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Geografia economica

La società rappresenta la struttura di base della vita umana; queste società sono inserite in un contesto territoriale definito nel tempo e nello spazio dallo sviluppo economico e dalla cultura.

Definizione del territorio

Il territorio è l'esito dell’agire collettivo, l’impronta che l’umanità ha lasciato sulla Terra. La territorialità può essere definita come la propensione delle persone a costruire, controllare e difendere aree più o meno vaste del globo. La nostra specie territorializza.

Composizione del territorio

  • La base fisica naturale (risorse naturali, suolo).
  • Strutture e infrastrutture (le attività sociali ed economiche, edifici pubblici e privati, strade, ferrovie, aeroporti, reti distributive, ecc.).
  • Identità, cultura, tradizioni, valori e significati (milieu, genius loci, i simboli).

Processo di territorializzazione

Territorializzazione è il processo attraverso cui il territorio prende forma e muta nel tempo. Il territorio è:

  • Un prodotto dell’azione umana, spazio antropizzato (società, cultura, storia, economia, politica).
  • Una risorsa: il risultato delle interazioni storiche, sociali ed economiche tra un luogo e i suoi abitanti.
  • Un valore: disegnato dai flussi, dallo scambio, movimento, comunicazione di materie prime, beni e persone.

Fasi della trasformazione dell'ambiente naturale in territorio

  1. Occupazione (controllo), appropriazione di porzioni più o meno estese di suolo (forme di proprietà); attraverso denaro, guerre/colonizzazioni e conquiste.
  2. Delimitazione (confini); limes usato per escludere e includere.
  • Statali, regionali, provinciali, comunali.
  • Altri sistemi territoriali (ATO, ASL, SLL, DIM…)

Casi particolari: i confini degli «Stati cuscinetto» (Svizzera, Mongolia, Uruguay, Afghanistan…); la funzione delle enclave territoriali (es. Ceuta e Melilla, Gibilterra, Kaliningrad, ecc).

  1. Denominazione (toponimi); per esempio America, Colombia, Costa Rica, Rio de la Plata, Buenos Aires, New York.

Atto designativo comunicazione linguistica = valore culturale. Alcuni esempi di ridenominazione per motivi:

  • Post coloniale: Ceylon-Sri Lanka; Birmania-Myanmar.
  • Politici: San Pietroburgo-Pietrogrado-Leningrado-San Pietroburgo.
  • Turistici: Porto Longone-Porto Azzurro.
  • Per aver dato i natali a personaggi illustri: Castagno d’Andrea, Castagneto Carducci,…
  1. Reificazione dello spazio (costruzione vera e propria, alterazione dell'ambiente naturale): Atto materiale.
  • Costruzione (case, strade, fabbriche, monumenti, dighe…); ma anche disboscamento, bonifiche, introduzione di nuove specie.

Da sempre la nostra specie sottrae “spazio” all’ambiente (ecosistema) e organizza il proprio territorio.

  1. Simbolizzazione (piazze, edifici, skyline, statue). Monumenti, immagini, edifici = simboli ad elevato valore identificativo (culturale).

Organizzazione territoriale

  1. Funzione/dimensione economico-sociale costruzione di insediamenti, attività produttive, reti.
  • Strutture (edifici)
  • Infrastrutture (reti)
  • Attività produttive (agricole, industriali e commerciali) = intensa modificazione dell’ecosistema.
  1. Funzione politico-amministrativa dell’organizzazione territoriale.
  • I confini politico-amministrativi alle diverse scale: comune (quartieri), provincia, regione, stato = individuare gli abitanti per i servizi (sanitari, istruzione, sicurezza, infrastrutture, ecc.), per la funzione politica (elettorato), per la funzione economica (imposte, incentivi, ecc.) le dimensioni più adeguate per ogni funzione.
  • Organizzazioni internazionali (UE, Nato, Opec…)

Confini

  • Il limes fisico-naturale.
  • Il limes politico–amministrativo (artificiale).
  • I mutamenti dei confini (es. guerre, nascita nuovi stati, unione e/o dissoluzione di stati).
  • Il concetto di “acque territoriali” (da 5 miglia a 15 miglia).

Territorio e funzioni socio-economiche

  • Funzioni produttive (luoghi di produzione, di scambio, di consumo).
  • Funzioni distributive (turismo, commercio, trasporti).
  • Funzioni direzionali (finanziarie, politiche, PA).
  • Funzioni culturali (scuole, teatri, musei, ecc.).
  • Funzioni residenziali (abitazioni per famiglie).

Strutture territoriali

L'insieme degli elementi e delle relazioni (insediamenti residenziali, produttivi) (forma+funzione).

  • Forma (tipologie degli insediamenti, es. abitazioni, fabbriche, centri commerciali, scuole, ospedali…)
  • Funzioni (residenziali, produttive, sociali, …)

Il geografo economista Claude Raffestin ha elaborato una teoria sui processi di territorializzazione basata sulla ciclicità delle trasformazioni territoriali. Processi che possono essere riconducibili a tre fasi o modalità chiamate T-D-R:

  1. Territorializzazione (costruzione)
  2. De-territorializzazione (abbandono)
  3. Ri-territorializzazione (ri-costruzione)

Esempio: Tokyo

L'isola di Hashima o Gunkanjima

L'isola iniziò ad essere abitata dal 1887 per la presenza di una miniera di carbone. Nel 1890 la Mitsubishi comprò l'isola il cui obiettivo era recuperare il carbone dalle miniere sottomarine e iniziò l'estrazione del minerale che durò fino al 1974, anno in cui la miniera fu chiusa e l'isola abbandonata in seguito alla sostituzione del carbone con il petrolio come fonte energetica da parte dello stato giapponese. Era un polo minerario talmente importante che aveva la maggiore densità di popolazione al mondo (nel 1959 la popolazione era di 5.259 persone, con una densità media di 83.500 abitanti per chilometro quadrato). Dal 1974 Gunkanjima è una città fantasma. Nel 2005 fu concesso ad alcuni giornalisti di accedere all'isola e da allora tutto il mondo è venuto a conoscenza dell'esistenza di questo luogo.

Sharm El Sheik

Da perla del turismo a città fantasma. Difficile da riconoscere. Niente più strade affollate o spiagge prese d'assalto. Benvenuti nel nulla. Qui c'era una volta Sharm El Sheik, simbolo delle vacanze in Egitto. Più che altrove si sente il peso della paura causata dai recenti attentati terroristici che hanno contribuito ad allontanare i viaggiatori occidentali dalle bellezze che si affacciano sul Mar Rosso. Secondo i dati dell''Agenzia Pubblica Egiziana per la mobilità e le statistiche' nel mese di febbraio 2016 sono stati 346mila i turisti arrivati in Egitto. Un dato che, comparato con gli oltre 640mila arrivi dello stesso mese nel 2015, mostra un calo di arrivi del 49%. Così la punta di diamante del turismo egiziano appare sempre più desolante nel suo isolamento forzato.

L'analisi geo-territoriale

L'analisi del territorio si basa su 3 momenti fondamentali:

  1. Individuare e spiegare le differenze/omogeneità.
  2. Individuare le contiguità/fratture dei sistemi territoriali.
  3. Individuare il sistema territoriale di riferimento (es paese, UE, mondo), così come le eventuali articolazioni in sub-sistemi (regioni, comuni, ecc.).

Il territorio può essere analizzato a scale geografiche diverse:

  1. Analisi a piccola, media e grande scala (dalla dimensione locale a quella globale), si tratta di una lettura scalare.
  2. Analisi dei processi di relazione e interazione tra le diverse scale (lettura transcalare).

Una metodologia flessibile, anche se complessa, che ben si presta allo studio della sostenibilità e della complessità del mondo economico e sociale.

Territorio e le relazioni con l’ambiente

Le società trasformano l’ecosistema nel quale sono insediate in territori organizzati.

Interpretazioni della territorializzazione

Teorie economiche

L’ambiente incorpora valore aggiunto (derivante dall’azione umana); si tratta di un processo che permette la crescita economica (i vantaggi superano gli eventuali costi).

Teorie ecologiche

Trasformazione, alterazione (reversibile/irreversibile) dell’ecosistema da parte dell’azione umana; nel lungo periodo i costi ambientali si suppone siano più elevati rispetto ai vantaggi economici.

Lezione 3-4: Cartografia

Da sempre l'umanità ha sentito l'esigenza di rappresentare la realtà che lo circonda:

  • Per orientarsi, trovare e ritrovare luoghi, itinerari, risorse.
  • Per conoscere e riconoscere il mondo e le relazioni spaziali che lo sostanziano.

L'importanza di rappresentare graficamente le informazioni spaziali per fissarle nel tempo attraverso il segno e il disegno simbolico. La carta è uno dei più antichi strumenti di comunicazione nonché un'idea geografica tra le più potenti e persistenti.

  • Nelle carte, assieme alla necessità di conoscere l'ambiente che ci circonda e di rappresentarlo per fini strettamente utilitaristici (ubicazione delle risorse, esplorazioni, navigazione, viaggi) vi è anche l'aspetto essenziale dello scambio di informazioni.
  • Le carte sono degli strumenti per: comunicare, trasmettere, diffondere immagini, idee e informazioni geografiche dello spazio (agli altri membri della collettività) e nel tempo (alle generazioni future).

Le origini della cartografia

  • La nascita della cartografia, in senso scientifico (cioè con l'introduzione di elementi e calcoli matematici), iniziò nel IV secolo a.C. nell'antica Grecia, nelle carte greche si incrociavano miti, ideologie e teorie. La descrizione grafica e il testo scritto rappresentavano la stessa forma di conoscenza, i cartografi erano al tempo stesso anche astronomi, matematici e geografi.
  • Nel tardo Medioevo comparvero carte che rappresentavano l'Europa occidentale e le carte nautiche disegnate per agevolare la navigazione nel Mediterraneo; furono soprattutto queste ultime a diffondersi maggiormente, anche perché erano destinate ad un uso concreto legato alla crescente domanda proveniente dai mercanti che cercavano di rendere più sicura e rapida la navigazione per i loro traffici.
  • Però, fu soltanto all'inizio del Quattrocento quando, grazie al nuovo clima culturale attento al recupero e alla riscoperta dei classici greci e latini, l'attenzione degli studiosi si volse di nuovo all'opera di Tolomeo (che fu tradotta e diffusa sotto il nome di Cosmografia).

Nel passato, la figura del cartografo e quella del geografo erano riunite nella stessa persona, ma verso la fine dell'Ottocento si manifestò un forte impulso verso le scienze geografiche, e i due aspetti della descrizione “disegnata” della Terra (espressa nella figura del cartografo) e della descrizione “scritta” (espressa nella figura del geografo) iniziarono a separarsi nettamente. La cartografia fornisce regole e strumenti per disegnare-rappresentare sinteticamente il mondo, la geografia fornisce teorie e metodi per analizzare il territorio, modelli per spiegare e descrivere la complessità della realtà.

Mercatore (1512-1594): matematico e geografo fiammingo, fondò a Lovanio una delle scuole cartografiche più famose della sua epoca. Mise a punto un tipo di proiezione utile per la navigazione, poiché consentiva di tracciare la rotta più breve tra due punti.

  • Nelle carte geografiche si cerca una rappresentazione sintetica della realtà, un modo per semplificare la complessità del territorio.
  • Il cartografo, per rappresentare lo spazio, deve necessariamente procedere ad una semplificazione della realtà riducendo e vincolando lo spazio entro i confini tracciati dalle due coordinate convenzionali: la latitudine e la longitudine.
  • La carta diventa un “modello” astratto della realtà ed esprime l'ambiente socio-culturale nel quale è nata.
  • Ogni carta nasce da un'insieme di competenze codificate (come le tecniche delle proiezioni cartografiche) e tacite (esperienza e conoscenze) che si fondono nella professione del cartografo.

Le innovazioni tecnologiche applicate alla cartografica

  1. Tecnologie meccaniche (l'introduzione di macchinari riduce i tempi e i costi del processo produttivo, aumenta la produzione); tecnologie foto-chimiche, (qualità della stampa e precisione fotografica); la tecnica della fotogrammetria (rilevamento dagli aerei), introdotta per la prima volta a scopi militari durante la prima guerra mondiale, hanno aperto nuovi scenari alla cartografia.
  2. Una rivoluzione tecnologica per la ricerca cartografica è avvenuta con il lancio nello spazio dei satelliti: il telerilevamento (remote sensing) nasce nel 1960.
  3. Tecnologie informatiche (aumentano la qualità e la quantità dei dati geografici disponibili, si riducono ulteriormente i costi e i tempi di produzione delle carte in ogni fase della produzione, riproduzione e aggiornamento). Nasce la cartografia digitale dall'applicazione delle tecnologie informatiche alla cartografia tradizionale, l'introduzione del computer nel settore cartografico ha trasformato profondamente l'intero processo produttivo. I sistemi di informazione geografica (GIS).

Carte tematiche

Tipologia delle carte geografiche

  1. Piante e mappe = a grandissima scala (cioè con un denominatore piccolo), da 1:5.000. Sono utilizzate per descrivere i centri urbani, le aree rurali e industriali, le mappe catastali.
  2. Carte topografiche = a grande scala (da 1:10.000 a 1: 150.000), riproducono limitate estensioni di superficie terrestre. Sono adatte per descrivere gli aspetti morfologici di una porzione del territorio (idrografia, altimetria, reti stradali, centri urbani).
  3. Carte corografiche = a scala intermedia (da 1: 150.000 a 1.000.000). Sono utilizzate per descrivere i caratteri fisici e antropici di superfici piuttosto ampie (stati e/o regioni).
  4. Carte geografiche = a piccola scala (maggiore di 1:1.000.000). Sono utilizzate per descrivere vaste porzioni della Terra (come per esempio i continenti).
  5. Planisferi = sono le carte che rappresentano l'intera superficie terrestre in un unico disegno. Si usa il termine mappamondo se la Terra è divisa in due emisferi (rappresentazione a piccolissima scala).

Definizione di carta geografica: la carta geografica è una rappresentazione ridotta, simbolica, selettiva e approssimata della superficie terrestre.

  • Ridotta perché è necessario riportare in maniera proporzionale la superficie reale su quella astratta della carta.
  • Simbolica perché i fenomeni sono descritti tramite simboli, segni grafici e colori (il cui significato è esplicitato nella legenda) codificati e prestabiliti.
  • Selettiva perché è necessario scegliere quali oggetti geografici rappresentare.
  • Approssimata perché è impossibile riportare correttamente in piano la sfericità della Terra, per questo motivo ogni carta risulta sempre leggermente deformata.

GIS (Geographical Information System)

Sistemi informativi geografici sono descritti come the biggest step forward in the handling of geographic information since the invention of the map. I GIS sono stati progettati come uno strumento per gestire, elaborare e rappresentare cartograficamente le informazioni utilizzando dati geografici.

La struttura dei GIS è la stessa di tutti gli altri sistemi informativi (Database Management System DBMS); se ne distinguono per una differenza fondamentale: tutte le informazioni GIS sono georeferenziate. I GIS sono dei sistemi informativi complessi, finalizzati all'analisi geostatistica dei dati spaziali e alla loro rappresentazione cartografica. I GIS possono essere definiti come un insieme di strumenti (hardware e software), che trattano i dati geografici contenuti negli archivi (database) in modo tale da poterli elaborare e rappresentare visivamente attraverso la costruzione di carte tematiche.

Tomlinson (1967): entra alla BBN Technologies che collabora al processo ARPANET, sviluppando il progetto di trasferimento dei files denominato CPYNET. Implementandolo riuscì a progettare la email.

I GIS sono uno strumento informatico per:

  • Gestire i dati
  • Elaborazioni statistiche
  • Rappresentazioni cartografiche

Uno dei vantaggi più rilevanti dei GIS riguarda la possibilità di modificare l’articolazione spaziale (globale, locale, regionale) senza perdere le informazioni spaziali. Questa flessibilità operativa li rende strumenti particolarmente adatti all'analisi territoriale. Il passaggio di scala permette una visione olistica della realtà: l'analisi attenta e dettagliata della struttura interna di un sistema può essere integrata dallo studio delle relazioni che il sistema instaura con l'ambiente esterno di riferimento.

Le fasi per la realizzazione di un GIS

  1. Fonti e immissione dei dati (carte, foto da satellite, immagini, altri DBMS).
  2. Archiviazione e gestione dei dati (aggiornamento, implementazione, controllo qualità).
  3. Analisi spaziale dei dati (analisi statistiche, modelli, query, overlay, buffering).
  4. Rappresentazione dei dati (cartografia tematica); prodotti finali (report, carte, immagini, grafici).
  5. Controllo di qualità del lavoro e interpretazione dei risultati.

Raster e vector

Il modello digitale dei dati può essere di due tipi: vettoriale e raster.

  1. La struttura vettoriale è utile quando si desidera descrivere e rappresentare fenomeni discreti (strade, edifici, reti distributive, ecc.), mentre è meno efficace per quanto riguarda i fenomeni continui (temperatura, precipitazioni, ecc.).
  2. La struttura raster (o grid) si basa su una griglia formata da celle uniformi (l'ampiezza delle celle, misurata in pixel, determina la qualità dell'immagine, il livello della risoluzione). Le immagini raster possono essere acquisite da satellite oppure passate attraverso lo scanner.

GIS e informazioni

Gli elementi, il motore e al tempo stesso l’energia de

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-GGR/02 Geografia economico-politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher guendalinafulcheri di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Geografia economica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Romei Patrizia.
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