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Concetti Chiave

  • Giambattista Vico nacque a Napoli nel 1668 e divenne professore di Retorica, pubblicando opere significative come il De nostri temporis studiorum ratione.
  • Nella sua opera principale, Principi di una scienza nuova, Vico presenta una nuova disciplina scientifica che esplora la sapienza degli antichi popoli e l'importanza della storia costruita dagli uomini.
  • Vico critica Cartesio per la sua enfasi sull'evidenza e la dimostrazione razionale, sottolineando l'importanza dello studio delle manifestazioni umane nella storia.
  • Il filosofo introduce il "criterio della conversione del conoscere col fare", sostenendo che la vera conoscenza deriva dalla creazione e costruzione dell'oggetto di studio.
  • Vico attribuisce valore alla matematica come costruzione umana con fondamento filosofico, a differenza di discipline come la metafisica e la teologia, considerate prive di valore scientifico.

La vita e carriera di Vico

Giambattista Vico nacque nel 1668 a Napoli da una famiglia modesta. Nel 1699 ottenne la cattedra di Retorica nell’Università della sua città. Al suo insegnamento universitario si collegano le cinque Orazioni inaugurali, fra le quali ricordiamo il trattato De nostri temporis studiorum ratione (1708).

Opere e contributi di Vico

Nel 1710 pubblicò il De antiquissima italorum sapientia, nella quale tentò di far luce sulle concezioni dei primi popoli italici (Ioni ed Etruschi), ricavandole dallo studio di alcune parole che dalla loro lingua sarebbero passate in quella latina.

La Scienza Nuova e la sua importanza

Nel 1725, negli anni della piena maturità, scrisse e dette alle stampe un’opera in cui presentava le proprie ricerche sulla sapienza degli antichi popoli sotto forma di disciplina scientifica nuova e mai esplorata fino ad allora. L’opera aveva per titolo Principi di una scienza nuova intorno alla comune natura delle nazioni. Prendendo a modello il testo di Cartesio, Discorso sul metodo, Vico scrisse la sua Autobiografia (1725) in cui tracciava una storia del suo progresso intellettuale culminato nella Scienza nuova. A giudizio degli storici, questo testo non è un documento fedele della sua vita, perché l’autore riporta gli eventi con molte lacune dovute alla memoria. Cinque anni più tardi Vico pubblicò una nuova edizione della Scienza nuova completamente rielaborata. Vico elaborò una concezione intorno ai caratteri della storia in base alla quale i soggetti costruttori della storia sono gli uomini: gli uomini non sono niente al di fuori della storia che essi costruiscono.

Critica a Cartesio e nuove concezioni

Vico scrive in polemica contro la pretesa di Cartesio e dei cartesiani di fondare la certezza della conoscenza solo sull’evidenza e sulla dimostrazione razionale. Questa pretesa comportava, come conseguenza, di trascurare lo studio delle manifestazioni umane dentro la storia in quanto sarebbero prive di certezza, non suscettibili di una considerazione rigorosa.

Il criterio della conversione del conoscere

Vico negava il valore scientifico a molte discipline perché erano giustificate dal criterio di evidenza che lui rifiutava. Stabilì un nuovo criterio che chiamò “della conversione del conoscere col fare”, in base al quale la vera conoscenza di un oggetto è possibile solo da parte di un soggetto che crea o costruisce l’oggetto in questione. Dio e l’uomo possono conoscere con verità solo ciò che fanno. Vico rifiutava le scienze preferite da Cartesio (metafisica, teologia e fisica) e dava valore solo alla matematica, alla quale concedeva di avere un fondamento e una giustificazione filosofica. La matematica è una costruzione dell’uomo che crea i numeri e le grandezze e con quelle opera, creando i risultati.

Il criterio di Vico aprì alla considerazione metodica e rigorosa, oltre il campo delle ricerche matematiche, anche quello della storia in quanto opera dell’uomo.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'importanza della Scienza Nuova di Vico?
  2. La Scienza Nuova, pubblicata nel 1725, rappresenta un'opera fondamentale in cui Vico presenta le sue ricerche sulla sapienza degli antichi popoli, introducendo una disciplina scientifica nuova e mai esplorata prima, che pone l'accento sull'importanza della storia come opera degli uomini.

  3. Come Vico critica Cartesio nella sua opera?
  4. Vico polemizza contro Cartesio, rifiutando l'idea che la certezza della conoscenza possa derivare solo dall'evidenza e dalla dimostrazione razionale, sottolineando l'importanza di studiare le manifestazioni umane nella storia, che Cartesio tendeva a trascurare.

  5. Qual è il nuovo criterio di conoscenza proposto da Vico?
  6. Vico introduce il criterio della "conversione del conoscere col fare", sostenendo che la vera conoscenza di un oggetto è possibile solo attraverso l'azione e la creazione da parte del soggetto, rifiutando il valore scientifico di discipline basate solo sull'evidenza.

  7. Qual è la posizione di Vico riguardo alla matematica rispetto ad altre scienze?
  8. Vico attribuisce un valore particolare alla matematica, considerandola una costruzione umana con fondamento filosofico, mentre rifiuta il valore scientifico di discipline come la metafisica, la teologia e la fisica, che non si basano sulla creazione e sull'azione.

Domande e risposte

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