Concetti Chiave
- La canzonetta "Se li arbori sapesser favellare" celebra la bellezza della donna amata tramite l'uso di iperboli evocative.
- Leonardo Giustinian, nativo di una nobile famiglia veneziana, ricoprì ruoli di rilievo politico, diventando capo del Consiglio dei Dieci e Procuratore di San Marco.
- La sua produzione letteraria comprende 27 strambotti amorosi e canzonette, che si diffusero oltre il Veneto, creando il genere poetico "giustiniane".
- Il linguaggio delle opere di Giustinian è veneziano, ma con un'italianizzazione che ne favorisce la comprensibilità, caratterizzato da semplicità e grazia.
- In età adulta, scrisse Laudi di ispirazione cristiana, influenzato dal fratello Lorenzo, avvicinandosi allo stile di San Francesco e Jacopone di Todi.
Indice
La bellezza in poesia
Se li arbori sapesser favellare,
E le lor foglie fusseno le lengue,
L'inchiostro fusse l'acqua dello mare,
La terra fusse carta e l'erbe penne
Le tue bellezze non potria contare.
Quando nascesti gli angioli ci venne,
Quando nascesti, colorito giglio,
Tutti li santi furno a quel consiglio.
Dal punto di vista metrico, si tratta di una canzonetta di otto versi, endecasillabi Lo schema è: AB AC AC DD. Il tema è la celebrazione della bellezza della donna amat, facendo leva su numerose iperboli.
Se gli alberi potessero parlare
E se le foglie fossero le loro lingue,
se l’inchiostro fosse [abbondante] come l’acqua del mare,
e la terra fosse un foglio su cui scrivere, e l’erba fossero le penne,
non sarei in grado di raccontare tutte le tue bellezze.
Quando sei nata, accorsero gli angeli;
quando nascesti, o giglio colorato,
tutti i santi furono presenti alla riunione in cui fu decisa la tua nascita
[= Tutti concorsero a fare della donna amata una meraviglia di bellezza]
Leonardo Giustinian e la sua carriera
Leonardo Giustinian apparteneva ad una nobile famiglia di Venezia, che deteneva il potere della città e in cui nacque fra il 1381 e il 1384. Ricoprì numerose cariche politiche che lo condussero ai più alti gradi della vita pubblica della Serenissima. Infatti, nel 1443, lo troviamo a capo del Consiglio dei Dieci e poco dopo fu eletto Procuratore di San Marco. Aveva una formazione molto colta e conosceva alla perfezione la lingua latina e la lingua greca. Da vero umanista, in una ricchissima biblioteca raccolse numerosi testi classici provenienti da Costantinopoli, da Cipro e da Firenze. Morì a Venezia nel 1446
Produzione letteraria e influenza
La sua produzione letteraria, che gli valse una certa fama, deriva dalle poesie popolari che compose in gran numero e che egli stesso era solito musicare. In tutto, compose 27 strambotti di argomento amoroso e molte canzonette. La fortuna di queste composizioni fu talmente tanta che si diffusero ben presto oltre il veneto e dettero origine ad un genere di poesia che da lui presero il nome di “giustiniane”.
Il linguaggio adoperato è sostanzialmente veneziano, ma ripulito di termini troppo dialettali per cui, nell’insieme risulta essere italianizzato.
Spesso gli strambotti si caratterizza per una certa semplicità, grazia e leggiadria.
In età adulta Giustinian scrisse anche della Laudi, di ispirazione cristiana, forse spinto dall’influenza del fratello Lorenzo che era vescovo. Nelle Laudi, lo scrittore si avvicina alle opere di San Francesco e di Jacopone di Todi, di cui egli imita la semplicità.
La sua opere cominciò ad essere trascurata nel Cinquecento, quando il toscano veniva considerata la base dell’italiano letterario.
Lingua e tradizione dialettale
Occorre precisare che nel Quattrocento, al di sotto della letteratura scritta in lingua italiana si è sviluppata anche una produzione dialettale delle varie regioni. Questa tradizione dialettale, per quanto poco appariscente, darà i suoi frutti specialmente nell’Ottocento.
Domande da interrogazione
- Qual è il tema principale della poesia di Giustinian?
- Quali cariche politiche ha ricoperto Leonardo Giustinian?
- Qual è l'importanza della produzione letteraria di Giustinian?
- Come si caratterizza il linguaggio utilizzato da Giustinian nelle sue opere?
Il tema principale è la celebrazione della bellezza della donna amata, espressa attraverso numerose iperboli e un linguaggio ricco e suggestivo.
Giustinian ha ricoperto numerose cariche politiche, tra cui quella di capo del Consiglio dei Dieci e Procuratore di San Marco, evidenziando il suo ruolo di rilievo nella vita pubblica della Serenissima.
La produzione letteraria di Giustinian, composta principalmente da poesie popolari e canzonette, ha avuto un grande impatto, dando origine a un genere di poesia noto come “giustiniane” che si diffuse oltre il Veneto.
Il linguaggio di Giustinian è sostanzialmente veneziano, ma è stato ripulito da termini troppo dialettali, risultando così italianizzato e accessibile a un pubblico più ampio.