Simbolismo e Giovanni Pascoli
Simbolismo
Il simbolismo è una corrente poetica che nasce in Francia, contemporaneamente con il naturalismo e il verismo. Abbiamo rifiuto della scienza e della ragione positivista. Le parole diventano simboli. Secondo il simbolismo, sotto la realtà apparente, si nasconde un’altra realtà profonda e misteriosa. Alla base della poetica simbolista abbiamo la metafora, l’analogia, la sinestesia. I poeti simbolisti utilizzano un linguaggio analogico, basato su associazioni di parole o immagini che portano alla luce i legami esistenti tra colori, profumi, suoni.
Baudelaire, Arthur Rimbaud, Stéphane Mallarmé, Paul Verlaine, Giovanni Pascoli sono tra i principali esponenti. Secondo lui, il poeta deve farsi veggente per poter esplorare l’ignoto e cogliere l’assoluto. Sente il privilegio di essere il poeta e di avere accesso ai significati misteriosi dei simboli e delle corrispondenze. I temi della sua poesia sono: l’anelito all’elevazione, l’evasione dalla vita reale, un’angoscia profonda, l’aspirazione a cogliere le cose; l’essenza intangibile.
La poetica di Verlaine
La poetica di Verlaine invece è caratterizzata dal gusto del vago e del malinconico; dell’inquietudine; contrasto tra bene e male. Le opere e la vita di Baudelaire hanno influenzato molti altri dopo di lui, a partire dai cosiddetti poeti maledetti (Rimbaud, Verlaine, Mallarmé). Lui non accetta le convenzioni della società borghese. Pascoli, il nostro simbolista italiano, è essenzialmente positivista, ma poi diventa un esteta decadente. Per Pascoli, la bellezza è l’amore fra l’umanità e (non fare la guerra).
Giovanni Pascoli
Giovanni Pascoli nacque a San Mauro di Romagna, il 31 dicembre 1855. Dall’età di 6 anni studiò presso il collegio dei Padri Scolopi a Urbino dove, durante la sua permanenza nel 1867, gli giunse la notizia che suo padre, durante un ritorno a casa dalla tenuta agricola della quale era amministratore, era stato assassinato da ignoti per motivi rimasti per sempre sconosciuti. Pochi mesi dopo, Giovanni Pascoli deve affrontare ulteriori grandissimi lutti con la scomparsa della madre, della sorella maggiore Margherita e dei fratelli Luigi e Giacomo.
Nonostante questi gravissimi episodi, che segnarono profondamente la sua sensibilità, il poeta proseguì gli studi presso il liceo di Rimini fino al 1873, anno in cui, grazie a una borsa di studio vinta dopo un esame sostenuto alla presenza di Giosuè Carducci, poté iscriversi alla facoltà di lettere dell’Università di Bologna. In questi anni, il Pascoli si avvicina agli ambienti del socialismo emergente iscrivendosi all’Internazionale socialista. Privato della borsa di studio a causa della sua partecipazione a una manifestazione contro l’allora Ministro dell’Istruzione, visse in grande miseria per cinque anni, costretto anche a interrompere gli studi.
Vocali
Ogni vocale viene associata a dei colori e a delle sensazioni. Dispone le vocali in questo modo: A - E - I - U - O, la A rappresenta l’ALFA, e la O viene rappresentata per ultima perché rappresenta l’OMEGA, la fine di tutte le cose.
Fiori del male
È una raccolta lirica in cui lui descrive la città come sinonimo di corruzione e volgarità, ma allo stesso tempo un posto magico in cui perdersi e ritrovarsi. La rivolta contro Dio, quando la sofferenza si fa troppo grande, il poeta impreca dio e si ribella a lui. La morte vista dal poeta come ultima speranza per fuggire dal male di vivere.
Il fanciullino
Secondo lui i profumi, colori e suoni sono correlati.
Myricæ
La formazione di Pascoli fu essenzialmente positivista, ma poi diventa un esteta decadente. Per Pascoli la bellezza è l’amore fra l’umanità e (non fare la guerra).
-
Appunti su Giovanni Pascoli
-
Giovanni Pascoli Vita - Pensiero - Opere analizzate - Appunti
-
Giovanni Boccaccio
-
Giovanni Pascoli - Vita, Opere e Pensiero