Gestione delle imprese finanziarie
Prof. Birindelli
Sistema finanziario
Sistema finanziario: insieme organizzato di mercati, intermediari finanziari, strumenti finanziari e autorità di vigilanza.
- Strumenti finanziari sono contratti aventi per oggetto diritti e prestazioni finanziarie.
- Intermediari finanziari svolgono attività basata su produzione e negoziazione di strumenti finanziari, oltre ai servizi connessi.
- Mercati finanziari sono specializzati nella negoziazione di strumenti finanziari.
- Autorità: definiscono le regole e ne assicurano il rispetto (Banca d’Italia, Covi, Ivas); queste autorità controllano gli intermediari finanziari e il funzionamento dei mercati.
Le regole condizionano e influenzano l’architettura di un sistema finanziario.
Gli strumenti finanziari
- Incorporano diritti patrimoniali e non (es. azioni) più i diritti amministrativi; i diritti amministrativi sono tipi delle azioni (diritto di voto ad esempio).
- Grado di liquidità dell’impiego (liquidità, rischio, scadenza, rendimento).
- Diversificazione del rischio con diversificazione degli impieghi; per diversificazione si intende la possibilità di frazionare il rischio per contenerlo dove per rischio si intende l’aleatorietà rispetto al rendimento medio atteso. Si vuole in definitiva abbassare/contenere la rischiosità allocando risorse a più tipologie di impieghi (es. sottoscrizione di quote comuni d’investimento).
- L’impiego dipende dalla propensione al rischio dell’investitore (> rischio, > rendimento). Premio al rischio.
Rischio inteso come volatilità/dispersione intorno alla media dei possibili risultati futuri dello SF.
Correlazione liquidità-rischio-scadenza-rendimento
Aumenta la liquidità di un titolo (si può smobilizzare prima della scadenza mantenendo il valore capitale). Se l’impiego è altamente liquidabile la scadenza è a breve. Più è breve la scadenza più è liquido (non subisco perdite in conto capitale). Se la scadenza è a breve il rischio è basso (aumenta con l’aumentare dell’arco temporale). Liquidità aumenta, scadenza diminuisce, rischio diminuisce, rendimento diminuisce. Il rischio è direttamente proporzionale al rendimento atteso.
Gli SF consentono
- Denominazione della ricchezza (consentono di detenere la ricchezza «reale» per piccoli importi); non ho la proprietà fisica del capitale ma posso partecipare ai redditi. Consentire di determinare la ricchezza realmente prodotta.
- Trasferimento della ricchezza (circolazione degli SF): chi ha bisogno di risorse finanziarie emette SF, chi ha eccesso di risorse investe in SF (datori di fondi vs prenditori di fondi).
- Diversificazione del rischio (distribuisco la ricchezza a una molteplicità di impieghi).
- Separazione del rischio (ogni SF è costruito contrattualmente in modo da incorporare un certo livello di rischio, conformemente alla propensione del datore di fondi); l’investitore acquista/investe in SF che presentano caratteristiche di rischio speculari/che si combinano con la sua propensione al rischio.
Gli SF sono titoli che vengono negoziati nei mercati (aperti e non). Se vediamo i contratti alla base dell’emissione abbiamo diverse tipologie di attività finanziarie.
Tipologie di attività finanziarie
- Contratti di indebitamento: prestiti e depositi bancari, obbligazioni... prestiti concessi dalla banca (creditore) all’impresa/famiglie (debitore).
- Contratti di partecipazione: azioni e quote di partecipazione che attribuiscono diritti patrimoniali e amministrativi; danno origine ad azioni, partecipazioni al capitale. Il rendimento non è rappresentato dall’interesse attivo ma dai dividendi.
- Contratti di assicurazione: un cliente si tutela da un rischio probabile (es. furto macchina). Se si verifica e a quanto ammonta si trasforma allora in un costo certo che pago con il premio. Si parla di rischio puro quando se l’evento si verifica il danno negativo è certo, rischio speculativo quando al verificarsi dell’evento possono esserci conseguenze positive o negative.
- Contratti derivati: impegno o facoltà di acquisto/vendita ad una data futura di attività finanziarie. Contratti che comportano l’obbligo e la facoltà di acquistare/vendere attività finanziarie.
Funzioni degli SF
- Monetaria: liquidabilità e scadenza a breve (es. debito in c/c); alcuni strumenti finanziari costituiscono strumenti di regolamento degli scambi e vengono utilizzati come moneta (ad esempio, le disponibilità sui conti correnti bancari).
- Scorte di liquidità: titoli a breve facilmente convertibili in moneta senza subire il rischio di minusvalenze; altri strumenti sono negoziati in mercati che consentono di trasformarli agevolmente in mezzi liquidi (ad esempio, titoli pubblici a breve termine che possono essere venduti senza difficoltà).
- Investimenti finanziari: in questo caso, gli strumenti finanziari hanno, soprattutto, la finalità di costituire investimenti di non breve durata (ad esempio, obbligazioni e azioni).
Perciò, gli strumenti finanziari sono di norma classificati in tre aggregati:
Attività finanziarie = Moneta + Attività liquide + strumenti medio-lungo.
- Moneta: questo aggregato comprende la moneta legale e tutti gli strumenti assimilabili a essa, ossia gli strumenti che svolgono funzione monetaria (ad esempio, assegni circolari e depositi bancari a vista).
- Attività liquide: oltre all’aggregato precedente, si considerano liquide le attività facilmente trasformabili in moneta (ad esempio, titoli a breve termine).
- Attività finanziarie: sono costituite dall’insieme di tutti gli strumenti finanziari, quale che sia la funzione preminente svolta; agli aggregati precedenti vanno ad aggiungersi strumenti quali titoli a medio-lungo termine e azioni.
Queste 3 tipologie che hanno obiettivi diversi di trade-off formano gli strumenti finanziari.
Funzioni svolte dal sistema finanziario
Offerta di strumenti di regolamento degli scambi
A.: a seconda della transazione utilizziamo la moneta più adatta; siamo passati da un’economia di baratto a una monetaria, ove la moneta misura il valore dei beni scambiati ed è accettata come regolamento di transazioni. L’evoluzione registrata mira ad abbassare il costo delle transazioni e ad abbassare il rischio del regolamento.
Trasferimento delle risorse finanziarie
B.: efficienza nell’allocazione delle risorse finanziarie; per allocazione si intende la distribuzione delle risorse. Il trasferimento di risorse finanziarie avviene dai soggetti che hanno risorse verso chi ne ha bisogno (concetto di finanziarizzazione dell’economia); l’obiettivo è finanziare gli investimenti con redditività attesa più alta, a parità di rischio (efficienza allocativa).
Il trasferimento da unità in surplus a unità in deficit richiede che il reddito non consumato e la ricchezza accumulata si incorporino in contratti ad hoc, nella duplice veste di investimento e di finanziamento (finanziarizzazione dell’economia).
Si opera per superare le asimmetrie informative. La funzione di monitoraggio (concessione dei prestiti in seguito ad una valutazione del merito di credito) delle banche fa in modo che il soggetto che deve cedere risorse le investe in banca che a sua volta procede con la concessione di risorse a chi ne ha bisogno. L’intermediario banca valuta l’affidabilità creditizia e serve per ridurre asimmetria informativa (finanziamento indiretto).
Con il sistema finanziario si supera il problema dell’incontro diretto tra i due soggetti (asimmetrie informative) e la difficoltà di convogliare più risparmi ad uno stesso investimento.
Unità in deficit (Reddito corrente < Spesa per consumi e beni di investimento).
Unità in surplus (Reddito corrente > Spesa per consumi e beni di investimento).
Circuito diretto
Le famiglie sono soggetti in avanzo (surplus), le imprese in disavanzo (il reddito è inferiore alle spese in beni di consumo ed investimento). Se ho un circuito diretto ho solo due unità: unità in surplus e unità in deficit. Le azioni/obbligazioni (le passività del soggetto in disavanzo) vengono sottoscritte dalle famiglie che sono in avanzo (le passività dell’impresa le ritroviamo tra le attività delle famiglie).
Circuito indiretto
Il circuito è unità in deficit -> intermediario (banca) -> unità in surplus. L’intermediario sottoscrive le passività del soggetto in deficit quindi le stesse le ritroviamo nell’attivo dell’intermediario. A sua volta l’intermediario si finanzia emettendo obbligazioni/azioni e raccoglie tramite i depositi: la contropartita sono le unità in avanzo che sottoscrivono titoli dell’intermediario. Le famiglie a loro volta si finanziano tramite l’intermediario ottenendo finanziamenti che si trovano nel passivo delle famiglie ma all’attivo dell’intermediario.
Se non ci fosse il sistema finanziario? Il flusso di fondi tra US e UD sarebbe inferiore:
- Per asimmetria informativa.
- Per elevata incertezza sull’esito dei pagamenti.
- Per preferenze diverse.
Elementi fondamentali per il trasferimento di risorse
- L’informazione (selezione ex ante del finanziato, monitoraggio, informazioni “di prezzo” derivanti dalle quotazioni degli strumenti finanziari), le informazioni derivano da monitoraggio+valutazione; se l’azienda è quotata le informazioni si possono prendere dal mercato.
- Minimizzazione dei costi di transazione (in buona parte costi fissi, come le spese legali): insostenibili per 2 controparti dirette; gli IF minimizzano l’incidenza dei costi in quanto sostenuti su una ampia dimensione operativa (per numero di operazioni e importi).
- La liquidità: una delle funzioni dei mercati finanziari è rendere liquidi gli investimenti. La liquidità dipende dalla natura degli strumenti (negoziabili e no), dal tipo di strumento (rischio, scadenza, grado di standardizzazione) e dalla presenza di mercati organizzati, con bassi costi di transazione e prezzi trasparenti. I soggetti con alta liquidità sottoscrivono SF a breve. Breve-medio-lungo dipendono sì dalla scadenza ma anche da altro (es. l’esistenza di mercati dedicati alla negoziazione dello strumento).
- La trasformazione del rischio: raccolta a breve-impieghi a medio-lungo (trasformazione delle scadenze); si abbassa il rischio se si partecipa a un portafoglio di strumenti finanziari (es. fondo comune) anziché finanziare un unico prenditore. C’è una disarmonia tra gli orizzonti temporali di imprese (medio-lungo) e investitori (breve). Le banche consentono di superare questo problema con la trasformazione delle scadenze; queste finanziano a medio-lungo raccogliendo risorse a breve dagli investitori.
Gestione dei rischi
C. A parte il processo di trasformazione insito nella funzione dei mercati e degli intermediari, si ha una gestione dei rischi più diretta, con i contratti a termine e l’attività assicurativa.
Es. rischio di cambio (compro in USA e pago tra 3 mesi). Per tutelarmi utilizzo contratti a termine sulle merci (fisso oggi il prezzo, prefisso il prezzo in modo tale che qualsiasi sia l’oscillazione oggi ho già stabilito il rapporto) e sugli strumenti finanziari (cambio, prezzo, tassi, si modifica la posizione originaria).
Altro esempio è il rischio di tasso d’interesse (indebitamento tasso fisso x 10 anni). Se vedo che i tassi sono in discesa non posso modificare il tasso da fisso a variabile quindi sono esposta al rischio. Se viceversa mi finanzio a tasso variabile, i tassi scendono, il debito diminuisce. Un modo per tutelarsi è lo SWAP: modificare la posizione di due debitori con aspettative opposte. Per stipulare contratti derivati come questi occorrono soggetti con aspettative opposte.
Con l’attività assicurativa si negoziano i rischi puri: perdite o danni futuri non determinati nel tempo e nella misura. L’assicurato trasforma un evento futuro dannoso e incerto nella gravità e nella frequenza in un costo certo (premio della polizza).
Veicolo di trasmissione della politica monetaria BCE
D. La BCE emette moneta o la assorbe. Quando la emette la liquidità viene assorbita dalle banche. Se la liquidità in banca aumenta allora possono concedere più prestiti, aumentano di conseguenza gli investimenti dell’economia reale, e le banche possono registrare un incremento dei depositi. C’è un’alta probabilità che la liquidità immessa dalla BCE ritorna ai depositi delle banche. Si attivano consumi e investimenti laddove c’è immissione. Se c’è viceversa un drenaggio di liquidità i prestiti diminuiscono e consumi e investimenti scendono, la probabilità che le banche abbiano depositi indotti diminuisce.
Facendo leva sulla base monetaria, agisce sull’offerta complessiva dei mezzi di pagamento, da qui sul volume dei finanziamenti all’economia, e perciò sui depositi indotti. Si pensi anche alle manovre sui tassi ufficiali: ribassi dei tassi produrranno cali del costo del capitale e del costo del finanziamento, con effetti espansivi sui consumi e gli investimenti, che viceversa tenderanno a contrarsi nell’ipotesi di aumento dei tassi. Se i tassi d’interesse diminuiscono il costo del debito diminuisce, ho la possibilità di attingere ai finanziamenti, effetto espansivo dell’abbassamento dei tassi sull’economia reale. Si ha un effetto restrittivo nel caso opposto.
Intermediari finanziari
Esercizio del credito
Operatori che svolgono servizio di credito di breve-medio-lungo:
- Banche.
Leasing finanziario
- Società di leasing e banche.
Factoring
- Cessione di credito per scopi di gestione e incasso degli stessi; banche e società di factoring.
Credito al consumo
- Credito erogato a persone fisiche per scopi estranei all’attività professionale e imprenditoriale; banche e società di credito al consumo.
Finanziamento mobiliare
Ci riferiamo a valori mobiliari quindi titoli.
Intermediari che partecipano al capitale di imprese
- Finanziarie di partecipazione, banche (titoli di imprese finanziarie e non), fondi di private equity e venture capital.
Sottoscrizione e collocamento titoli
- SIM e banche.
Negoziazione
- Negoziazione titoli in conto proprio e di terzi: SIM e banche.
Gestione del risparmio
- Individuale: banche, SIM, SGR.
- Collettiva: SGR (società di gestione del risparmio), SICAV (società di intermediazione a capitale variabile).
Le banche non fanno gestione del risparmio collettiva.
Io vado in banca per far gestire il mio patrimonio. La banca vede la mia propensione al rischio (profilatura del cliente). Gestione individuale che riflette le propensioni al rischio, al rendimento e alla liquidità. Nella gestione collettiva si gestiranno i patrimoni di più soggetti in modo indifferenziato (come nel fondo comune ad esempio), la gestione non è personalizzata ma è fatta in base alla politica del fondo. Le SGR sono gli unici intermediari che fanno gestione sia individuale che collettiva.
Altri intermediari creditizi non bancari
Confidi
Consorzio di garanzia collettiva dei fidi che svolge attività di prestazione di garanzie per agevolare le aziende nell'accesso ai finanziamenti, a breve, medio e lungo termine, destinati allo sviluppo delle attività economiche e produttive. Nascono su iniziativa di associazioni di lavori; i fondi vengono raccolti anche attraverso fondi pubblici e permettono l’accesso agevolato al credito delle medie e piccole imprese del territorio attraverso 2 modi:
- Offrono garanzia di tipo diretto/di prima richiesta.
- Garanzia indiretta.
I Confidi nascono come espressione delle associazioni di categoria nei comparti dell’industria, del commercio, dell’artigianato e dell’agricoltura.
Le garanzie rilasciate
Garanzia a prima richiesta: la banca chiede al consorzio il rimborso del finanziamento, c’è un’escussione immediata della banca nei confronti del Confidi che è garante per il finanziamento per il finanziamento concesso dalla banca. Il Confidi risponde delle obbligazioni assunte (garanzie rilasciate) con tutto il suo patrimonio e, al verificarsi del default dell'azienda, viene escusso a semplice richiesta della Banca garantita.
Garanzia sussidiaria: ci si rivale prima sul debitore ed eventuali garanti e successivamente sul consorzio, ci sono delle convenzioni tra banche e consorzi che regolano il rapporto e la tipologia di garanzia. Il Confidi facilita l'accesso al credito attraverso i Fondi Consortili, costituiti sia con risorse pubbliche sia con i contributi degli imprenditori associati. Con i Fondi Consortili il Confidi, in virtù di specifiche convenzioni, istituisce presso gli intermediari bancari dei Fondi di Garanzia, che fungono da leva per la erogazione di credito. In caso di default dell'impresa, la garanzia è accantonata dalla banca e definitivamente incassata dopo aver escusso, in via prioritaria, il debitore principale ed i suoi eventuali fideiussori. La banca convenzionata ha il diritto di accedere al Fondo del Confidi, in via sussidiaria, per la quota di garanzia prevista negli accordi.
Orientamento al modello di economicità
Banca: in passato orientata soprattutto al margine di interesse, oggi anche al margine commissionale per effetto dell’attività mobiliare e dunque dei servizi. La fonte primaria del reddito è il margine d’interesse: è il divario/spread/diff
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