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Concetti Chiave

  • Il culto di Augusto si diffuse in Oriente e Occidente, unificando diverse pratiche religiose sotto la venerazione di un leader considerato divino e massimo sacerdote dell'Impero.
  • Il titolo onorifico di pater patriae, assunto da Augusto nel 2 d.C., rifletteva la sua posizione di rispetto e venerazione all'interno della religione imperiale.
  • Augusto rinominò il mese Sextilis in Augustus, continuando la tradizione di Cesare e consolidando il suo legame con il potere e la storia di Roma.
  • Il rapporto tra Augusto e gli intellettuali fu caratterizzato da amicizie e coinvolgimenti, permettendo a figure come Virgilio e Orazio di aderire alla sua politica con entusiasmo autentico.
  • La grandezza delle opere letterarie dell'epoca è attribuibile alla capacità di Augusto di coinvolgere intellettuali senza asservirli, evitando che le loro opere risultassero meri atti di adulazione.

Il culto di Augusto

In Oriente permise che venisse onorato ed adorato (di solito associato alla dea Roma, per cui comincia ad essere rappresentato con particolari fattezze, seduto in trono con la tyche o la spada in mano, in tutto l’Impero), in Occidente era il genius Augusti (il “genio di Augusto”, cioè un nume tutelare che, anziché essere onorato da una ricca famiglia, era onorato in tutto l’Impero): questo culto fu particolarmente importante per rendere omogenea una religiosità molto varia, fatta di tanti culti locali incorporati a Roma all’insegna della venerazione di un capo considerato figlio di un Dio, il massimo sacerdote della religione imperiale e tutelato, reso abile ad accrescere la fortuna dell’Impero romano (una sorta di divinità implicita).

Il titolo di pater patriae

Questo culto fu tanto importante che ancora nel V secolo in Africa conosciamo sacerdoti del culto imperiale, anche cristiani (benché le due cose siano agli antipodi); nel 2 d.C. Augusto assunse anche un altro titolo onorifico, quello di pater patriae, del tutto coerente con il significato, con la venerazione del genius Augusti.

Rapporto tra intellettuali e potere

Come già aveva fatto Cesare (con il mese di Iulius), si prese il mese Sextilis (cioè Agosto), così chiamato perché l’anno romano iniziava a Marzo, che venne rinominato Augustus; uno dei temi molto studiati è stato il rapporto fra intellettuali e potere: il problema che si pone con Augusto (la storia di Roma ha dei momenti che servono come esemplari alla storia mondiale) è il cercare di capire come Augusto potesse aver legato a sé senza asservirli degli intellettuali che hanno lasciato opere eccezionali. A legare storici, poeti e letterati all’imperatore era un complesso gioco di coinvolgimenti ed amicizie, cosicché Virgilio, Orazio ed altri avevano l’impressione di aderire spontaneamente alla politica augustea e finivano per interpretarne i temi (direttamente suggeriti da Augusto) con entusiasmo sincero, che è alla base della grandezza delle opere (altrimenti si sarebbe immediatamente capito che erano frutto di adulazione ed avrebbero certamente avuto un livello artistico squallido→opere composte durante il fascismo).

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Domande da interrogazione

  1. Qual è l'importanza del culto di Augusto nell'Impero romano?
  2. Il culto di Augusto fu fondamentale per unificare una religiosità variegata nell'Impero, associando Augusto a divinità come la dea Roma e il genius Augusti, rendendolo una figura venerata e considerata un tutore della fortuna dell'Impero (testo).

  3. Che significato ha il titolo di "pater patriae" per Augusto?
  4. Il titolo di "pater patriae", assunto da Augusto nel 2 d.C., riflette la sua venerazione e il culto del genius Augusti, sottolineando il suo ruolo come massimo sacerdote della religione imperiale e figura centrale nella vita politica e religiosa di Roma (testo).

  5. Come riuscì Augusto a coinvolgere intellettuali senza asservirli?
  6. Augusto legò a sé intellettuali come Virgilio e Orazio attraverso un complesso gioco di amicizie e coinvolgimenti, permettendo loro di aderire spontaneamente alla sua politica e di interpretarne i temi con entusiasmo, contribuendo così alla grandezza delle loro opere (testo).

Domande e risposte

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