Concetti Chiave
- Ottone I ha risollevato l'autorità imperiale nel Sacro Romano Impero, cercando di consolidare il potere reale e allargare la sua influenza all'estero.
- Ottone III sognava di ricreare la grandezza dell'antica Roma, ma il suo tentativo fallì a causa dell'opposizione dei nobili tedeschi e dell'indifferenza dei signori romani.
- La lotta per le investiture tra imperatori e autorità papale culminò nell'episodio di Canossa, segnando un punto critico nelle relazioni tra Chiesa e Stato.
- Dopo la dinastia Salica, il potere in Germania fu conteso tra gli Hohenstaufen e i Welf, con gli Hohenstaufen che alla fine conquistarono il predominio.
- Il regno di Federico II portò alla trascuratezza della Germania, contribuendo alla frammentazione del territorio in piccoli stati indipendenti e al grande interregno.
Il sogno di Ottone I
E' un'entità ideale, il tentativo del nuovo mondo germanico, accampatosi la fiaccola da lui stesso spenta e di continuare quell'opera di civiltà che Roma aveva assolto per secoli. Ma quali leggi, quali doni spirituali, quale esempio potevano offrire i feudatari franchi ai loro vassalli, tanto più civili di loro; quale idea europeistica poteva nascere da quell'accozzaglia di tribù semibarbare che erano il nerbo della potenza germanica? Infatti, estintasi fra discordie di principi e prepotenze di nobili la dinastia carolingia, anche l'autorità imperiale divenne lettera morta: fu solo con Ottone I, duca di Sassonia e Re di Germania, che essa risorse, insieme con il rifiorire della monarchia tedesca. Ottone si preoccupò di rinsaldare l'autorità del re nel suo stesso paese, sottomettendo i feudatari riottosi, e di allargare la sua influenza all'estero, assoggettando la Danimarca e schiacciando gli Ungari nella battaglia d Lech (955). Pochi anni dopo, nel 962, in occasione di una sua discesa in Italia provocata dal Papa che vedeva i diritti ecclesiastici sempre più disprezzati dai feudatari, Ottone entrava a Roma e vi riceveva la corona di Carlo Magno.
L'utopia di Ottone III
Ultimo della dinastia sassone fu Ottone III, la cui vita meriterebbe un lungo racconto, ambientato in quella fosca Roma medievale, insanguinata dalla fazioni, popolate ancora dalle grandi ombre imperiali. Abbagliato dall'immenso riverbero della romanità, egli sognò di riedificare quel mondo perduto, si sentì chiamato a guidare i Romani, fiacchi eredi del più grande popolo d'Europa, verso un nuovo avvenire di potenza. Forse mai come allora il vecchio mondo latino fu vicino a fondersi con l'irruente giovinezza germanica; ma il tentativo assurdo, concepibile solo da un giovane entusiasta e tutto assorto nella sua splendida utopia, fallì per l'ostilità dei nobili tedeschi, che si vedevano trascurati, e per l'incomprensione dei signori romani che pensavano più alle loro ambizioni personali che all'avvenire della patria. Quando il deluso imperatore morì a ventidue anni, il trono rimase vacante per qualche tempo, poi cadde il potere della dinastia salica.
La lotta per le investiture
Fu allora, con Corrado I e con i suoi successori Enrico III e Enrico IV che l'Impero venne a urtare contro l'autorità papale. Gli imperatori si arrogavano il diritto di nominare loro stessi i vescovi, mentre i pontefici reclamavano per la Chiesa questo privilegio. La lotta per le investiture ebbe il suo momento più drammatico nell'episodio di Canossa e il suo epilogo nel concordato di Worms (1122) da cui il potere imperiale uscì scosso e i feudatari ebbero numerosi vantaggi.
Il declino degli Hohenstaufen
Estinta la dinastia Salica si contesero il primato tedesco e l'impero due fazioni: quella capeggiata dagli Hohenstaufen di Svevia e quello dei Welf di Baviera. Conquistarono il potere gli Hohenstaufen; mentre i primi due sovrani di questa famiglia tennero il dominio tedesco. Federico II trascurò la Germania e preferì tenere la sua corte in Sicilia. Questo accelerò il disgregamento della Germania in tanti piccoli stati indipendenti. Nè Corrado IV né suo figlio Corradino trovarono in Germania l'appoggio che cercavano. Corradino morì in Italia decapitato da Carlo d'Angiò. Alla fine degli Svevi seguì un periodo di anarchia, detto il grande interregno (1250-1273).
Domande da interrogazione
- Qual è il significato del sogno di Ottone I per il nuovo mondo germanico?
- Quali furono le principali conquiste di Ottone I durante il suo regno?
- Quali erano le ambizioni di Ottone III e perché fallirono?
- Qual è stata la causa principale della lotta per le investiture?
- Quali conseguenze ebbe il declino degli Hohenstaufen sulla Germania?
Ottone I rappresenta il tentativo di rinascita dell'autorità imperiale e della monarchia tedesca, cercando di unificare le tribù germaniche e riprendere l'eredità di civiltà romana, come evidenziato nel testo.
Ottone I sottomise i feudatari riottosi, conquistò la Danimarca e sconfisse gli Ungari nella battaglia di Lech nel 955, culminando con la sua incoronazione a Roma nel 962, come riportato nel testo.
Ottone III sognava di ricostruire l'antico potere romano, ma il suo tentativo fallì a causa dell'ostilità dei nobili tedeschi e dell'incomprensione dei signori romani, come descritto nel testo.
La lotta per le investiture nacque dal conflitto tra gli imperatori, che volevano nominare i vescovi, e i pontefici, che rivendicavano questo diritto per la Chiesa, come evidenziato nel testo.
Il declino degli Hohenstaufen portò alla disgregazione della Germania in piccoli stati indipendenti e a un periodo di anarchia noto come il grande interregno, come riportato nel testo.