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Concetti Chiave

  • La scoperta dell'America portò a un massacro di oltre dodici milioni di persone, secondo Bartolomé de Las Casas, evidenziando l'impatto devastante della colonizzazione spagnola.
  • Tzvetan Todorov analizza le motivazioni alla base della crudeltà europea, suggerendo che la cupidigia e il piacere nella violenza furono fattori chiave nel massacro degli indigeni.
  • La visione degli europei era divisa: Bartolomé de Las Casas vedeva gli indios come un popolo pacifico e desideroso di fede, mentre Juan Ginés de Sepulveda li considerava inferiori e giustificava la guerra come legittima.
  • La società azteca legittimava atti di crudeltà attraverso la religione, rivelando una cultura in cui il potere sociale prevaleva sull'individuo.
  • Per gli indios, l'arrivo degli europei era percepito come un evento profetico, con presagi che indicavano un cambiamento catastrofico imminente, evidenziando la loro interpretazione culturale della storia.

La scoperta e il massacro

La scoperta dell’America con la successiva colonizzazione spagnola, portò al massacro di una moltitudine di persone. Il numero di vittime, stando al domenicano Bartolomé de Las Casas, si attesterebbe al di sopra dei dodici milioni.

Motivazioni della crudeltà europea

Di fronte ad un evento di tale portata, Tzvetan Todorov volle enucleare quali furono i motivi per i quali l'uomo europeo fu in grado di compiere tali barbarie.

Inizialmente è facile pensare a come la cupidigia possa essere stata il movente scatenante. La subordinazione di ogni valore morale al denaro che si riscontrò negli spagnoli, ci porta a identificare negli stessi una mentalità quasi moderna, egualitaria e attenta all'economia. Tuttavia, ciò non è sufficiente a spiegare le proporzioni inedite ed eccezionali di tale avvenimento. Il massacro che gli spagnoli compirono avvenne come se essi provassero piacere nella crudeltà, nell'esercizio del potere sugli altri e nella dimostrazione di poter dare la morte.

Analogamente alla crudeltà Spagnola manifestatasi nel massacro, possiamo osservare come nella società azteca atti di simile crudeltà fossero perpetrati come delitti legittimati, e, anzi, incentivati, dalla religione. Essi erano infatti la testimonianza di come, nella società azteca, la forza del tessuto sociale prevalesse sull'individuo.

La visione degli europei

La visione degli europei dell'epoca di tali avvenimenti, era bipartita. Bartolomé de Las Casas considerava i conquistadores, i responsabili dell’orribile genocidio di un popolo umile che viveva nella pace. Dotato di una grande intelligenza attiva e, soprattutto, interessato a ricevere la santa fede cattolica, dimostrandosi addirittura impaziente di praticare i sacramenti e il culto divino.

Gli spagnoli erano un popolo assetato di sangue, pronto a distruggere tali quiete popolazioni, per cancellare le quali combinavano guerre sanguinose, ad una dura e opprimente schiavitù. La loro smisurata ambizione non trovò ostacoli di fronte ad un popolo di così facile sottomissione, per il quale non ebbero il benché minimo rispetto, nonostante gli indios li trattarono con tutti i riguardi, arrivando addirittura a considerarli venuti dal cielo.

La legittimazione della guerra

Juan Ginés de Sepulveda al contrario, considerava legittima la guerra condotta nei confronti degli indios. Egli era infatti un fervente sostenitore della teoria aristotelica della schiavitù naturale, basandosi sulla quale era addirittura arrivato a definire omuncoli gli indigeni. Esseri di scarsa umanità abbandonati a ogni genere di intemperanza e nefanda libidine, vili, di scarso intelletto.

Li definisce “servi per natura”, e li accusa di compiere atti disumani tra cui il cannibalismo. È così che egli legittimò la guerra spagnola nei confronti degli indios, motivata dalla loro inferiorità rispetto agli spagnoli.

Presagi e interpretazioni indigene

L’incontro con gli europei, per gli indios avvenne sotto un'atmosfera prodigiosa e magica. Numerosi furono i presagi durante i dieci anni precedenti l’arrivo degli spagnoli, i quali indicavano che qualcosa di terribile sarebbe presto accaduto. Presso i maya si trattava dell’adempimento di una profezia, la quale si radicava nella loro visione apocalittica legata al corso inesorabile del tempo.

Nonostante i presagi possano essere stati inventati dopo, ciò dimostra lo sforzo di queste popolazioni di interpretare l’avvenimento, dando radici nel passato ad un fatto così unico e straordinario.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è il numero stimato di vittime del massacro durante la colonizzazione spagnola in America?
  2. Secondo Bartolomé de Las Casas, il numero di vittime si attesterebbe al di sopra dei dodici milioni.

  3. Quali motivazioni hanno spinto gli europei a compiere atti di crudeltà durante la colonizzazione?
  4. La cupidigia e la subordinazione dei valori morali al denaro sono state identificati come motivi scatenanti, ma la crudeltà sembrava anche derivare da un piacere nell'esercizio del potere sugli altri.

  5. Come venivano percepiti gli indigeni dagli spagnoli e dai conquistadores?
  6. Gli spagnoli erano visti come assetati di sangue, pronti a distruggere popolazioni pacifiche, mentre Bartolomé de Las Casas li considerava responsabili di un genocidio contro un popolo umile e desideroso di fede cattolica.

  7. Qual era la posizione di Juan Ginés de Sepulveda riguardo alla guerra contro gli indios?
  8. Sepulveda considerava legittima la guerra contro gli indios, basandosi sulla teoria della schiavitù naturale, definendoli "servi per natura" e giustificando la violenza per la loro presunta inferiorità.

  9. Quali presagi hanno accompagnato l'arrivo degli europei secondo le popolazioni indigene?
  10. Gli indios interpretarono l'arrivo degli europei come un evento prodigioso, con numerosi presagi che indicavano un imminente disastro, riflettendo la loro visione apocalittica e il tentativo di dare significato a un evento straordinario.

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