Concetti Chiave
- Domenico Giovanni, noto come Burchiello, era uno scrittore fiorentino del XV secolo, barbiere di professione e partecipe della vita culturale della sua città.
- La sua poesia, espressione della cultura popolare fiorentina, è caratterizzata da accostamenti di immagini e concetti discordanti, creando un effetto di sorpresa nel lettore.
- Il soprannome “Burchiello” si riferisce alla sua produzione poetica, che presenta versi ammassati alla rinfusa, in analogia con la piccola barca chiamata "burchia".
- I critici interpretano i suoi componimenti come un'anticipazione del surrealismo, sottolineando la loro irrazionalità e il rifiuto delle convenzioni poetiche tradizionali.
- Secondo il critico De Robertis, la poesia di Burchiello riflette la realtà quotidiana di Firenze nel Quattrocento, evidenziando una vita frenetica e senza ordine.
Indice
Qual è la vita e carriera di Domenico Giovanni?
Domenico Giovanni, o forse di Giovanni, è uno scrittore fiorentino vissuto nella prima metà del XV secolo; nato da una famiglia di umili origini e fino alla morte, condusse una vita di modesta. Faceva il barbiere e nella sua bottega, situata in via di Calimala a Firenze, erano soliti ritrovarsi poeti e pittori (fra questi anche Leon Battista Alberti). A quel tempo erano frequenti le tenzoni poetiche e gli scambi di componimenti in versi alla moda del Burchiello, iniziativa che suscitò molto l’interesse negli scrittori a cui contemporanei. Dal punto di vista politico, egli era contrario ai Medici. Per questo motivo, quando nel 1534 Cosimo riprese il governo di Firenze, egli abbandonò la città per rifugiarsi a Siena; qui condusse una vita talmente sregolata, da conoscere anche la prigione. Circa 10 anni più tardi, lo ritroviamo a Roma dove continua ad esercitare l’attività di barbiere e dove muore all’età 45 anni.
Produzione Poetica e Stile del Burchiello
La sua produzione (una raccolta di rime) si colloca all’interno della corrente realistico-giocosa, espressione della cultura popolare fiorentina e pertanto antipetrarchista. Il soprannome di Burchiello gli fu dato, probabilmente dai suoi contemporanei. La burchia è una piccola barca e venivano chiamati “alla burchia” (= alla rinfusa) i versi che ammassavano alla rinfusa immagini, concetti discordanti e privi di nessi logici fra di loro. Fra l’altro, nella Francia del XII secolo esisteva il modello di “vers batelés”, ossia di versi ammucchiati alla rinfusa, senza alcun ordine. Questo epiteto ci rende l’idea della caratteristica della produzione poetica del Burchiello: componimenti in cui sono presenti accostamenti di termini e di immagini imprevedibili e arbitrari e di cose le più eterogenee che si possano immaginare, arrivando così a creare nel lettore stupore e delle immagini con una forte spettacolarità.Come forma poetica, Burchiello adopera il sonetto caudato, ossia il tradizionale sonetto a cui si aggiunge, in coda, un’altra terzina.
Interpretazioni Critiche e Influenze
La maggior parte dei componimenti sono incomprensibili. Probabilmente, racchiudono allusioni o riferimenti a persone o a fatti del tempo di cui, però, non abbiamo più traccia. I critici letterari hanno cercato di dare un’interpretazione e ne sono uscite delle ipotesi molto fantasiose. C’è addirittura chi ha sostenuto che la forma del Burchiello di opposizione al petrarchismo imperante, sia un’anticipazione del surrealismo del XX secolo. Altri, più concretamente, sostengono che la fonte di ispirazione che sta alle radici di questa poetica delle cose si ritrovi nei libri delle gabelle e nei mercati del tempo. Sta di fatto che le caratteristiche degli scritti del Burchiello restano l’irrazionalità, l’assurdo, incongruenza, il rifiuto dell’equilibrio del linguaggio della poesia tradizionale e l’interesse verso termini mitologici, scientifici, popolari, storici, biblici e luoghi comuni in un generale guazzabuglio, slegati da ogni preoccupazione di dare un senso al discorso.
Poesia: Nominativi fritti e mappamondi
Nominativi fritti e mappamondi
e l’arca di Noé fra due colonne
cantavan tutti chirïeleisonne [canto religioso per chiedere perdono a Dio]
per l’influenza de’ taglier mal tondi [piatti non perfettamente rotondi, fatti male]
La Luna mi dicea:”Ché non rispondi?”
E io risposi:”Io temo di Giasonne, [forma popolare di Giasone, l’ero mitologico che conquistò il vello d’oro]
però ch’io odo che ‘l diaquilonne [il diachilo, una sorta di decotto miracoloso]
è buona cosa a fare i capei biondi.”
Analisi Sociologica di De Robertis
Il critico D. De Robertis fornisce dei componimenti del Burchiello un’interpretazione sociologica: essi rappresenterebbero la realtà quotidiana della Firenze della prima metà del Quattrocento: i trasporti, le attività commerciali, gli inventari, l’incalzare delle cose e degli eventi senza alcun ordine
Domande da interrogazione
- Chi era Domenico Giovanni e quale fu il suo contesto sociale?
- Qual è lo stile poetico del Burchiello e quali sono le sue caratteristiche distintive?
- Quali sono le difficoltà nell'interpretare i componimenti del Burchiello?
- In che modo la poesia del Burchiello si differenzia dal petrarchismo?
- Qual è l'interpretazione sociologica proposta da De Robertis riguardo ai componimenti del Burchiello?
Domenico Giovanni, noto anche come Burchiello, era uno scrittore fiorentino del XV secolo, proveniente da una famiglia umile. Lavorava come barbiere a Firenze, dove frequentava poeti e pittori, e si oppose politicamente ai Medici, rifugiandosi a Siena e poi a Roma.
La produzione poetica del Burchiello si colloca nella corrente realistico-giocosa, caratterizzata da accostamenti di immagini e concetti discordanti. Utilizzava il sonetto caudato, creando componimenti sorprendenti e spettacolari, privi di logica apparente.
I componimenti del Burchiello sono spesso incomprensibili e contengono allusioni a eventi e persone del suo tempo, di cui non abbiamo traccia. Questo ha portato a interpretazioni fantasiose da parte dei critici, che vedono in essi anticipazioni del surrealismo o riflessi della vita quotidiana fiorentina.
La poesia del Burchiello si oppone al petrarchismo, rifiutando l'equilibrio e la razionalità del linguaggio tradizionale. Essa abbraccia l'irrazionalità e l'assurdo, utilizzando un linguaggio variegato che include termini mitologici, scientifici e popolari.
De Robertis interpreta i componimenti del Burchiello come una rappresentazione della realtà quotidiana di Firenze nel Quattrocento, evidenziando il caos e l'incalzare degli eventi e delle attività commerciali, senza un ordine apparente.