazione, Cina e rischi geopolitici. In passato la Cina ha assorbito molto delle produzioni occidentali, mentre oggi, dato che il benessere è cambiato, si dà priorità ai consumi interni.
1. La finanza aziendale (cenni)
La finanza aziendale: inquadramento
Finanza aziendale. La si sostanzia della gestione delle risorse finanziarie finalizzate agli investimenti, ai disinvestimenti ed alla ordinaria operatività d’impresa (gestione corrente).
Privilegia gli aspetti finanziari degli atti di gestione, che, unitamente agli aspetti economici e patrimoniali, concorrono alla formazione dei bilanci (d’esercizio, di cessione, di valutazione, ecc.) dell’impresa.
È l’espressione - economico/aziendale - di una specifica funzione d’impresa, strettamente interrelata con le altre classiche funzioni (produttiva, strategica, commerciale, ecc.).
Nella pratica, ogni decisione di gestione implica ricadute finanziarie, ed ogni decisione che interessa le finanze di un’impresa è definibile come corporate finance decision.
Negli anni, la finanza aziendale ha assunto caratteri di rilevanza e criticità sempre più accentuati.
Presenta una stretta interrelazione con le altre funzioni aziendali, con il marketing, le cui valutazioni, e conseguenti decisioni, sono fortemente incise dalla dimensione finanziaria.
L’obiettivo di base della finanza aziendale è la massimizzazione del valore dell’impresa. Il valore di mercato non corrisponde al valore dell’impresa (valore vero dell’impresa, che non sempre il mercato è in grado di riconoscere).
Primi principi
1. Investire in progetti finanziari che rendono con un elevato ritorno anziché il minimo rendimento (“hurdle rate”).
- L’hurdle rate dovrebbe essere maggiore per i progetti più rischiosi e riflettere il mix finanziario cui si ricorre, capitale proprio (equity) o prestiti da terzi (debt). L’hurdle rate rappresenta il tasso minimo di rendimento atteso dall’investitore per dar corso ad un finanziamento.
- I rendimenti dei progetti dovrebbero essere misurati in base ai flussi di cassa (cash flows) generati dalla gestione ed al timing di tali flussi di cassa; si dovrebbero anche considerare tanto le ricadute (side effects) positive che negative dei singoli progetti.
2. Scegliere un financial mix che minimizzi l’hurdle rate e ponga a confronto gli asset che possono essere finanziati. Possibilità di effettuare raffronti che ci indichino quale sia la soluzione migliore.
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3. Le forme tecniche di remunerazione del capitale – dividendi e/o buyback di azioni – dipenderanno dalle caratteristiche degli azionisti.
Obiettivo: massimizzare il valore dell’impresa.
Le 5 funzioni base della finanza aziendale (corporate finance)
- 1. Funzione di finanziamento, cioè la raccolta del capitale (financing: raising capital).
- 2. Funzione di gestione delle risorse (financial management).
- 3. Funzione di allocazione, ricorrendo al budget delle risorse finanziarie (capital budgeting).
- 4. Funzione di gestione del rischio (risk management).
- 5. Funzione di corporate governance (governo dell’impresa).
2. Gli attori coinvolti
Numerosi sono gli attori coinvolti nei temi di finanza aziendale. Per quanto attiene l’impresa stessa, gli attori interni coinvolti sono rappresentati:
- Dal vertice aziendale (Board = consiglio d’amministrazione e CEO = amministratore delegato).
- Dagli operatori direttamente coinvolti nella gestione finanziaria (guidati dal CFO).
- Dagli operatori afferenti ad altre funzioni aziendali, interessati dalle ricadute finanziarie dei propri spazi gestionali.
Per quanto attiene l’ambiente esterno, gli attori coinvolti sono rappresentati:
- Dai comakers legati ad ogni specifica realtà aziendale.
- Da tutti gli altri stakeholder (portatori d’interesse) come clienti, governi locali, fornitori, ecc.
- Dai potenziali soggetti interessati alle performance di ogni specifica impresa.
3. La comunicazione finanziaria e non finanziaria
La comunicazione finanziaria (cenni introduttivi)
È definibile come il sistema di relazioni, attuato mediante molteplici strumenti, che l’impresa attiva con i diversi gruppi di portatori di interessi.
Tramite la comunicazione finanziaria, gli stakeholder dell’impresa sono posti in condizione di conoscere la programmazione e gli esiti della gestione aziendale, e quindi di esercitare le prerogative specifiche del proprio ruolo (gli stakeholder apprendono in modo specifico l’evoluzione della condizione aziendale).
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I principali temi affrontati dalla comunicazione finanziaria privilegiano l’evoluzione degli aspetti reddituali, patrimoniali e finanziari dell’impresa, e di conseguenza delineano le prospettive di sviluppo dell’impresa.
Financial communication. La comunicazione finanziaria rappresenta una componente significativa dell’insieme della corporate communication. I consulenti (advisor) della corporate communication, cioè coloro che assistono l’impresa nell’impegno aziendale rappresentato dalla corporate communication, devono essere persone competenti con un’esperienza solida, in grado di gestire il rapporto con gli investitori (competenze in termini di investor relations) e che abbiano lavorato in qualche azienda quotata.
Oggi i mercati finanziari diventano sempre più internazionali, e la corporate communication ha consolidato una rete di relazioni con partner che operano nei diversi centri finanziari del mondo.
Financial PR (pubbliche relazioni finanziarie). Nella corporate communication è necessario riscontrare una profonda comprensione della finanza, così come anche una diffusa comprensione della comunicazione stessa. Questa combinazione raggiunge il suo più alto potenziale nelle pubbliche relazioni finanziarie, creando sinergie tra investor relations (IR) e public relations (PR) soprattutto per le società quotate. La reputazione di una società può essere migliorata impegnandosi attraverso azioni media proattive basate anche sull’informazione finanziaria. Le financial PR coinvolgono anche società di consulenza contraddistinte da specifici settori finanziari al loro interno, quali banche, fondi d’investimento, broker (intermediari) e società per la gestione di investimenti in capitale proprio.
Verso una comunicazione moderna
La globalizzazione, ma anche l’interconnessione facilitata dallo sviluppo di dirompenti tecnologie, ha creato un indissolubile legame tra la finanza d’impresa, le persone e i mercati (anche in termini di conoscenza), come dimostra la crisi finanziaria globale. Le aziende necessitano pertanto di un’evoluzione nel sistema di reporting e nella diffusione e condivisione delle tendenze di mercato.
Le attuali lacune di informazioni sono state a più riprese evidenziate da Banca Mondiale, FMI e altre istituzioni, che chiedono insistentemente una maggiore attenzione su aspetti critici quali i rischi d’impresa e lo sviluppo atteso.
La comunicazione non finanziaria (cenni introduttivi)
Analogamente alla comunicazione finanziaria, è rappresentata dal sistema di relazioni che l’impresa progetta e attiva con i propri stakeholder per condividere informazioni (dati, notizie, ecc.) di carattere non economico-finanziario.
Negli ultimi anni, tanto la cultura aziendale, quanto l’ambiente esterno (politico/legislativo) hanno impresso un’accelerazione allo sviluppo di questa particolare area di attività, anche in virtù dei mutamenti che hanno interessato i molteplici ambienti nei quali le imprese si ritrovano ad operare. La comunicazione non finanziaria è sicuramente l’esito dei cambiamenti avvenuti nel macroambiente di marketing.
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Tra gli input normativi, la Direttiva 2014/95/UE, è stata emanata per delineare le modalità di pubblicazione delle informazioni non finanziarie da parte delle imprese, contribuendo a diffondere una maggior fruibilità e comparabilità delle performance non finanziarie (rispetto diritti umani, tutela ambiente, ecc.) da parte degli stakeholder aziendali.
L’obiettivo della direttiva è anche quello di consolidare la fiducia tra le imprese, le persone (i cittadini) e le organizzazioni finanziarie, pubbliche, di categoria, ecc. La fiducia è un contributo fondamentale alla decisione d’acquisto (ben visibile nel rapporto azienda-consumatore).
Uno studio recente di KPMG (2020) ha evidenziato che, in Italia, sono 200 le dichiarazioni non finanziarie pubblicate con riferimento all’esercizio 2019; 147 di queste sono ascrivibili a società quotate, 40 a banche, assicurazioni non quotate ed emittenti su mercati europei regolamentati, e 13 sono documenti pubblicati in via volontaria (aziende di produzione).
Verso una comunicazione moderna
È quindi necessario ricorrere ad un reporting per migliorare la gestione, le responsabilità ma anche la fiducia, nonché per trarre vantaggio dal flusso di informazioni e dalla trasparenza della gestione (d’impresa) che la tecnologia ha determinato nel mondo attuale.
Disporre di informazioni utili alla gestione così come garantire agli investitori le notizie di cui hanno bisogno per prendere decisioni (sull’allocazione dei loro capitali) faciliterà rendimenti più performanti degli investimenti a lungo termine (valutazione positiva degli investitori, che creerà fiducia e faciliterà la concessione di credito).
Comunicazione moderna significa parlare di alcuni strumenti:
- Bilancio integrato: informazioni non solo economico-patrimoniali-finanziarie.
Alle imprese, una moderna comunicazione impone di non limitarsi alla diffusione di informazioni soltanto economiche-patrimoniali-finanziarie, ma anche di illustrare aspetti legati alla dimensione dell’offerta (ambiti, profondità, ecc.), ai mercati di sbocco, allo sviluppo dei prodotti, al sistema organizzativo, ecc. (sono tutti aspetti aziendali, nel senso di gestione).
L’elemento di novità del bilancio integrato rispetto al bilancio di sostenibilità risiede nella possibilità di esplicitare il legame tra la strategia, le performance finanziarie ed il contesto sociale, ambientale ed economico all'interno del quale opera l'organizzazione.
Lo strumento a cui si dà particolare importanza è:
- Report integrato.
Recentemente, in Italia un decreto (254/2016) ha introdotto l’obbligo, per ora solo alle grandi imprese quotate, di diffondere una relazione non finanziaria annuale sulle policy ambientali, sociali e di governance (es. informazioni su uso 5 di risorse energetiche e idriche, emissioni di gas serra e inquinanti, impatti dell’attività su ambiente, salute e sicurezza, aspetti sociali e connessi alla gestione del personale, rispetto dei diritti umani, lotta contro la corruzione).
Si tratta di uno strumento fondamentale nel marketing, che contribuisce a rafforzare il ruolo dei marketer, i quali devono contribuire a redigerlo (un esempio importante da prendere in considerazione, per quanto riguarda il report integrato, è l’azienda danese Novo Nordisk e anche NovoZymes, che sono i più grandi produttori mondiali di farmaci per il diabete e sono stati i primi a redigere un report integrato).
I mercati finanziari
La globalizzazione economica
A partire dagli anni ’80 il graduale, ma irreversibile processo di globalizzazione ha portato le imprese dei settori più disparati a fondersi in entità sempre più grandi al fine di sopravvivere sul mercato globale.
Per crescere un’impresa ha due alternative: linee interne (ampliamento capacità produttiva, aumento presenza sul mercato, aumento quota) o linee esterne (acquisizione di aziende già presenti che hanno già una quota di mercato e portarle all’interno della realtà del gruppo aziendale, ad esempio tramite fusioni o acquisizioni).
Evoluzioni recenti (nazionali)
Nel 2021 l’operazione più importante (e piuttosto complessa) ha coinvolto: Intesa Sanpaolo, Ubi Banca e BPER.
L’operazione si è così strutturata:
- Un’OPAS (offerta di pubblico acquisto e scambio) lanciata da Banca Intesa sulle azioni UBI. Lo scambio consisteva in azioni in cambio di altre azioni.
- Successiva cessione a BPER di circa 500 filiali ex-UBI.
- Successiva fusione (per incorporazione) tra Intesa Sanpaolo (incorporante) e UBI (incorporata).
La globalizzazione non risparmia i mercati finanziari
I media italiani spesso parlano di fusione tra Borsa Italiana e Borsa di Londra (2007), in realtà Borsa Italiana è stata acquistata da LSE Group. Tra TMX e LSE, invece, c’è una partnership.
Si pensava ad una fusione anche tra Francoforte e Wall Street. Fusione bocciata dalla Commissione Europea (e nel 2016 fusione Londra/Francoforte).
Nel 2019 LSEG (London Stock Exchange Group) ha annunciato di aver raggiunto un accordo di fusione con Refinitiv, società di proprietà del fondo di private equity americano Blackstone e del gruppo canadese Thomson Renters, che avrebbero acquisito rilevanti partecipazioni nel capitale di LSG e quindi, indirettamente, di Borsa Italiana.
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Nel giugno 2020 la Commissione Europea ha sospeso l’approvazione di questa fusione alla luce di aspetti di antitrust. Per ottenere l’approvazione della fusione da parte della Commissione, LSEG ha deliberato la cessione dell’intera partecipazione nel gruppo Borsa Italiana.
Ad ottobre 2020 LSEG ha raggiunto l’accordo per cedere Borsa Italiana a Euronext (4,32 miliardi di €), holding di diritto olandese che riunisce già le borse di Parigi, Amsterdam e Bruxelles, contestualmente, all’ingresso nel capitale di Euronext da parte di CDF Equity (con una quota in linea con quella della CDC francese) e Intesa Sanpaolo.
Mercati finanziari: flusso circolare
I mercati finanziari, unitamente ai mercati del lavoro, garantiscono le risorse necessarie alle imprese per realizzare le loro produzioni e quindi, realizzare prodotti destinati al mercato dei beni (mercati classici commerciali), dove gli acquisti (beni e servizi) consentiranno atti di consumo da parte delle famiglie, le quali a loro volta garantiranno lavoro e, con i risparmi, potranno alimentare i mercati finanziari. Si tratta di un flusso circolare virtuoso.
Definizione di sistema finanziario
Il sistema finanziario è costituito dall’insieme:
- Dei mercati finanziari.
- Dei soggetti (investitori, trader, imprese, autorità di regolazione, ecc.).
- Degli strumenti (azioni, derivati, obbligazioni, futures, ecc.).
- Delle regole di contrattazione e di scambio degli strumenti tra i soggetti coinvolti (aste contrattazioni continue, ecc.).
Il sistema finanziario favorisce il trasferimento di mezzi finanziari da soggetti in surplus finanziario a soggetti in deficit finanziario.
I mercati finanziari
I mercati finanziari sono strutture costituite da più soggetti (istituzioni creditizie e/o finanziarie, investitori, intermediari, agenti, broker, ecc.). Le persone, le imprese e le istituzioni che operano nei mercati finanziari sono legate da contratti, vincoli e reti di comunicazione che danno vita a strutture formalizzate.
I mercati finanziari sono in grado di consentire all’economia, specializzata e interdipendente, numerosi servizi (finanziari), tra cui la collocazione temporale, la distribuzione e diversificazione del rischio, la gestione delle transazioni, l’applicazione degli accordi contrattuali e la gestione finanziaria.
Il mercato finanziario è diviso tra inv
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