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Filosofia

Premessa

Il periodo che va dalla civiltà umanistico-rinascimentale all’Illuminismo è il periodo che viene chiamato della modernità; in effetti cadono quelle che sono la visione del mondo, le idee e la cultura del Medioevo; la nuova cultura e la visione del mondo del periodo moderno si pone in contrasto con le idee del Medioevo.

La modernità è uno dei momenti fondamentali, perché si costituisce il nuovo, e molte cose sono importanti tuttora; alcune di queste innovazioni le abbiamo già studiate: la concezione dell’universo aristotelico-tolemaico, la rivoluzione scientifica, l’idea di progresso (un’idea relativamente nuova, nata nell’età moderna: un cammino dell’umanità che

raggiunge traguardi sempre più importanti), la moderna idea di libertà, l’idea di tolleranza (che è un’idea che si fa strada in questo periodo).

Il problema politico

Tra le varie innovazioni, abbiamo anche quello che viene definito il problema politico:

Si vuole cercare di dare nuove basi alla sovranità; si vuole giustificare in modo diverso dal Medioevo la sovranità. Oltre a cercare nuove basi, si vogliono cercare nuovi rapporti tra cittadino e Stato, nuovi compiti dello Stato. Tutti questi problemi sono posti da tutti i filosofi di questo periodo.

Il giusnaturalismo

La teoria, la dottrina che in modo particolare si è interessata a questo problema è il giusnaturalismo:

Questa non è una dottrina nuova, ma adesso viene riproposta all’inizio del ’600 da un filosofo: Ugo Grozio, che era un olandese.

A questa dottrina sono annoverati tutta una serie di autori e filosofi (Locke, Spinoza, …), i quali hanno ognuno una concezione diversa, e ognuno basa le proprie riflessioni su basi diverse; tuttavia, hanno dei punti in comune; quello che caratterizza la loro riflessione è il metodo deduttivo: partono da alcune premesse e rigorosamente arrivano a determinate conclusioni;

Quindi, ciò che accomuna tutti, nonostante la diversità delle conclusioni, è il metodo fortemente deduttivo, e la ricerca nel fondare lo Stato su basi razionali (escludendo Dio).

Hobbes e Locke

Hobbes e Locke: questi autori sono entrambi inglesi; il primo è nato e vissuto alla fine del ’500, ed è morto prima che si compisse la seconda rivoluzione inglese; entrambi sono vissuti nell’Inghilterra del ’600, e sappiamo che questo secolo è importante, perché con le rivoluzioni l’Inghilterra è pervenuta allo Stato liberale;

Quindi, Hobbes, vivendo a contatto con le rivoluzioni, con i problemi dello Stato e del Parlamento, si è fatto una certa idea sull’uomo.

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Sintesi

Il giusnaturalismo

Il periodo compreso tra la civiltà umanistico-rinascimentale e l’illuminismo è il periodo che viene chiamato della modernità; in effetti crollano la visione del mondo, le idee e la cultura del Medioevo; la nuova cultura e la visione del mondo del periodo moderno si pone in contrasto con le idee del Medioevo. La modernità è uno dei momenti fondamentali, perché si costituisce il nuovo e molte cose sono importanti tuttora; ecco alcune di queste principali innovazioni: la concezione dell’universo aristotelico-tolemaico, la rivoluzione scientifica, l’idea di progresso (un'idea relativamente nuova, nata nell’età moderna, un cammino dell’umanità che raggiunge traguardi sempre più importanti), la moderna idea di libertà, l’idea di tolleranza (un'idea che si afferma in questo periodo).

In questo arco temporale si afferma anche il problema politico; si vuole cercare di dare nuove basi alla sovranità; si vuole giustificare in modo diverso dal Medioevo la sovranità. Oltre a cercare nuove basi, si vogliono porre le basi per nuovi rapporti tra cittadino e Stato, nuovi compiti dello Stato. La teoria, la dottrina che in modo particolare si è interessata a questo problema è il giusnaturalismo: essa non è una dottrina nuova, ma viene riproposta all’inizio del 1600 da un filosofo olandese, Ugo Grozio.

Fanno parte di questa corrente filosofica tutta una serie di autori e filosofi, come Locke, Spinoza, i cui pensieri filosofici sono differenti, ma presentano alcuni punti in comune, come il metodo deduttivo: partono da alcune premesse e rigorosamente arrivano a determinate conclusioni; inoltre i filosofi di questo periodo cercano di fondare lo Stato su basi razionali (escludendo Dio). Vanno ricordati a tal proposito Hobbes e Locke, vissuti in periodi differenti. Hobbes può essere definito come il filosofo che ha vissuto nel periodo delle grandi rivoluzioni, dei grandi cambiamenti in seno all'apparato statale e nel Parlamento inglese, Locke invece ha vissuto nel periodo in cui si affermò lo Stato liberale in Inghilterra.

Hobbes afferma che lo Stato ideale sia lo Stato assoluto, mentre Locke invece sostiene che lo Stato per eccellenza migliore sia lo Stato liberale.

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