Concetti Chiave
- È fondamentale evitare il danno secondario causato dall'aumento della pressione intracranica, che può portare a ischemia e morte cerebrale.
- Le misure immediate includono ammissione in terapia intensiva, intubazione e ventilazione meccanica per garantire l'ossigenazione adeguata.
- Il monitoraggio clinico deve focalizzarsi sulla reattività pupillare, in quanto la Glasgow Coma Scale non è applicabile in questi pazienti.
- In caso di ipertensione endocranica, si possono somministrare diuretici e farmaci iperosmolari, oltre a considerare il drenaggio lombare.
- Misure complesse come il coma barbiturico e l'ipotermia terapeutica possono essere necessarie per gestire casi gravi di aumento della pressione intracranica.
Indice
Evitare il danno secondario
Il più grande punto di azione è quindi quello di evitare il danno secondario
dovuto all’aumento della pressione intracranica (secondo i meccanismi già visti): questa porterebbe infatti alla riduzione della perfusione e al conseguente danno ischemico, che, se perpetuato, innescherebbe un circolo vizioso che porterebbe alla morte cerebrale del paziente.
In questo frangente bisogna agire nella seguente maniera:
- Ammissione all’Icu
- Intubazione endotracheale e ventilazione meccanica (per mantenere l’ossigenazione)
- Controlli seriarti ogni mezzora/ora con reattività pupillare (la valutazione clinica è importante perché può indicare un precoce peggioramento)
- Mantenere l’inclinazione della testa a 30-45°
- Analgesia per evitare segni del dolore
- Sedazione per prevenire l’agitazione o la desincronizzazione dal ventilatore (questo porterebbe alla riduzione del ritorno venoso e, di conseguenza, all’aumento della pressione intracranica)
- Mantenimento della temperatura (in particolare, evitare ipertermia)
- Mantenere l’emoglobina > 7g/dL
- Evitare l’iponatriemia (questa favorirebbe lo sviluppo di edema cerebrale)
- Mantenere il paziente ossigenato
Monitoraggio e trattamento avanzato
In caso di aumento della Icp l’obiettivo primario rimane il mantenimento della perfusione cerebrale. Si tratta di pazienti dove il monitoraggio clinico può essere effettuato solo tramite l’esame delle pupille, perché in questi pazienti la Gcs non può sicuramente essere eseguita.
Le indicazioni in questo caso sono:
- mantenere una bassa PaCo2 (35-38mmHg), ma senza esagerare perché l’ipocapnia potrebbe portare ad una riduzione della perfusione cerebrale per vasocostrizione del circolo;
- somministrare farmaci anti-edemigeni (es. soluzione ipertonica salina);
- monitorare, se necessario, la pressione intracranica con strumenti che possano consentire anche la rimozione di liquor in modo tale da poter eventualmente ridurre la pressione;
- Può essere utile monitorizzare l’Eeg per riconoscere precocemente. l’insorgenza di crisi epilettiche, perché aumentano il consumo di ossigeno cerebrale e peggiorano il quadro.
Misure complesse per casi gravi
Queste misure aumentano di complessità fino ad arrivare nei casi più gravi al coma barbiturico: sono situazioni in cui la pressione intracranica non si riesce a controllare e in cui è necessario portare il paziente ad un Eeg praticamente piatto.
Solo quando la pressione intracranica è monitorizzata si possono somministrare diuretici e farmaci ad azione iperosmolare, come mannitolo o soluzioni ipertoniche di sodio, e utilizzare il drenaggio lombare. Si tratta di modi per gestire l’edema, ma devono essere utilizzati solo se c’è ipertensione endocranica. Si può optare anche per l’ipotermia terapeutica sotto i 35°C (riduce il metabolismo cerebrale), ma attenzione alle alterazioni della coagulazione che possono favorire il sanguinamento.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza di evitare il danno secondario in pazienti con aumento della pressione intracranica?
- Quali sono le misure immediate da adottare per gestire un paziente con aumento della pressione intracranica?
- Come si può monitorare e trattare un paziente con aumento della pressione intracranica?
- Quali sono le misure complesse da considerare nei casi gravi di aumento della pressione intracranica?
È fondamentale evitare il danno secondario per prevenire la riduzione della perfusione e il danno ischemico, che possono portare alla morte cerebrale del paziente (come indicato nel testo).
Le misure includono l'ammissione in ICU, intubazione endotracheale, monitoraggio della reattività pupillare, mantenimento dell'inclinazione della testa, analgesia, sedazione, e controllo della temperatura (come descritto nel testo).
È importante mantenere una bassa PaCo2, somministrare farmaci anti-edemigeni, monitorare la pressione intracranica e, se necessario, l'EEG per rilevare crisi epilettiche (secondo le indicazioni fornite nel testo).
Nei casi gravi, si possono utilizzare diuretici, farmaci iperosmolari, drenaggio lombare e ipotermia terapeutica, ma solo se la pressione intracranica è monitorata e in presenza di ipertensione endocranica (come evidenziato nel testo).