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Concetti Chiave

  • Un uomo d'azione e pensiero, l'Apostata cercò di ripristinare le antiche virtù civili abbandonando il cristianesimo per il paganesimo.
  • Le sue riforme militari inclusero un attacco all'impero sasanide, ma si conclusero con una sconfitta e la sua morte nel 363.
  • I successori dell'Apostata revocarono le sue leggi per evitare tensioni con i cristiani, stipulando una pace con i Persiani.
  • L'editto di Tessalonica dichiarò il cristianesimo come unica religione dell'impero, portando a persecuzioni dei pagani e a un aumento del potere della chiesa.
  • L'integrazione culturale tra Romani e barbari si manifestò attraverso accordi con i Visigoti e la formazione di coppie miste, evidenziando una fusione culturale.

Un uomo d'azione e pensiero

Era un provinciale molto istruito in letteratura e filosofia greca e latina, era un uomo d’azione e di pensiero e ammirava Marco Aurelio. Abbandonò la religione cristiana per quella pagana per far rivivere antiche virtù civili e per questo fu definito l’Apostata.

Smantellò la precedente corte e la riempi di suoi uomini colti e fidati in modo graduale escludendo dal potere la vecchia classe dirigente cristiana. Viveva in maniera frugale e aveva una moralità integerrima e si definiva il primo dei magistrati.

Riforme e conflitti militari

Progettò anche di riaffermare il potere di Roma che era ormai perduto e decise quindi di attaccare l’impero sasanide che nessun condottiero era mai riuscito a sconfiggere. A Ctesifonte però fu messo in difficoltà dalla guerriglia dei nemici e fu costretto a ritirarsi. Morì colpito da una freccia nel 363 proprio in quella battaglia.

I suoi successori revocarono le sue leggi per evitare tensioni con i cristiani.

Le truppe nominarono Gioviano come nuovo imperatore che stabilì pace con i Persiani cedendogli alcuni territori.

Alla parte orientale c’era Valente e a occidente suo fratello Valentiniano a cui succedette Graziano.

Gli Unni, una popolazione nomade che stava formando un impero nell’Europa orientale, faceva pressione sui confini orientali. Attorno al 375 i Visigoti chiesero addirittura di essere ammessi nel loro territorio.

Valente decise che i Visigoti potevano stanziarsi nel territorio imperiale per metterli come esercito respingere gli Unni ma non fu così. Quest’ultimi saccheggiarono molte città balcaniche e Valente decise di affrontarli ad Adrianopoli nel 378: l’esercito romano fu totalmente sconfitto e l’imperatore ucciso.

Dopo ciò lo stato che era ormai in piena crisi socio economica non poteva più riuscire a sottomettere i Visigoti.

Crisi e integrazione culturale

Era di origine spagnola e cercò un accordo con i Visigoti poiché molti barbari erano residenti a Roma. I Visigoti accettarono la pace e insediarono le province sul Danubio. Da un lato l’impero con eserciti speciali scongiurava i conflitti ma dall’altro la classe dirigente si consegnava in mano dei soldati stranieri. Questo provvedimento fece immaginare una vera integrazione tra la cultura romana e quella barbara poiché molte coppie erano miste.

Religione e potere politico

Teodosio e Graziano pubblicarono l’editto di Tessalonica che ammetteva il cristianesimo come unica religione dell’impero: da ciò furono aboliti i giochi olimpici poiché erano fatti in onore di Zeus e vennero vietati ogni sacrificio e conquistati i templi. I pagani iniziarono quindi ad essere perseguitati. Il potere era quindi ceduto alla chiesa cristiana e il potere della chiesa era fondamentale per l’imperatore infatti nel 390 i cittadini si ribellarono alle leggi e il vescovo di Milano Ambrogio, che aveva visto l’imperatore massacrare il popolo, lo escluse dai sacramenti e lo obbligò a fare pubblica penitenza umiliandosi così davanti al vescovo.

Anche i nobili romani si ribellarono a queste leggi nel 392 e posero sul trono d’Occidente Eugenio, infatti Graziano era morto nel 383 ma Teodosio che deteneva entrambe le corone, non accettò questa elezione spontanea del popolo e ciò produsse una guerra che si concluse nel 394 sul fiume Frigido con la morte di Eugenio.

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Domande da interrogazione

  1. Chi era l'Apostata e quali erano le sue convinzioni?
  2. L'Apostata era un provinciale colto che abbandonò il cristianesimo per il paganesimo, cercando di far rivivere le antiche virtù civili, come evidenziato nel testo.

  3. Quali furono le conseguenze delle riforme militari e delle guerre intraprese?
  4. Le riforme militari portarono a conflitti con i Sasanidi e i Visigoti, culminando in sconfitte romane significative, come quella di Adrianopoli nel 378, che evidenziò la crisi dell'impero.

  5. Come si manifestò l'integrazione culturale tra Romani e barbari?
  6. L'integrazione culturale si evidenziò attraverso l'accordo con i Visigoti e la formazione di coppie miste, mentre l'impero cercava di mantenere la pace con le popolazioni barbariche residenti.

  7. Quale ruolo ebbe la religione cristiana nel potere politico dell'impero?
  8. La religione cristiana divenne l'unica religione dell'impero con l'editto di Tessalonica, portando a persecuzioni dei pagani e a un significativo potere della chiesa, come dimostrato dal conflitto tra l'imperatore e il vescovo Ambrogio.

  9. Quali furono le ripercussioni della ribellione dei nobili romani nel 392?
  10. La ribellione dei nobili portò all'elezione di Eugenio come imperatore d'Occidente, ma la sua elezione fu contestata da Teodosio, causando una guerra che si concluse con la sua morte nel 394.

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