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Concetti Chiave

  • Giuliano l'Apostata, imperatore dal 360 al 363, è noto per il suo tentativo di frenare l'espansione del cristianesimo e ripristinare i culti pagani.
  • La sua formazione è stata influenzata da maestri di rango che hanno alimentato la sua passione per la letteratura classica greca e i culti pagani.
  • A 24 anni, ha dimostrato abilità militari significative pacificando la Gallia e sconfiggendo gli Alemani a Strasburgo.
  • Durante il suo regno, ha proclamato la libertà di culto, abolito i privilegi del clero cristiano e promosso il culto degli ebrei.
  • Le opinioni su Giuliano variano ampiamente tra autori pagani e cristiani, riflettendo le tensioni religiose del suo tempo.

Giuliano l'Apostata e il cristianesimo

Imperatore dal 360 al 363, Giuliano l’Apostata è passato alla storia per aver tentato di frenare l’espansione del cristianesimo e ripristinare i culti pagani.

Egli è stato l’ultimo imperatore pagano dell’Antichità. Per ironia della sorte, proprio l’ultimo discendente di Costantino I che con il suo Editto di Milano del 313 aveva aperto la strada alla diffusione del Cristianesimo.

Formazione e influenze culturali

Dopo un’infanzia vissuta nel terrore a cause di numerose tensioni familiari, egli ebbe dei maestri di rango che alimentarono in lui la passione per la letteratura classica greca e da cui imparò anche a rifugiarsi nell’universo dei miti e dei culti pagani e della letteratura greca classica. Inviato dall’imperatore Costanzo in Cappadocia, qui gli fu imposto lo studio dell’Antico e del Nuovo Testamento ed ebbe come maestro il vescovo ariani di Alessandria d’Egitto che però gli permise anche di leggere testi di autori non cristiani che egli conservava nella su ricchissima biblioteca. Già a20 anni era solito presentarsi in pubblico senza quell’alterigia che aveva sempre caratterizzato i personaggi di alto rango e comunque era sempre seguito dai suoi maestri,prevalentemente non cristiani.

Comunque in oriente, egli entrò in contatto con tanti pensieri filosofi o religiosi: il neoplatonismo, il mitraismo e la pratica mistica con la quale la divinità veniva incarnata in esseri animata, chiamata teurgia.

Successi militari e politiche religiose

A 24 anni, l’imperatore Costanzo lo inviò in Gallia e con grande sorpresa di tutti, Giuliano riuscì a pacificare l’intera provincia, liberò ventimila prigionieri romani che erano stati catturati dai Germani, rafforzò le difese della frontiera del Reno e nel 357 sconfisse gli Alemani a Strasburgo. Comunque, anche durante questa fase della sua vita non smise mai di venerare gli dei pagani.

Politiche religiose e morte

Alla morte di Costanzo, avvenuta nel 3161, Giuliano fece il suo ingresso trionfale a Costantinopoli da imperatore. Educato com’era all’austerità, egli provò disgusto perla corte di Bisanzio, frequentata da eunuchi, parassiti, prelati cristiani, confidenti e spie che badavano soprattutto ai propri interessi. Nel 362m emanò un editto con cui veniva proclamata la libertà di culto in tutto l’Impero: da questo momento il paganesimo aveva lo stesso valore del Cristianesimo e quest’ultimo perdeva i propri privilegi. Contemporaneamente, Giuliano fu designato Pontifex Maximus, cioè sacerdote supremo della religione pagana, restaurò i santuari pagani che erano stati utilizzati come cave di pietra e iniziò a predicare la necessità di praticare la pietas per far vedere che questo non era un valore soltanto cristiano. Successivamente egli mise in atto una politica contraria agli interessi della Chiesa: decise di abolire l’esenzione dai tributi ed altri privilegi conferiti al clero, appoggio gli ebrei, nemici dei Cristiani, promuovendo il loro culto e la ricostruzione del tempio di Gerusalemme. Inoltre, con un apposito editto vietò l’insegnamento della retorica ai retori cristiani. La motivazione era che giudicava assurdo che coloro chiamati a commentare gli autori classici ne disprezzassero gli dei da loro onorati. Giuliano cercò anche di istaurare il culto di Mitra, un credo religioso misterioso ellenistico basato su di una divinità di origine persiana. Tale culto sarà abolito definitivamente dall’imperatore Teodosio nel 391.

Giuliano l’Apostata morì soli 32 anni e le opinioni sulla sua personalità furono discordanti a seconda che si trattasse di autori pagani o cristiani.

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Domande da interrogazione

  1. Chi è stato Giuliano l'Apostata e quale era il suo obiettivo principale?
  2. Giuliano l'Apostata, imperatore dal 360 al 363, è noto per il suo tentativo di frenare l'espansione del cristianesimo e ripristinare i culti pagani, essendo l'ultimo imperatore pagano dell'Antichità.

  3. Quali influenze culturali hanno plasmato la formazione di Giuliano?
  4. Giuliano ha ricevuto un'educazione che ha alimentato la sua passione per la letteratura classica greca e i culti pagani, grazie a maestri di rango e all'accesso a una ricca biblioteca, che includeva anche testi non cristiani.

  5. Quali successi militari ha ottenuto Giuliano durante la sua carriera?
  6. A soli 24 anni, Giuliano ha pacificato la Gallia, liberato ventimila prigionieri romani e sconfitto gli Alemani a Strasburgo, mantenendo sempre la sua devozione verso gli dei pagani.

  7. Quali politiche religiose ha attuato Giuliano durante il suo regno?
  8. Giuliano ha proclamato la libertà di culto per tutti, equiparando il paganesimo al cristianesimo, ha abolito privilegi per il clero cristiano e ha sostenuto il culto ebraico, promuovendo la ricostruzione del tempio di Gerusalemme.

  9. Qual è stata la reazione alla morte di Giuliano l'Apostata e come è stata percepita la sua figura?
  10. Giuliano morì a soli 32 anni e le opinioni sulla sua personalità erano discordanti, variando a seconda che fossero espresse da autori pagani o cristiani, riflettendo le tensioni religiose del suo tempo.

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