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Concetti Chiave

  • Il rito della pesatura del cuore era fondamentale nella tradizione egizia per giudicare la moralità del defunto e il suo diritto alla resurrezione.
  • Il cuore, considerato sede dell'anima, doveva risultare più leggero di una piuma per dimostrare la purezza del defunto.
  • I geroglifici, con circa tremila segni, venivano utilizzati per decorare monumenti e rotoli di papiro, spesso associati ai libri dei morti.
  • Inizialmente, i geroglifici rappresentavano oggetti, evolvendosi poi in ideogrammi e segni fonetici per esprimere suoni del linguaggio.
  • Jean-Francois Champollion decifrò i geroglifici nell'Ottocento, ripristinando la comprensione di questi caratteri dopo la caduta della civiltà egizia.

Il rito della pesatura del cuore

Avere il «cuore leggero» Secondo la tradizione religiosa egizia, dopo la morte il cuore veniva giudicato dal Tribunale dell’aldilà per stabilire se il defunto avesse o meno diritto a risorgere. Il papiro illustra il rito della pesatura del cuore, ritenuto la sede dell’anima e dell’intelligenza. Il cuore del defunto veniva posto sul piatto della bilancia (sigillato nel piccolo vaso); se risultava più leggero di una piuma, voleva dire che nella sua vita terrena non aveva commesso alcun male e che dunque aveva diritto di accesso alla vita dell’aldilà. Il rito è descritto attraverso una forma di scrittura molto complessa detta geroglifica.

La scrittura geroglifica

Composta da circa tremila segni, la scrittura geroglifica veniva usata per ornare con iscrizioni religiose e politiche i più importanti monumenti o veniva tracciata sui rotoli di papiro. Molti di questi, contenenti preghiere illustrate, sono stati rinvenuti nelle tombe. Si tratta dei cosiddetti libri dei morti, destinati ad accompagnare i defunti nella vita ultraterrena e per questo deposti nei sarcofagi o addirittura nelle bende delle mummie. In origine, ogni geroglifico raffigurava un oggetto, anche se in forma schematizzata detta pittogramma; più avanti assunse il carattere di ideogramma, cioè di disegno che rappresentava un’idea o un concetto. Con il passare del tempo questi segni si trasformarono in segni fonetici, adatti cioè a esprimere i suoni fondamentali del linguaggio parlato. Ad esempio, il disegno stilizzato di un avvoltoio passò a indicare la lettera A, quello di una gamba la lettera B e così via.

Decifrazione dei geroglifici

Dopo la scomparsa della civiltà egizia nessuno fu più in grado di comprendere i caratteri geroglifici. Solo nell’Ottocento si riuscì a decifrarne nuovamente il loro significato grazie al fondamentale contributo del francese Jean-Francois Champollion (1790-1832).

Domande da interrogazione

  1. Qual è il significato del rito della pesatura del cuore nella tradizione egizia?
  2. Il rito della pesatura del cuore era un processo attraverso il quale il cuore del defunto veniva giudicato per determinare se avesse diritto a risorgere nell'aldilà. Se il cuore risultava più leggero di una piuma, significava che il defunto non aveva commesso male durante la vita terrena (testo).

  3. Come era composta la scrittura geroglifica e a cosa serviva?
  4. La scrittura geroglifica era composta da circa tremila segni e veniva utilizzata per ornare monumenti con iscrizioni religiose e politiche, oltre a essere tracciata sui rotoli di papiro. Questi rotoli, contenenti preghiere, erano destinati a accompagnare i defunti nell'aldilà (testo).

  5. Chi ha contribuito alla decifrazione dei geroglifici e quando è avvenuto?
  6. La decifrazione dei geroglifici è avvenuta nell'Ottocento grazie al contributo fondamentale del francese Jean-Francois Champollion, che ha riportato alla luce il significato di questi caratteri dopo la scomparsa della civiltà egizia (testo).

Domande e risposte

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