Concetti Chiave
- Costantino, dopo aver eliminato i suoi rivali, riorganizzò l'Impero Romano in 4 prefetture, centralizzando il potere e spostando la capitale a Costantinopoli per migliorare il controllo delle vie commerciali.
- Nel 313, Costantino emanò l'editto di Milano, garantendo libertà di culto a tutte le religioni, e nel 325 convocò il concilio di Nicea, segnando l'inizio dell'Impero cristiano.
- L'arianesimo, un'eresia che negava la divinità di Gesù, si diffuse durante il regno di Costantino, portando a conflitti teologici e alla divisione della cristianità.
- Giuliano l'Apostata, imperatore per due anni, tentò di ripristinare il paganesimo e implementò riforme fiscali e amministrative, ma morì durante una campagna contro i Persiani.
- Teodosio, salito al trono nel 379, emanò l'editto di Tessalonica nel 380, dichiarando il cristianesimo religione di Stato e rafforzando il legame tra impero e chiesa, con l'influenza del vescovo Ambrogio.
L'ascesa di Costantino
Dopo che i due cesari Galerio e Costanzo I Cloro divennero augusti, ebbe inizio un periodo di anarchia e lotte, in cui vi furono 6 augusti contemporaneamente a contendersi il trono. Nel 313 dC tra i vari imperatori c’era costantino (figlio di Costanzo I) che nel 324 dC divenne unico imperatore perchè uccise e sconfisse tutti i pretendenti al trono. Costantino riorganizza l’impero (in 4 prefetture, 13 diocesi, 117 province) e costituisce uno Stato sottoposto a una rigida burocrazia. Sposta la capitale a costantinopoli per motivi sia strategici e militari, sia politici: il motivo numero 1 è la posizione geografica della città, che garantisce un maggior controllo delle principali vie commerciali e delle frontiere orientali; il motivo 2 è che trovandosi lontano da Roma può rafforzare il suo potere e staccarsi dalla potente classe dei patrizi romani.
La conversione e il concilio di Nicea
Anche se lui si converte al cristianesimo e favorisce i cristiani e provava disprezzo nei confronti dei pagani nel 313 emana insieme a Licinio l’editto di Milano che riconosce la libertà di culto per tutte le religioni. costantino fu il primo imperatore romano non pagano. Nel 325 convoca il primo concilio ecumenico a Nicea nel corso del quale si dichiara il Credo (preghiera ancora usata oggi). Concilio> prima riunione di tutti i vescovi del mondo per parlare di problemi teologici. Questo portò alla nascita dell’Impero cristiano e accanto alla classe dirigente laica si forma una classe dirigente ecclesiastica.Con la diffusione di una nuova fede nell’Impero era difficile mantenere l’unità nell’interpretazione del Vangelo e nacquero quindi sui dogmi del cristianesimo (dogmi>verità di fede oggettiva e immutabile), e si formarono dottrine scismatiche (coloro che le professavano si allontanavano dalla comunità e avveniva una separazione, scisma), o eretiche (fondate su concetti rinnegati dalla chiesa).
L'eresia ariana e la morte di Costantino
L’eresia più diffusa fu l’arianesimo, nata da Ario, un prete di Alessandria d’Egitto vissuto tra il 280 e il 336 che negava la natura divina di Gesù dato che essendo stato creato da Dio, era un suo inferiore; in questo modo riduceva il cristianesimo a un semplice sistema filosofico. Quando nel 337 Costantino muore lo Stato appariva solido, ma le condizioni favorevoli non furono sfruttate per un rinnovamento radicale. Il potere fu spartito tra i suoi 3 figli Costantino II, Costante e Costanzo il quale uccise i fratelli dando vita a un nuovo periodo di instabilità politica e anarchia militare. Fra i successori di Costantino solo due seppero distinguersi, Giuliano detto l’Apostata e Teodosio.
Giuliano l'Apostata e il suo regno
regna per 2 anni (361-363). è stato cresciuto in un ambiente cristiano, ma i suoi studi lo avvicinarono alla cultura greca, in particolare alla filosofia neoplatonica (neoplatonismo: corrente filosofica che si sviluppa dopo platone) e all’antica letteratura pagana. Per questo abbandona il cristianesimo per professare il paganesimo e viene nominato Apostata, ovvero traditore. Quando salì al trono aveva intenzione di ripristinare il paganesimo ma non ebbe successo. In ogni caso si mostrò un abile capo di stato grazie a una serie di provvedimenti mirati al miglioramento del regime fiscale, dell’amministrazione della giustizia e dell’organizzazione della burocrazia. Inoltre era un abile stratega e comandante militare, infatti grazie a lui vinsero alcune guerre in territorio germanico. La sua ultima spedizione fu contro i Persiani, durante la quale morì. Dopo la sua morte si aprì un nuovo periodo di lotte per la successione, finché nel 379 fu eletto imperatore Teodosio, il generale spagnolo.
Teodosio e la battaglia di Adrianopoli
Alla fine del quarto secolo, nel 370 dc gli Unni invadono i territori abitati dagli Alani, Eruli, Ostrogoti e Visigoti nell’altro Volga. Per questo i Visigoti migrano verso occidente e penetrano nei territori dell’impero, causando nel 378 la battaglia di Adrianopoli in cui I romani furono sconfitti e Teodosio appena salito al trono fu costretto a scendere a patti con i visigoti, promettendo di concedere loro lo status di federati, cioè alleati dell’impero.
L'editto di Tessalonica e il vescovo Ambrogio
Nel 380 Teodosio emanò l’editto di Tessalonica che proclama il cristianesimo religione di Stato per consolidare l’impero e appoggiarsi alla chiesa che era una carica solida e potente, e riconosce il primato del vescovo di Roma. A incoraggiarlo su il vescovo di Milano Ambrogio, una persona particolarmente importante e ammirata all’epoca. Il vescovo Ambrogio è ricordato anche per essere stato il primo uomo di chiesa ad aver fatto inginocchiare davanti a lui un imperatore in segno di penitenza. Nel 390 si diffuse la notizia che le truppe imperiali stanziate a Tessalonica avevano massacrato oltre 7mila cittadini inermi perché durante una sommossa era stato ucciso un alto ufficiale delle truppe dell’Illiria. Teodosio non aveva rimproverato le sue truppe, per questo Ambrogio lo scomunicò e gli avrebbe rifiutato la riammissione alla comunità cristiana se non avesse fatto pubblica penitenza. Nel 391 Teodosio si scusò di fronte alla comunità ecclesiale milanese e al prelato.
La divisione dell'impero e la capitale a Ravenna
Nel 395 muore, ma prima di morire aveva diviso l’impero tra i suoi due figli: ad Arcadio diede l’impero d’oriente e a Onorio l’impero d'occidente. Onorio però aveva solo 10 anni e quindi era sotto la tutela di Stilicone, un abile politico e comandante supremo dell’esercito di origine vandala che aveva sposato la figlia adottiva di Teodosio. Nel 401 (oppure 403/404>data dubbia) Onorio trasferisce la capitale da Milano a Ravenna, una città ben difesa dalle paludi e facilmente raggiungibile via mare.
Domande da interrogazione
- Qual è stato il ruolo di Costantino nella riorganizzazione dell'Impero Romano?
- Quali sono le conseguenze del Concilio di Nicea convocato da Costantino?
- Che cos'è l'arianesimo e quale impatto ha avuto sulla successione di Costantino?
- Quali furono le principali azioni di Giuliano l'Apostata durante il suo regno?
- Qual è l'importanza dell'editto di Tessalonica e del vescovo Ambrogio nel contesto dell'Impero Romano?
Costantino, diventato unico imperatore nel 324 d.C., riorganizzò l'impero in 4 prefetture, 13 diocesi e 117 province, stabilendo una burocrazia rigida e spostando la capitale a Costantinopoli per motivi strategici e politici.
Il Concilio di Nicea del 325 d.C. portò alla formulazione del Credo e alla nascita dell'Impero cristiano, creando una nuova classe dirigente ecclesiastica accanto a quella laica, ma generando anche divisioni dottrinali e scismi.
L'arianesimo, fondato da Ario, negava la natura divina di Gesù e divenne l'eresia più diffusa. Dopo la morte di Costantino nel 337 d.C., il potere fu spartito tra i suoi figli, portando a instabilità politica e conflitti.
Giuliano, regnando dal 361 al 363, tentò di ripristinare il paganesimo e si distinse come abile governante, migliorando il regime fiscale e militare, ma morì durante una campagna contro i Persiani.
L'editto di Tessalonica del 380 d.C. proclamò il cristianesimo religione di Stato, sostenuto dal vescovo Ambrogio, che influenzò Teodosio a fare penitenza per le sue azioni, segnando un momento cruciale nella relazione tra Chiesa e Stato.